Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"qb on air", l'Epifania greca, le "Befanate" dell'antica Roma e i biscottini da mettere nella calza.




Questa settimana, per l'undicesimo appuntamento della stagione, con Gil, l'amico musicista gastrocurioso, si parlerà dell'Epifania.

L'etimologia greca ci rimanda al significato di "visibile" e già nel secondo secolo nell'antica Roma si era soliti chiudere il periodo delle festività dedicate alle Luci con le "befanate", che consistevano nel bruciare un pezzo di legno quindi non la "vecchia" strega ma l'anno vecchio per lasciar finalmente posto all'arrivo della Primavera. 
La vecchina che portava i doni girava già per i cieli prima dell'arrivo dei Cristiani e siccome viveva ai margini del bosco portava frutta secca e pezzi di legno sia ai cattivi che ai buoni mentre quelli buonissimi potevano godere di piatti a base di maiale, legumi e le tante propiziatorie fave secche, come quelle che in Spagna e in Francia venivano inserite nella "Ciambella dei re Magi".

Dopo quasi duemila anni nelle calze dei nostri bimbi ritroviamo dolciumi preconfezionati a base di cioccolato che nulla hanno a che fare con questi riti, visto che sarebbero stati necessari altri 1500 anni alla scoperta della fava di cacao. Possiamo allora preparare dei biscottini a forma di omino portafortuna che, ricordano il colore delle spezie,  profumano di cacao e con i quali riempire le calze dei nostri bimbi. 

Godiamoci allora i falò, gustando dolci a base di pane vecchio e frutta secca, scaldandoci con propiziatori vin brulè ricchi di spezie portafortuna e guardiamo dove il vento porterà le rosse faville che coloreranno il cielo dell'Inverno che si sta preparando ad accogliere i germogli della bella Primavera.

E la playlist della puntata di questa settimana? Eccola, per una puntata tutta da ascoltare e da gustare!

George Michael - Faith
Bob Marley - Jamming
Barry White - Can't Get Enough Of Your Love Babe
U2 - Stuck In A Moment You Can't Get Out Of
Art Blakey - Lester Left Town


Un talk show gastronomico sempre in movimento: 

RADIO SHERWOOD palinsesto in fase di definizione. Sul web, in podcast, in streaming. 
HIBRIDO WEB RADIO mercoledì alle 12.00 e, in replica, domenica alle 14.00 sul web e in streaming.
RADIO TANDEM venerdì alle 13.05 in FM 98.400 a Bolzano/Alto Adige, su web e in streaming.
RADIO BASE: L'ALTRA RADIO PER L'ALTRA GENTE domenica alle 12.45 e, in replica, alle 22.37, in FM 97,300 e sul web. 


Omini di Portafortuna

Ingredienti
200 gr di farina Petra 5 o 00, 200 gr di zucchero a velo, 1 cucchiaio di cacao in polvere, 200 gr di burro freddo tagliato a tocchetti, 2 tuorli sbattuti con 1 cucchiaio di acqua fredda, 1 cucchiaino di succo di limone, 1 albume, scaglie di cioccolato e palline colorate per decorare

Procedimento
Setacciare la farina con 100 gr di zucchero a velo. Mettere il tutto nel mixer, unire il burro a dadini, il cacao in polvere, i tuorli ed un pizzico di sale.

Mescolare gli ingredienti a bassa velocità proprio per amalgamarli appena. Prendere l’impasto e lavorarlo sulla spianatoia formando così una palla che si lascerà riposare in frigo per circa un’ora.

Disporre nuovamente l’impasto sulla spianatoia e con un mattarello ottenere una sfoglia di circa 4’. Tagliare i biscotti a forma di omino, disporli sopra una leccarda da forno protetta da carta forno distanziandoli di 3 cm l’uno dall’altro e cucinarli nel forno già caldo a 180° cucinandoli per circa 15 minuti.

Sfornarli, lasciarli raffreddare sopra una gratella e nel frattempo preparare la glassa mescolando in una ciotolina lo zucchero a velo rimasto, il succo di limone e l’albume. Versare la glassa in una siringa per pasticcere e decorare i biscotti sul bordo, completando con le scaglie di cioccolato e le palline colorate.

Epifania Veneziana

Qualche giorno fa siamo stati a Venezia: l'intenzione era quella di fotografare il mercato del pesce di Rialto e trovare qualche spunto gastronomico al Ghetto. Invece siamo stati ospiti dei carissimi "Nini" (in quanto lui si chiama Nino e lei si chiama Nini) e nella loro incredibile casa avevano ospiti quattro amici francesi vicini di trullo in Puglia (tra cui Pascal Fioretto che mi ha consigliato dei siti gastronomici francesi che vanno per la maggiore e dei quali vi dirò). 

