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Riso persiano "ingioiellato" per un giorno bello ovvero Morassa Pillow




Il riso persiano "ingioiellato", meglio conosciuto come Morassa Pillow, è una ricetta persiana che veste il riso di ingredienti e profumi unici, servita durante il pranzo di nozze. E’ possibile declinarlo in chiave calabro-veneta? Diciamo che ci vuole un po’ di fantasia, soprattutto in piena pandemia, per far viaggiare gli ingredienti. Anche se, effettivamente, basterebbe lasciarli parlare perché, se liberi, ne avrebbero di storie da raccontare.

La cucina persiana (da osservatrice privilegiato)

Paola è una cara amica, conosciuta durante gli incontri di cucina a Pordenone. 
E’ una donna intelligente, curiosa, generosa. 
Appassionata di cucina, con un babbo parmense gastronomo e cuoco per passione, del quale consulta ancora le ricette scritte con una grafia elegante in quaderni ordinati. 
Ha anche una sorella, Francesca, il cui marito, Roberto, è stato un ambasciatore italiano che ha reso grande il nome del nostro Paese durante la dittatura di Pinochet in Cile (qui un brevissimo articolo). 
Potete immaginare il mio stopore quando nell’ultimo libro di Mario Calabresi, "La mattina dopo" (Mondatori Editore) riconobbi subito in Roberto e Francesca, e nel piatto di linguine al pesto che condivisero a tavola, la coppia di amici che andò a trovare a Madrid, in una sorta di viaggio di resilienza e rinascita.

Roberto è stato anche ambasciatore in India e in Iran e Paola, nel 2005 e nel 2008, andò a trovare Francesca a TeheranL’amore per la cucina persiana nacque allora. 
Mi raccontò che “per me sono stati viaggi veramente da mille e una notte ad iniziare dal luogo  in cui ero alloggiata, la residenza dell’Ambasciata d’Italia a Farmanieh, un elegante edificio immerso in uno splendido giardino persiano che lo circonda e che ricorda ogni momento quello che è la cultura persiana: amore per la natura, piante fiori e uccelli, una natura che deve essere protetta dai venti del deserto, bellissimo ma invasivo, una natura alla quale si deve fornire il più grande dei doni, l’acqua.
L’Iran mi è rimasto nel cuore per i luoghi che ho visitato, per gli edifici di spettacolare bellezza e fattura, per i musei che contengono tesori di inestimabile bellezza, l’antica architettura persiana incredibilmente moderna, il calore delle persone incontrate e conosciute e poi per il cibo.”

Mentre mi raccontava tutto ciò mi vennero in mente le fiabe persiane che raccontavo ad Enrica quando era piccola e che non avevo mai visto da un punto di vista gastronomico ma, semplicemente, come strumento per trasmetterle il valore di culture diverse, consegnarle quel tappeto volante che le consentisse di viaggiare con la fantasia prima e con l’esperienza del viaggio poi.

“Spesso la Cucina del Medio Oriente è avvolta nel mistero, è roba da mille e una notte, ricca di favolose promesse. Racchiude in se qualcosa di esotico e sconosciuto: Eppure questa visione non riflette la cucina semplice e schietta che è in realtà. Forse il luogo comune è dovuto a qualcosa che non si riesce a tradurre….E’ probabile che con un piatto dal nome persiano, turco o arabo, si sia portati a pensare “bè, sarà un piatto difficile da fare….”, quando invece in molte ricette, sostanzialmente, di complesso c’è ben poca complessità”.  scrive Sabrina Ghayour in "Persiana. Ricette del Medio Oriente e oltre". Nacque così la mia di passione per la cucina persiana (e nel frattempo continuavo a studiare quella armena) ed iniziai a studiarla seriamente. 

