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"Noblesse Oblige" ovvero Gnocchi di patate al nero di seppia con fumetto di scorfano, aria di Dom Pérignon e ostriche per l'Mtchallenge #59



L'avevo promesso ad Alessandra che avrei preparato la Naked Cake e anche la ricetta per la sfida numero 59 lanciata dalla Annarita del blog "Il bosco di alici"Così imparo a promettere con il cuore sempre oltre l'ostacolo. 
"Tanto con le 19 meraviglie che ho visto fino ad ora non vorrai mica che il deus ex machina della pasticceria francese scelga proprio la mia Pazientina Veneziana?"
Si, è accaduto, innestando un effetto domino di ritardi a catena in quanto essere stata scelta ha significato la trasferta milanese, indispensabile per tenere alto l'onore del primo Master Bake Out e delle due tutor che ci hanno deliziosamente seguite. Ovvero preparare nuovamente pan di spagna, cremosi, sfoglie di cioccolato e pasta bresciana assortiti, in duplice copia, e organizzare un trasporto isotermico in una giornata di metà settembre di cibo che aveva la tendenza alla scioglievolezza. Ma ce l'abbiamo fatta e la meritata vittoria di Marianna, con la sua deliziosa Vintage Naked Cake, ci ha rallegrate e commosse tutte. E al ritorno non mi aspettava solo una quantità industriale di stoviglie da lavare ma anche una quantità biblica di lavoro da portare a termine. 

Intanto i giorni trascorrevano, avvicinandosi la data ultima entro la quale postare la ricetta. Una, la prima, quella che eseguo sempre rispettando al milligrammo il regolamento era pronta, ma quella che avevo in mente non riuscivo ad affrontarla: arrivavo a sera spatafasciata come il cuore oltre all'ostacolo e gli ettolitri di cremoso testato.
Per cui, dopo aver avvisato redazione e Annalisa, eccomi fuori gara ma presente con la mia proposta, degli gnocchi un po' sboroni che hanno preso vita durante i giorni in cui cercavo i materiali per allestire la mostra Libri in cucina: da una parte oggetti semplici, in alluminio o ferro smaltato, testimoni di pranzi e cene serviti sopra un tavolo in legno, spoglio, senza i tanti orpelli che invece rendevano uniche le tavole delle famiglie borghesi.
"Che buffo - pensavo, mentre stiravo tovaglie e lucidavo argenterie - sembra quasi la sfida di questo mese: gli gnocchi della campagna, preparati con patate e farina, una volta giunti in città si trasformano e diventano qualcosa di completamente diverso, eleganti e sofisticati".





Ecco allora venire alla luce i due piatti che sarebbero stati serviti nelle due diverse tavole: quello semplice quanto gustoso degli gnocchi appena confezionati che vengono "spadellati" con burro, preparato appena dopo aver munto le mucche - come accadeva in campagna - e profumati con un bouquet garnì che si poteva cogliere aprendo semplicemente la finestre della cucina. Gli gnocchi sono stati confezionati seguendo la ricetta della sfida ovvero 600 g di patate del Montello (delle quali vi parlerò prossimamente) lessate con la buccia partendo da acqua fredda, sbucciate e passate al passapatate ancora calde e lavorate sulla spianatoia, aprendole così da abbassare la temperatura e fatta evaporare gran parte del vapore (l'umidità che ne comprometterebbe il risultato finale, minandone la morbidezza)  con 160 g di farina ed un pizzico di sale e tanto, tanto burro sciolto nella lionese dove gli gnocchi si sono tuffati dopo essere stati lessati in acqua bollente salata.



La seconda proposta, lo gnocco giunto in città, con tanto di cilindro e mantello, è un piatto molto più sofisticato, nella tecnica e negli ingredienti, al quale purtroppo le foto non fanno onore in quanto scattate con pochissima luce, senza cavalletto e con tanta, forse troppa, stanchezza. Ma come promesso, eccomi. E vorrei dedicare la ricetta alle due vincitrici di questo mese, quindi, Annarita e Marianna
E buona, prossima, sfida :)


"Noblesse Oblige" ovvero Gnocchi di patate al nero di seppia con fumetto di scorfano, aria di Dom Pérignon e ostriche

Ingredienti per gli gnocchi
600 g di patata del Montello 
160 g di farina 00 di buona qualità
8 g di nero di seppia pastorizzato
1 pizzico di sale
un bouquet garni preparato con aneto ed issopo (erbe aromatiche che ben si sposano al pesce)
Sale di Maldon

