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Frittatine integrali con rucola e stracchino: per continuare a mangiar sano con #lebuonericette


Ma di questo vi parlerò più dettagliatamente domani.



Oggi, per iniziare la settimana in bellezza e salubrità, un piatto sviluppato con ingredienti semplici ma ricchi di sali minerali come lo stracchino, che in 100 g offre oltre il 50% della RDA di due minerali importantissimi come Calcio e Fosforo e la rucola, ricchissima di vitamina C, oltre a possedere importanti qualità diuretiche e depurative.

Lo stracchino è un formaggio antico: se ne documenta il consumo fin dal 1200 e la zona di produzione iniziale era prevalentemente lombarda. Il nome stracchino sembra derivare dal termine dialettale "stracch", stanco, riferito a quel formaggio che veniva prodotto nei momenti di pausa lungo i percorsi di transumanza dalla pianura agli alpeggi e viceversa, con il latte che veniva offerto in modiche quantità da animali molto stanchi, "stracchi" appunto, per il viaggio. Le soste non potevano essere molto lunghe e quindi anche la lavorazione di questo formaggio non poteva essere laboriosa: lo stracchino infatti viene prodotto senza dover scaldare il latte, senza attendere a lungo la coagulazione e la cagliata e soprattutto consumato dopo pochi giorni di maturazione, per goderne al massimo di morbidezza e freschezza. 

Viene considerato erroneamente un formaggio magro ma in realtà 100 g di materia edibile ne contiengono quasi 25 di grasso: ecco perché in questa ricetta non ne sono presenti altri. Inoltre, se utilizziamo una padella antiaderente non avremo sicuramente bisogno di olio per ungerla e preferire la farina integrale a quella raffinata darà un tocco ancora più salubre a questo piatto.


Millefoglie di frittatine integrali con stracchino e rucola
Ingredienti (per 4 persone)
150 g di farina integrale 
150 g di stracchino 
200 g di rucola 
2 uova bio 
150 g di latte, intero o scremato
1 cucchiaio di basilico tritato 
1 cucchiaino scarso di lievito per torte salate
Olio evo
Sale iodato
Pepe nero macinato al momento
Un paio di cucchiai di mandorle a lamelle per la decorazione

Procedimento
Tagliare a julienne 100 g di rucola.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito e in un’altra ciotola sbattere le uova con il latte e un cucchiaio di olio.
Versare il composto liquido nella ciotola della farina facendo attenzione a non formare grumi. Completare con il basilico, regolare di sale e profumare con un po’ di pepe nero.
Scaldare una padella antiaderente e cucinare a fuoco dolce delle frittatine di circa 6 cm di diametro, magari aiutandovi con un coppapasta, un paio di minuti per lato. Mettere da parte al caldo.
In una ciotola montare lo stracchino con una frusta o un cucchiaio di legno così da renderlo più morbido, condire la rucola.
Montare il piatto a mo’ di millefoglie: frittatine, stracchino, qualche foglia di rucola e così fino alla fine degli ingredienti.
Servire immediatamente con una spolverata di mandorle a lamelle e con la rucola condita.



"Cena in Terrazza" e le ricette del corso che fanno bene!


Le lenticchie Altromercato (varietà pusha) sono prodotte in Ecuador a Bolívar, Angamarca e Cotopaxi, da piccoli produttori (Tillirungo, Achachi de La Magdalena, Chunchi, Chimborazo e Ecca) associati a Camari, organizzazione impegnata socialmente con le comunità di base, nel settore agricolo ed artigianale in 17 province dell’Ecuador; Camari lotta per il riconoscimento della cultura quechua e coordina una rete di negozi indipendenti, le tiendas campesinas.
Perchè ad essere buoni c'è più gusto :)



Durante il corso le abbiamo usate per una fresca e profumata insalata: il giusto mix di proteine, sali minerali e fibre, come la stagione e la dieta mediterranea insegnano. E, perchè no, da portare in ufficio!



