Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Biscotti al caffè con farina di farro integrale. E "il qui e ora".


I biscotti al caffè sono un piccolo concentrato di equilibrio. Pochi ingredienti, ridotte dimensioni, risultato perfetto e armonico.
Ora non intendo i biscottoni americani, deliziosi, per carità, un morso dei quali sostituisce l’assunzione di un antidepressivo o mezza seduta dall’analista. 
Confesso che li ho sempre sentiti un po’ troppo esagerati. Invadenti, a volte prepotenti.
Parlo dei biscotti della nostra tradizione gastronomica, a volte fatti di niente e profumati con quanto poteva offrire la natura, come le essenze di arancio ed i semini di anice.
Preparati con cura, riposti in credenze tirate a lucido, dalle piccole ante decorate con vetri sottili. Con quel profumo che solo i mobili della nonna hanno. Ogni nonna la sua credenza, ogni credenza il suo profumo, ogni profumo la sua nonna.
Magari conservati in scatole di latta, quelle dove c’erano stati altri biscotti, anche industriali, è vero, ma eleganti, che entravano nelle case solo nei giorni di festa e che sapevano di burro, tanto burro. Del resto è festa, vogliamo lesinare in grassi quando l’occasione gioiosa lo consente?
Poi i biscotti industriali hanno messo da parte la scatola e sono diventati più pop, usciti dalle feste comandate per entrare nei giorni feriali. Sempre con lo stesso scopo di prender il posto di qualcos’altro e non solo della seduta dall’analista.
Al momento della colazione, per esempio, al posto del pane avanzato. Oppure celati nella cartella per poi far bella mostra di se durante la ricreazione, l’integrità sempre in bilico tra il sussidiario e la scatola del compasso ed intonsi solo grazie al medesimo karma che protegge i bambini da eccessive cadute e sbucciature assortite.

I biscotti sono preparati con la farina che nasce da un chicco. I chicchi, tanti, sono raccolti nella spiga, avete presente? Non trovate sia un altro concentrato di equilibrio? Meglio, i chicchi disposti in modo così ordinato offrono un modello di armonia. E forse anche di eguaglianza.
Anche il filo dei funamboli ci offre l’opportunità di esercitare l’equilibrio. In bilico tra paura e consapevolezza, sentimenti che devono essere allenati, come gli addominali ed i bicipiti.
E’ un’arte circense, un esercizio che si chiama “stare nel qui e ora”.

La lezione del funambolismo

Il multitasking ci ha illuso di poter vivere più intensamente ma è l’esatto opposto. La lezione del funambolismo è proprio questa: ponderare ogni passo, perché può rivelarsi fatale. Il filo insegna a non distrarsi, ad accogliere la paura piuttosto che scacciarla, a gestirla.
Si chiama “Wires Crossed" ovvero il funambolismo come tecnica circense e strumento di benessere. Durante le lezioni il filo è teso a pochi centimetri da terra, cosa che consente di sperimentare il sentimento della paura in tutta sicurezza, imparando a gestire il rischio senza andare in panico, ed a respirare profondamente.
Ma anche senza filo ci si può allenare ad intravedere opportunità nelle difficoltà, restando fluidi nei movimenti. Non c’è nulla di peggio che irrigidirsi nel momento del pericolo.

L’uscita dai mesi di distanziamento sociale me l’immagino come un barattolo di biscotti che barcolla un po’, si inclina e cade. Non rovinosamente, altrimenti tutti i biscotti si romperebbero. Cade in modo gentile, quasi sdraiandosi di lato, perde il coperchio e via! tutti i biscotti in libera uscita, come al momento della ricreazione. Come un funambolo in armonia e senza filo.

Consapevoli che l’obiettivo non sarà arrivare subito in fondo, ma fare bene il primo passo.

Ricetta, Biscotti al caffè con farina di farro integrale

Ecco i biscotti equilibrati che escono saltellando dalla scatola di latta: un farro integrale ed un profumo di riso, la dolcezza dello zucchero e l'amarezza che sa di cacao di un'elegante miscela di caffè che si chiama Dolce. E diventeremo tutti funamboli.

Portata: dolci e lievitati
Dosi, per 6/8 persone
Difficoltà, minima
Preparazione, 15’ più il riposo
Cottura, 20’