Ingredienti per il fumetto
Carcassa e testa di scorfano
2 scalogni
2 bacche di ginepro
1 foglia di alloro

Ingredienti per la salsa
500 ml di fumetto ristretto
30 g di farina 00
30 g di burro chiarificato

Ingredienti per l'aria di Dom Pérignon
50 ml di Dom Pérignon
Sucro ®

Ingredienti per il piatto
5 gnocchi
3 ostriche 
1 mestolo piccolo di salsa 
qualche rametto di aneto conservato in acqua e ghiaccio
pepe bianco di Sarawak macinato al momento


Preparazione
In una casseruola far appassire lo scalogno tritato finemente, unire le teste e le carcasse di scorfano cuocere per qualche minuto, sfumare con vino bianco secco, coprire con 2 litri di acqua fredda e ghiaccio, unire le spezie e contare 15' dal momento della ripresa del bollore.
Filtrare e dividere il fumetto a metà. Una delle due parti farla ridurre della metà, concentrandola ulteriormente.
In un sacchetto da sottovuoto unire le patate intere e con la buccia, un buquet garni preparato con aneto e issopo, una presa di sale in fiocchi, qualche grano di pepe bianco di Sarawak, un mestolo di fumetto e cuocere nel forno a vapore a 100° per 50'.
Sbucciare le patate, passarle al passapatate, in una ciotola unirle al nero di seppia con un pizzico di sale e la farina (mi raccomando i guanti!).




In una caraffa unire lo champagne con pochi grammi di Sucro® (in alternativa è possibile usare della lecitina di soia) e con l'aiuto di un aerografo per acquari creare una spuma ovvero un'"aria" di champagne.

Nel frattempo tostare in una casseruola dal fondo pesante e molto calda la farina, così da cuocerla eliminando dal roux lo spiacevole gusto di farina cruda, unire il burro ed infine il fumetto concentrato, ottenendo così una salsina vellutata e profumatissima, regolare di sale e distribuirla a specchio sul fondo dei piatti (ho scelto un cappello di prete un po' diverso dal solito).

Dal panetto nero di patate ottenere dei salsicciotti del diametro di 2 cm, tagliare degli gnocchi di circa 2 cm di lunghezza, passarli nell'apposito strumento per rigarli (anche i rebbi di una forchetta), lessarli nel fumetto restante regolato di sale e distribuirne cinque sulle fondine con la salsina, alternati con le ostriche appena aperte.
Servire decorando con l'aneto e l'aria.

Sapori d'Autunno: il menù ufficiale



Ormai possiamo dire che ci siamo, quasi. 
Manca meno di un mese per quello che si preannuncia un evento carico di aspettative, Sapori d’Autunno al Cason, edizione 2013 ed i posti disponibili sono davvero pochi. L’idea, nata dalla passione per il pesce di Vittorio Tomaso Azzano è stata favorevolmente accolta da Marilena Pines e Alessandro Zanello, titolari del ristorante “Al Cason”, locale che è giunto alle cronache per il grande successo ottenuto nelle ultime due stagioni lignanesi: non si contano più le serate dove alla porta del locale viene appeso il cartello “sold out”, tutto esaurito, sinonimo del fatto che Marilena ed Alessandro, che sono anche coppia nella vita, hanno probabilmente trovato la quadratura del cerchio. Da qui ad organizzare la serata, che non è la ‘solita’ cena a tema, il passo è stato breve e con l’appoggio della comunità dei pescatori di Marano Lagunare il tutto si è rapidamente concretizzato. 

Sapori d’Autunno al Cason è un percorso dove gli ospiti che interverranno riusciranno a cogliere quello che vuol essere lo scopo della serata: riscoprire sapori autentici e troppo spesso dimenticati, legati alle specie più tipiche dell’alto Adriatico.