Insalata di lenticchie con rucola, arancia, semi di zucca e noci (per 4 ciotole abbondanti)

Ingredienti
250 gr di rucola, 250 gr di lenticchie, 4 arance, semi di zucca, gherigli di noce, sale, pepe, olio evo, aceto balsamico.

Procedimento
Lessare le lenticchie per circa 30’ (dopo averle messe in ammollo tutta la notte), condirle con un po’ di olio evo, sale e pepe nero e la scorza di un’arancia bio grattugiata con la microplane e stenderle in un contenitore metallico o di vetro per favorirne il raffreddamento.
Nel frattempo tagliare a vivo le arance e conservare il succo in una ciotola.
Lavare e condire la rucola e procedere all’impiattamento unendo nella ciotola la rucola, 2 cucchiai di lenticchie, qualche spicchio di arancia, ½ cucchiaio di semi di zucca e 1 cucchiaio di noci tritate. Condire con il succo d’arancia emulsionato con un filo di olio evo e qualche goccia di aceto balsamico.

Una cipolla al giorno leva tutti di torno!


A Venezia c'erano i Fritoleri, che esercitavano tutto l'anno, con le loro dolci ed invitanti proposte, le "fritole ovvero i boconi da poareti e da siori" e c'erano anche i Fruttaroli, la cui presenza ed attività, regolamentata in Arte dei Fruttaroli, era già ampiamente codificata nell'anno 1000. 
L'Arte dei Fruttaroli prevedeva tre colonnelli o specializzazioni: fruttaroli propriamente detti, erbaroli e naranzeri (ovvero venditori di naranze - arance - e agrumi in genere). 



Dal ricettario Rhythm & Food: omaggi floreali :-) nel frullatore.

Una ricetta che piaceva davvero molto (nel senso che ogni due giorni veniva preparato il corrispettivo di 3 casse) era il pesto made Rhythm & Food: basilico freschissimo, pinoli ed olio evo bio dell'azienda agricola di Melania (appena recupero l'indirizzo aggiornerò il post) - quest'anno in forza alla pizzeria (e presto vi parlerò della mitica pizza in teglia del Maestro) - con l'aggiunta del parmigiano solo al momento dello spadellamento finale (vista anche la temperatura elevatissima che c'era in cucina).

Un giorno lo finimmo prima del tempo ed era appena arrivata una mega comanda da un folto gruppo di vegetariani (tra i quali anche un paio di vegani del backstage). Che fare?
"Abbiamo la rucola?"
"Si, è arrivata due ore fa. E' in cella. E c'è anche quella che ha portato Albi per te".


Dovete sapere che Albi (Alberto per l'anagrafe) è uno dei ragazzi che alla sera si univa alla brigata di cucina con il delicatissimo compito di spadellare i primi.
Immaginatevi gli sbandieratori al Palio di Siena: bene, lui sbandiera le padelle (aiutato in questo compito dal fido amico Pici) con una velocità da mandare in depressione Superman!
Alberto, come hobby, coltiva un orto ed un giorno mi portò un po' di rucola e pomodorini appena colti. Beh, credetemi, una rucola così gustosa e piccante e dei pomodorini così sodi e dolci era da tempo che non ne mangiavo. Così, solo lavati e senza condimento. Una vera goduria.

Per cui mano al frullatore (eh lo so, ma i tempi giusti ed il mortaio mancavano) e vai con una bella cassa di rucola, un bel po' di pinoli, un'altrettanta quantità di mandorle a lamelle tostate e la giusta quantità di olio evo.
Ed al momento giusto, ovvero durante lo spadellamento, la giusta quantità di pecorino.


La variante è piaciuta tanto da essere inserita nel menù mentre io ho chiuso la serata con il resto della rucola omaggiatami da Alberto.

"Ma la mangi senza condimento?! Sembri una capretta!"
"Certo, una capra buongustaia!"