Metti una sera a cena

Una sera decidemmo di cucinare a quattro mani: fui il suo commis e, come tutti i “ragazzi” di bottega, portai allo chef un piatto scovato in un vecchio ricettario e rivisto in chiave “locale”, per festeggiare degli ingredienti consueti alle latitudini italiane. 
In Medio Oriente il cibo ha la caratteristica di un evento, un senso di unione e per questo la tavola viene riempita di una miriade di piatti caldi e freddi, una varietà di carni e verdure, con un tripudio di colori. 
Fu una serata festosa, profumata, contaminata come dovrebbero essere tutte le esperienze gastronomiche. Come in un matrimonio, dove due perfetti sconosciuti uniscono le loro diversità per diventare un’unione se non perfetta sicuramente unica.

Unica come il piatto che vi presento oggi, un dessert i cui diversi ingredienti raccontano come dovrebbe essere una bella unione: feconda (grazie al riso), dolce, amara, sapida, croccante, colorate, qualche volta aspra ed infine un po’ piccante.

Ho quindi giocato con l’amarezza dell’arancio, temperandola con un chutney di radicchio e arancio e con la dolcezza della cipolla lavorata in agrodolce. L’essenza di cardamomo spruzzata al momento del servizio darà un ulteriore piacevole sensazione olfattiva.

Un modo diverso, se volete, per raccontare due Igp: la cipolla rossa di Tropea e il radicchio tardivo di Treviso.




R - MORASSA POLOW O RISO PERSIANO “INGIOIELLATO”

Portata: dessert
Dosi per 6 persone
Difficoltà: facile
Preparazione: 10’
Cottura: 1h10’

Ingredienti

  • 300 g riso Apollo Cascina Oschiena
  • 150 g burro salato d’Insigny
  • 3 cucchiai di olio di vinacciolo
  • 50 g di pistacchi, tostati e tritati grossolanamente
  • 50 g di mandorle a lamelle, tostate
  • 50 g di bacche di crespino secche, precedentemente ammollate per 20’ in succo d’arancia
  • 100 g di chutney "bitter"di radicchio e arancia (pima o poi pubblicherò la ricetta!)
  • 50 g di cipolla di tropea in agrodolce
  • 125 g di zucchero zefiro di canna
  • sale in fiocchi
  • per il servizio: cialde di cipolla di Tropea, farina di pistacchio, qualche pistacchio salato, essenza di cardamomo Pri.ma

Procedimento

  • Porta a bollore abbondante acqua, unisci il riso, cuocilo per 8’, scolalo e sciacqualo sotto acqua fredda corrente, così da eliminare tutto l’amido presente. Cerca di eliminare anche tutta l’acqua.
  • Copri il fondo di un’ampia casseruola in ghisa con carta forno, condisci il riso con due cucchiai d’olio e 50 g di burro, spolvera con il sale e distribuisci il riso nella casseruola.
  • Copri, meglio se con un coperchio a chiusura ermetica, e continua la cottura per circa 1h (si cuocerà con il proprio vapore) a fiamma dolcissima. Dovrai ottenere un riso bianco e soffice.
  • In un’altra casseruola unisci l’olio ed il burro rimasti, la frutta secca, il chutney, la cipolla, lo zucchero e cuocete per qualche minuto fino a quando burro e zucchero saranno sciolti.
  • In un’ampia ciotola mescola con cura il riso e il composto di frutta e regola di sale, se necessario
  • Servi spolverando con farina di pistacchi, spruzzando con l’essenza e decora con le cialde di cipolla.

Expo, Padiglione Eataly, Spazio Bollicine FERRARI: dalle 12 alle 16 del 25 giugno il Master del Fresco sulle IGP, IGT, DOC E DOCG Italiane