La “ciliegina sulla torta” è arrivata dal prezioso contributo di Francesco Borzani, noto pittore friulano conosciutissimo, in Italia ed all’estero, per i ritratti alle star dell’Udinese “dream team” di Calori, Bierhoff e Amoroso ed oggi, per le lune e le vele. Due temi che Borzani (www.borzani.it) sente particolarmente ‘suoi’ in considerazione del fatto che in Italia nessuno ha mai dipinto qualcosa di simile. Tipico del “Borzani moderno” il fondo, liscio o polimaterico, di una tonalità di blu inconfondibile come è inconfondibile il tratto pulito e votato all’essenzialità che esprime quel grande fascino che letteralmente cattura chi ne osserva le opere. Francesco Borzani è colui il quale ha materialmente realizzato l’opera intitolata “La Luna e la Vongola” (33x23, agosto 2013) che è divenuta immagine ufficiale della prima edizione e che sarà consegnata a Fabiana Romanutti, direttrice del mensile QuantoBasta FVG al termine della cena. Piccola chicca, in anteprima, è la notizia che ad ognuno dei presenti sarà consegnata copia del menù della serata. Non il ‘solito’ menù, ma una creazione grafica di Francesco Borzani che sarà senz’altro molto apprezzata. Arte, prodotti del territorio e buon gusto per fare cultura. Lo si capisce leggendo il menù:

APERITIVO
Ostrica
Ostriche piatte selvatiche dell’alto Adriatico con mela Granny
Quale modo migliore di questo per iniziare una frizzante serata? Le ostriche del nostro mare: afrodisiache!

Canestrello bianco
Cruditè di canestrelli al sale affumicato Halen Moon
Un concentrato di mare. Aprite la bocca e chiudete gli occhi. Salinità, croccantezza, note dolci. Dopo le ostriche si può solo godere!

Fasolaro
Noci di mare crude “pepe e maracuja”
Una goccia di maracuja, un pizzico di pepe verde liofilizzato del Madagascar e con la “noce di mare” cruda vi sembrerà per un attimo di rivivere l’estate… in una spiaggia tropicale.

“Mus”
Zoccoli d’asino crudi
Zoccoli? Ma si leccano? Una chicca riservata ad autentici cultori del piacere. Il tocco “fetish” della prima edizione di Sapori d’Autunno al Cason. Serviti, rigorosamente, senza peli.


ANTIPASTO
Murice
Insalatina di murici spinosi
Questo è il mare più umile, più nascosto, troppo spesso dimenticato. Un prodotto con una storia millenaria che ha segnato in maniera indelebile il settore della colorazione dei vestiti.

Canestrelli rosa al naturale
In una parola: discrezione. E’ così che questo piccolo confetto di mare si fa riconoscere al palato, quasi con timidezza rispetto al fratello “bianco”. Gustatelo con calma, come un quadro, vivendone ogni sfumatura.

Fasolaro
Fasolari al gratin
Ormai l’estate è alle spalle. Si vivono le tinte accese dell’autunno. E’ la duttilità del fasolaro. Lasciatevi andare al piacere di attendere l’inverno con semplicità: pane, olio, sale, pepe ed uno straordinario prodotto ipertipico del nostro golfo.

PRIMI
Triglia
Crespelletta alle spugnole e porcini con raguttino di triglia
Autunno e Funghi è un connubio imprescindibile. La triglia ce l’abbiamo messa noi. Diteci: abbiamo sbagliato?

Laguna
Risotto “alla lagunara”
Le note avvolgenti dell’amido del Vialone Nano veronese I.G.P, il profumo intenso dell’olio della nostra terra prodotto da Sirigio Gigante  e le “conchiglie” della laguna di Marano Lagunare. Veraci, peverasse, cape tonde, cardium, caponi. Una sinfonia di colori, consistenze e sapori.
Vedo rosso

L’insolito sorbetto
La capacità di conquistare della polpa di arancia rossa, la raffinata delicatezza del pompelmo rosa, il tocco di pacato brio del lime. Mario Zanitti ha messo la femmina nel gelato.

Non è finita
Il gran boreto alla maniera del Cason
Il sapore dell’infanzia. Il piatto della tradizione a cui siamo intimamente legati. Un gusto intenso con la capacità di accendere i cuori facendo rivivere ricordi di tempi ormai andati. Una preparazione che deve emozionare. Lasciateci tentare, a modo nostro.

DESSERT
Uova
Crema di uova e Amorpha fruticosa
Dopo una così intensa fatica uova, arancia rossa candita, riduzione di amaro alle quindici erbe. Il tutto mantecato dall’esperienza di Giuliano Marini, “il ragazzo del miele”, con l’eccellenza delle sue api: il miele di Amorpha fruticosa.

"La Luna e la Vongola", 33x23, Agosto 2013, Francesco Borzani www.borzani.it