Ingredienti
  • 200 g di farina di farro spelta integrale, Mulino Racchello
  • 125 g di zucchero di canna
  • 50 g di farina di riso
  • 10 g di polvere di caffè Goppion, miscela Dolce
  • 8 g di cremor tartaro
  • 2 g di sale
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 40 g di tuorlo
  • 35 g di albume (circa 1 uovo e 1 tuorlo) a temperatura ambiente
  • 1 espresso preparato con la miscela Dolce
Procedimento
  • Setaccia le farine con il cremor tartaro, aggiungi lo zucchero il sale e la polvere di caffè, Sbatti le uova con il caffè tiepido ed ammorbidisci il burro.
  • Versa le polveri in una ciotola formando una sorta di cratere, aggiungi i liquidi, mescola con una forchetta, aggiungi il burro morbido a tocchetti ed impasta velocemente con le mani. Otterrai una palla liscia, morbida e profumata. Appiattiscila a panetto, avvolgila con pellicola e fai riposare in frigo per 30’.
  • Spolvera con poca farina una spianatoria, stendi il panetto con un matterello ad uno spessore di 0,5 cm, con un coppapasta del diametro di circa 4 cm forma tanti biscotti, trasferiscili in una leccarda coperta da foglio in silpad e cuoci nel forno statico già caldo a 180° per circa 18’-20’. Devono dorare ma non troppo.
  • Altrimenti, se possiedi una sparabiscotti, fai riposare l’impasto a temperatura ambiente e spara il biscotto sulla leccarda senza silpat, carta forno, burro o olio. E procedi con la cottura.
  • Sforna, fai raffreddare sopra una granella. Si conservano in una scatola di latta per una settimana.

"Credeva di essere una brava cuoca. Poi un giorno vide il suo cane che mangiava da McDonald's"


Effettivamente non sentivo il bisogno di un altro animale in casa.
Cosa dite? No, non serve segnalarmi alla protezione animale, per carità! E che tra Creature e Consorte ritenevo la mia personale Arca sufficientemente affollata.

Ognuno di loro ha un personale bagaglio di interessi, passioni e oggetti.
Molti oggetti, dei quali, evidentemente, nessuno sembra esserne particolarmente geloso: sono infatti generosamente sparsi ovunque, quasi a volerne condividere l'utilizzo. Credo anche con me. 
Tipo la Play e qualche gioco di Formula Uno o le scarpe da calcio tg. 43. Magari un percorso interminabile di mug mezze piene di caffè o verticali di vinili riportanti scritte in tedesco. Oppure le chiavi dell'auto che non guido o computer e macchina fotografica con relativi cavi e trasformatori, che non uso (avendo i miei :).

La bua? Sta bene, grazie!

Lo confesso, sono quanto di più terribile possa esistere per un medico, come paziente intendo.


"Mi raccomando, stia a riposo con quella mano" (Si, se mi narcotizzi, forse)

"Magari eviti di mettere i cerotti antiacqua altrimenti la cicatrice avrà delle difficoltà a chiudersi correttamente" (Bravo! E come lavo i pescetti per fare le sarde in saor?!)

"E prenda gli antibiotici" (E se, per puro caso, ne dimenticassi qualcuno?)


Ecco. Potevo stare ferma, dopo che da un giretto "bio" avevo portato a casa della farina di farro e delle spendide cipolle novelle?

Ma certo che no! E se è vero quello che mi dice sempre mia mamma, ovvero che ho un dio per conto mio, volete che non mi protegga, ovunque esso sia? ;-)


Confettura di cipolle e crackers al farro.

Ingredienti per la confettura
500 gr di cipolle bio (peso dopo la mondatura), 200 gr di zucchero di canna (anche 250 gr, a gusto), 3 grani di pepe nero, 3 bacche di ginepro, 1 foglia di alloro, 1/2 bicchierino di aceto di vino bianco.

Ingredienti per i crackers
200 gr di farina di farro bio, 100 gr di acqua, 25 gr di olio evo, 1/2 cucchiaino di sale grezzo, 1/2 cucchiaino di malto.


Procedimento per la confettura

Mondare le cipolle e tagliarle sottilmente. Metterle in una pentola di rame con lo zucchero, gli aromi raccolti in una garza e portare ad ebollizione, unire l'aceto, lasciarlo sfumare ed abbassare il fuoco, cuocendo per almeno un'oretta. Non deve ridursi troppo, deve restare piuttosto morbida.
Riempire un paio di vasetti bormioli, previa sterilizzazione in acqua bollente per 5', capovolgere per ottenere il sottovuoto e conservarli al buio per almeno un mese.

Procedimento per i crackers

Nella planetaria mettere tutti gli ingredienti e mescolarli con la frusta a gancio. Ottenere una bella palla composta e lasciarla riposare per un'ora.
Stendere l'impasto nella spianatoia, ricavarne una sfoglia rettangolare di circa 2-3 mm, appoggiarla nella leccarda coperta con carta forno, tagliarla con un coltello affilato, ottenendo delle gallette di circa 3 x 4 cm e mettere in forno statico caldo (2oo-220°) per una decina di minuti o fino a quando le gallette saranno asciutte.

Mi sono "riposata" gustando una selezione (piccola, la prova costume incombe...ma ne ho acquistato uno alla Federica Pellegrini!) di formaggi stagionati ed erborinati accompagnati dalla confettura e dai crackers.