Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"Puoi fare molta più strada con una parola gentile e una pistola che con una parola gentile e basta". Al Capone


Lo scorso 13 novembre è stata la Giornata Mondiale della Gentilezza, indetta per la prima volta nel 1997: ovviamente non ne ha parlato nessuno. Siamo invece informatissimi circa i tatuaggi di Belen, la gravidanza della Fico e di quanto glutammato monosodico mette la Parodi nei funghi surgelati (ok, non sono gentile, ma sono una cuoca non sono una santa).

"Ma non ci bastano i giorni del calendario, magari bisestile, per festeggiare tutte le giornate che le varie organizzazioni locali e mondiali suggeriscono ad ogni piè sospinto!" mi si potrebbe gentilmente obiettare. Certo, risponderei altrettanto gentilmente, ma questa appena trascorsa, a differenza del 99% di tutte le altre, è assolutamente gratis a dimostrazione che ad essere buoni non solo c'è più gusto ma ci si guadagna.


Lasciamo stare le feste di papà e mamma, di nonni e nipoti, di zii e trisavoli. Lasciamo stare le feste degli innamorati, dei single e di quelli che non si sanno decidere. Lasciamo stare anche le feste delle donne, degli uomini e dei transgender. Sono tutte a pagamento. E lasciamo stare anche le giornate di sensibilizzazione verso tutte le malattie e tutti i disastri della Terra dove l'acquisto di una pianta o di un cestino di frutti ha l'effetto di un'avemariapaternostri comminati dopo la Confessione: "Vai figliuolo e non peccare più". Coscienza pulita e linda per continuare a far finta di vivere in un mondo migliore.

La gentilezza invece è gratis. "Ciao fratello, faccio parte dell'organizzazione tizioecaio e se mi dai 5 euri ti do' un buono per essere gentile da spendere verso chi vuoi". Vedete che non funziona? Gentilezza, cortesia, educazione: sostantivi femminili (what else?) e il cui utilizzo non comporta spesa alcuna! 

C'è da arricchirsi. E qui la domanda giunge spontanea: perchè invece ne siamo sempre più sprovvisti? "Perchè non ci sono più le mamme che menano come una volta", mi è stato risposto un giorno. In effetti, tolto l'effetto truculento, un po' di verità c'è. I bimbi sono come un seme che diventa germoglio poi piantina ed infine albero. Se non lo curo da piccolo il mio semino diventa una pianta infestante. E osservando quello che ci circonda si evince che le mamme devono aver smesso di far volare ciabatte da un bel pezzo.


Ecco perchè una giornata mondiale della gentilezza dovrebbe diventare un piacere da osservare quotidianamente, un lusso del quale godere e da condividere, un brivido di piacere come quando assaggiamo un cibo prezioso o accarezziamo un gattino indifeso

E' anche un modo di divertirsi, sempre gratuitamente. Provate a camminare per strada a distribuire sorrisi e saluti: "Buongiorno Signora, ma che splendido cappellino?" "Ciao Piccola e buona scuola!" "Salve Signore con la faccia come il culo: perchè ha parcheggiato il suo hammer sul posto per disabili?". Provate e vedrete di nascosto l'effetto che fa ;)


Come da provare assolutamente è il vino che il mio amico Fernando mi ha consigliato qualche giorno fa, un Barbaresco San Stunet dell'Azienda Agricola dei Flli Grasso. Si tratta di un vino intenso, fruttato e con una speziatura leggera e gradevole. Questo Barbaresco Docg è ottenuto unicamente con le uve Nebbiolo dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (già frazione di Barbaresco) e la parte della frazione "San Rocco e necessita di due anni di invecchiamento prima di poter offrire il suo colore rubino e la sua nota tannica. Ci vuole il giusto tempo per ottenere un buon prodotto come il piatto che ho pensato di abbinargli, un Gulasch Triestino che nella sintesi estrema degli ingredienti usati sa offrire, grazie al profumo di spezie lontante, il meglio di sé dopo le quasi due ore di cottura necessarie per trasformare carne di manzo e cipolle in un piatto morbido e profumato.