Dei "Nini" (lui cuoco-scrittore e lei pittrice) vi parlerò presto perchè sono una coppia adorabile e mentre aspetto che gli impasti che ho preparato per l'Epifania siano pronti per essere lavorati - i Zaeti con della fantastica farina di Mais Marano e le prove per i Parpagnacchi - vi racconto un po' della "mia" Venezia, con qualche immagine ed un sorriso.

Piazza San Marco 

Luogo di ritrovo della mia inseparabile, cara "amica" ("Teresa", appunto) 

L'ultima fabbrica di gondole 

Antichità...golose! 

Parcheggio in doppia fila

Buongustai! 

Anno di nascita ;)

Luci e ombre 

Luminarie spente sotto le Procuratie 

Riflessi 

Al di qua di Piazza San Marco 

Guarda l'uccellino! 

Il Mose che non c'è. 

Pirla grafomane 

Park sul Canal Grande

Frigorifero ed asciugatrice low cost 

 Riflessi

Bella, no? 

Reporter d'assalto

Buona Epifania!

Epifania: si porta via le feste e la pinza.

Questa notte ci sarà una grande confusione nel cielo: una vecchina a cavallo di una scopa riempirà le morbide calde calze di lana che bimbi sorridenti e speranzosi hanno lasciato appese o vicine al camino, preparando accanto ad esse un pensiero goloso per ringraziare la Befana, infaticabile nonnina, del suo vagabondare notturno.
Anche per l'Epifania la cabala la fa da padrona: numeri magici per magici auspici diventano riti mediovali di contadini che, convertiti, ricordano nei doni della Befana l'omaggio dei Re Magi al Gesù bimbo in terra.
Per gli antici Romani, 12 giorni dopo il Solstizio d'inverno (attorno al 25 dicembre), nella notte tra il 5 e 6 del mese successivo, le femminili divinità protettrici della Natura solcavano i cieli per salutare l'anno vecchio e stanco, che lasciava il posto alla giovane, prossima Primavera. E nel terzo millennio i nostri bimbi si aspettano doni da una vecchina per salutare l'imminente e colorato risveglio della natura.
E durante questa magica notte la tradizione popolare prepara
un dolce, che andrà gustato davanti al fuoco con un buon bicchiere di vino, ricco di ingredienti invernali, così da lasciar posto in dispensa alle primizie della bella stagione.
Nasce così questa pinza, pinsa o putana (a seconda della località del Veneto Orientale) un po' ingentilita nella farina (bianca invece che gialla) e profumata d'oriente con lo zenzero, perchè i Magi venivano da un posto molto lontano, ma non così distante dalla Palestina, ossia l'odierno Iran.
Ingredienti
500 gr di pane al latte raffermo
200 gr di zucchero zefiro profumato alla vaniglia
50 gr di glucosio
500 gr di latte crudo (qtà da aggiustare eventualemente con la farina a seconda di quanto ne viene richiesto dall'impasto)
4 uova
50 g di farina bianca
50 gr di zenzero candito
50 g di uvetta sultanina (chicchi grandi) ammorbidita nel passito
2 cucchiai di pinoli tostati
1 cucchiaio di semi di finocchietto selvatico
1 mela renetta grattugiata finemente
4 gr di bicarbonato di ammonio

In una ciotola mettere a bagno il latte caldo ed il pane tagliato a pezzi e lasciarli riposare un po'.

Mettere l'uvatta in ammollo con un po' di vino passito e tostare i pinoli.

Nella planetaria mescolare con la frusta piatta il pane bagnato nel latte, lo zucchero ed il glucosio, aggiungere le uova una alla volta. Unire successivamente il fioretto, l'uvetta (passata nella farina), i pinoli, lo zenzero candito ed i semini di finocchietto. Aggiungere anche il vino rimasto dall'ammollo dell'uvetta.

Oliare con lo spray staccante (o spennellare con il burro fuso ed infarinare) dei contenitori in alluminio monodose e cuocere nel forno già caldo a 180°C per 35 ' - 40' (volendo si può usare il tradizionale stampo o placca rettangolare).

Lasciare raffreddare in una gratella i singoli dolcini e decorare con un po' di zucchero a velo prima di servire.

TANTI AUGURI A TUTTE!! ;-)