Il 25 giugno presso lo spazio Ferrari all’interno del Padiglione Eataly, si terrà il Master sui CALICI DiVINI e le Eccellenze Italiane, l’appuntamento ideato da Pam Panorama per approfondire la conoscenza dell’esclusiva linea di etichette vinicole dalla qualità altamente selezionata in abbinamento alle eccellenze italiane nei salumi e nei formaggi.
Giovedì 25 giugno dalle ore 12.00 alle 16.00 presso lo spazio Ferrari all’interno del Padiglione Expo di Eataly, si terrà il Master sui CALICI DiVINI e le Eccellenze Italiane, l’appuntamento ideato da Pam Panorama dedicato a chi vuole approfondire la conoscenza della selezione di vini studiata in collaborazione con il CRA - Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano -, e degli abbinamenti con le eccellenze alimentari del nostro territorio.
Il Master è un‘iniziativa esclusiva di Pam Panorama che si colloca all’interno di un progetto più ampio dedicato a fornire ai Clienti le informazioni necessarie per scegliere al meglio e con più consapevolezza i vini e prodotti freschi come salumi e formaggi, che rappresentano settori di eccellenza per le due insegne.
Durante l’appuntamento Anna Maria Pellegrino (ovvero io :) curatrice del blog www.lacucinadiqb.com ed esperta del mondo food, condurrà i presenti in un viaggio multisensoriale nel mondo enogastronomico: verranno pertanto esplorate ed approfondite le caratteristiche dei Calici DiVini, l’esclusiva selezione di etichette vinicole IGP IGT, DOC e DOCG di Pam Panorama; saranno offerti numerosi consigli ed utili suggerimenti per abbinare le etichette con le più caratteristiche eccellenze italiane nei formaggi e nei salumi, e verrà fatta una degustazione guidata per assaporare e mettere in pratica quanto appreso.
Durante l’appuntamento presso il padiglione Ferrari si potranno apprezzare ad esempio produzioni trentine come GewürztraminerS. Magdalener e Lagrein in abbinamento a speck, salami speziati oppure del Valpolicella accostato alla soppressa veronese e ad alcune tipologie di bresaola, e molti altri ancora!
Con questa iniziativa vogliamo presentare ad Expo alcune delle eccellenze della nostra offerta per poterle condividere con i visitatori dell’Esposizione Universale, all’interno di un format che da alcuni anni stiamo portando avanti nei nostri negozi con un grande successo in termini di apprezzamento da parte dei nostri Clienti – afferma Michela Airoldi, Direttore Marketing di Pam Panorama – Siamo da sempre attenti al tema della cultura e della educazione alimentare e ci auguriamo che anche il pubblico di Expo possa apprezzare questa iniziativa alla quale teniamo in modo particolare”.
La linea I Nostri CALICI DiVINI è una selezione dedicata a tutti coloro che vogliono gustare i sapori della tradizione vinicola italiana con una qualità garantita e altamente selezionata. È composta da referenze provenienti da produttori selezionati che si caratterizzano per una elevato rapporto qualità prezzo, capaci di soddisfare le esigenze di consumatori esperti in materia ma anche di chi semplicemente non vuole farsi mancare in tavola una buona bottiglia di qualità garantita per accompagnare i pasti.
Per partecipare al Master basterà semplicemente recarsi direttamente presso lo spazio Ferrari all’interno del Padiglione di Eataly il 25 giugno dalle ore 12.00 alle 16.00. L’appuntamento è gratuito e aperto al pubblico.

Quelli del formaggio: torna #CaseusVeneti, il concorso regionale dei formaggi veneti


Il Caseus Veneti è un concorso itinerante arrivato alla X edizione grazie alla Regione Veneto, all'A.Pro.La.Vin collaborazione con i Consorzi di Tutela dei Formaggi Dop riconosciuti, e numerosi esponenti del mondo della produzione e trasformazione casearia veneti.

E' un concorso vero e proprio dove più di 350 "forme del latte" si sfideranno a colpi di bontà manifestando quanto di meglio la produzione casearia riesce ad esprimere oltre ai magnifici otto del comitato organizzatore formato dalle 7 DOP del Veneto: Asiago, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e da Mozzarella STG.