Gulasch Triestino
Ingredienti
800 gr di girello di manzo, 80 gr di strutto, 800 gr di cipolle bianche, 100 gr di passata di pomodoro, 1 cucchiaio abbondante di paprika dolce, 1 mazzetto aromatico formato da maggiorana, santoreggia, timo, dragoncello, 1 foglia di alloro, sale, pepe nero del Madagascar (dal profumo molto intenso così da completare i profumi della paprika) macinato al momento.

Procedimento
Nella cocotte Staub (vista la cottura è indispensabile una pentola con una certa struttura) far fondere lo strutto e rosolare dolcemente le cipolle tagliate sottilmente fino al loro appassimento (ma non devono perdere la forma).
Unire la carne tagliata a quadrotti regolari di circa 3 cm di lato e rosolarla bene in modo che prenda un bel colore bruno e sia ben mescolata alle cipolle. Unire la paprika, mescolare bene, abbassare il fuoco e cucinare coperto per circa 20'. 
Unire il mazzetto aromatico legato con spago da cucina, la passata diluita con 100 gr di acqua (o meglio brodo vegetale) e cucinare il goulasch coperto per circa 1 ora e mezza. Regolare di sale e profumate con un'abbondante macinata di pepe nero e servite con un buon bicchiere di Barbaresco.

"Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono." José Saramago - zuppa di verdure e pomodoro con paprika, anzi due -


Qual è il senso più importante? In generale e in cucina?
E’ stato questo un punto di arrivo, e successivo punto di partenza, di una riflessione che stavamo facendo qualche giorno fa con Elisabetta.
Il pensiero principe ed ispiratore è come sempre la donna (siamo un po’ fissate, in effetti) e il suo essere “animale emozionale”: dai tempi del neolitico la cura dei cuccioli, la difesa della "tana", i prodromi della coltivazione le hanno sviluppato sensi e sensibilità.
Ma la natura non perdona e solo chi era dotato di tutti i sensi sarebbe sopravvissuto in condizioni estreme. Chi era deficitario in qualche modo veniva tagliato fuori. Una rupe Tarpea perenne. Crudele ma efficace.

Io non ci ho mai visto bene. Anzi, nel tempo sempre peggio.

Petto d'anatra con paprika e miele, tra un supermercato del '200 e una drogheria dell'800


C'è un solo posto al mondo dove si riesce a far la spesa respirando e toccando la storia: il "Salone". Un vero e proprio monumento che divide tre piazze colorate e suggestive di Padova: Piazza delle Erbe, Piazza della Frutta e Piazza dei Signori. 
Il Salone, o Palazzo della Ragione, era l'antica sede dei tribunali cittadini di Padova. La sua costruzione ebbe inizio nel 1218, sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani, che gli diede la caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata. Il piano superiore è occupato dalla più grande sala pensile del mondo, detto appunto "Salone". Purtroppo gli affreschi originali attribuiti a Giotto andarono distrutti in un incendio e successivamente fu decorato con un meraviglioso ciclo di affreschi di ispirazione astrologica (ogni volta non smettono di stupirmi!). Nell'enorme sala fanno bella mostra di sè un enorme cavallo ligneo, due sfingi egizie e da poco tempo un pendolo di Foucault.


"Sono stufa di essere buona!" Carmen Maura Per WHB #278


Nello strepitoso film di Almodòvar "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" (1988) un gineceo coloratissimo, vivace, disperato, isterico, ilare, saggio, rassegnato e alla fine consapevole si trova a vivere un turbinio di accadimenti tra il serio ed il faceto. Tutto ciò in un periodo storico che vedeva la rinascita economica e culturale della Spagna, passata dalla dittatura fascista del Generalissimo alla Movida.