Una giuria tecnica formata dagli esperti assaggiatori ONAF 

assegnerà le medaglie d’oro per ciascuna categoria (dalle DOP, agli stagionati, passando per i freschi, gli erborinati, gli affinati). Inoltre, i
n questi due giorni di festa, è il caso di dirlo, non mancherà la possibilità di avvicinarsi ai produttori anche attraverso la giuria popolare, novità di questa decima edizione, dove tutti i cheese lovers potranno iscriversi e dilettarsi a giudicare non solo i formaggi finalisti, ma anche la migliore fra le DOP.

Sarà per me l'occasione di incontrare gli amici per i quali ho cucinato gli anni scorsi e quest'anno il compito sarà più arduo in quando toglierò giacca e faldone per entrare a far parte della giuria critica

formata da giornalisti e blogger, che avrà il compito di incoronare il Miglior formaggio del Veneto 2014



Come tradizione Casues Veneti darà spazio a Forma di Solidarietà: si potranno infatti acquistare i formaggi in concorso e il ricavato andrà devoluto ad associazioni di beneficienza. 
E se la magnifica villa con le sue barchesse sarà lo scenario per la mostra dei formaggi e le premiazioni, nel vicino antico brolo troverà spazio il mercato dei prodotti d’eccellenza, laboratori didattici e percorsi di degustazione (per bambini e adulti), show cooking e spettacoli. 

Novità e aggiornamenti costanti sulla fan page Facebook Caseus Veneti e su Twitter seguendo l’hashtag #CaseusVeneti.

L'appuntamento da non perdere quindi per i prossimi 4 e 5 ottobre a VILLA EMO a Fanzolo di Vedelago, in provincia di Treviso. Tutte le informazioni su: www.caseusveneti.it

La Vastedda della Valle del Belice incontra la cucina veneta: workshop e cena a quattro mani con Franco Favaretto e Igles Corelli



Sarà preceduta da un workshop dedicato al formaggio, organizzato da Selecta e dal Consorzio di Tutela della Vastedda della Valle del Belice Dop, la cena a quattro mani che oggi unirà gusti e sapori del sud a quelli del nordest d'Italia. 

Ai fuochi del ristorante Baccalàdivino di Mestre, per creare i piatti del menù “La Vastedda della Valle del Belice incontra la cucina veneta” lo chef patron Franco Favaretto e lo chef dell'Atman di Pescia, Igles Corelli. Cuoco stellato, quest'ultimo, che vestirà anche i congeniali panni di docente durante il workshop pomeridiano, con inizio alle 15,30 e fino alle 18,30, riservato a professionisti, chef-patron, giornalisti e ospiti accreditati che saranno accompagnati in una degustazione guidata per conoscere in ogni sfumatura la piacevolezza e la versatilità dei formaggi Dop della Valle del Belice.  Durante il workshop verranno illustrati i vari utilizzi di questi preziosi prodotti del latte a partire da quelli tradizionali, per passare poi ad aspetti culinari più innovativi, legati alle tecniche e tecnologie entrate più recentemente nelle cucine professionali e alla possibilità di abbinare i formaggi siciliani con i prodotti più rappresentativi e classici delle tradizioni agroalimentari venete.

Tipicità che convoleranno a nozze nel menù della cena: carpaccio di bertagnin su tardivo di treviso e scaglie di pecorino; fritelle di baccalà' con purea di patata violetta profumata al Vastedda; polentina di pecorino e animalle di vitello; maccheroni risottati con Vastedda, radicchio e prosciutto croccanti; insalata tiepida con stoccafisso su corona di carciofo e crema di Vastedda; sgroppino agli agrumi e bitter; cheesecake ai cachi. Il tutto accompagnato, in successione dai vini della cantina Vicentini Agostino: Soave doc Vigneto Terrelunghe, Soave docg Il Casale e Recioto di Soave docg

Per sedersi ai tavoli del Baccalàdivino di Mestre a ora di cena: ffavretto@libero.it tel. 041.914560 – cell. 333.2669944. Costo della cena euro 45.