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Visualizzazione post con etichetta stinco di maiale. Mostra tutti i post
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#lebuonericette e lo Stinco di maiale marinato alla birra. Giusto in tempo per l'Oktoberfest!


L'Oktoberfest vede la luce nel lontano 1810 quando il principe Ludwing, il padre di Ludwing II, autore di quei meravigliosi castelli che consegnarono la sua fama ai posteri - il più famoso di tutti quello di Neuschwanstein - ed causa dei quali dissanguò le casse del paese. Ma senza i quali Disney non avrebbe mai saputo dove far dimorare la Bella Addormentata :)

La festa appunto, comunque fiabesca, ebbe origine per le nozze del principe ereditario Ludwing con la bella Therese, e coinvolse per ben cinque giorni tutti gli abitanti di Monaco. Visto che il numero zero era andato così bene perché non ripeterla? Nel corso di due secoli l'Oktoberfest vide interruzioni, attacchi e modifiche e giunge fino a noi, con il suo carico di allegria, di vezzosi dirndl (i tipici abiti femminili bavaresi) e naturalmente di ettolitri di birra che, in questa ricetta, diventa ingrediente, per marinare le verdure e naturalmente gli stinchi di maiale.


Si dice sempre che del maiale non si butta via nulla ma il logorio della vita moderna ci impone molto spesso di scegliere dei tagli di carne che si cucinino molto velocemente, dimenticando che il forno a temperatura media è spesso un nostro alleato: lui cucinerà per noi mentre ci potremo godere la lettura di un buon libro. Lo stinco, inoltre, è un taglio di carne non troppo costoso ma che sa dare delle belle soddisfazioni. 


La ricetta? Qui, naturalmente. E buona festa!

Sono agli arrosti domiciliari


Il post trasloco è quanto di più prevedibile possa esistere al mondo: il mal di schiena.
La schiena bloccata. Fuori c'è il sole. Una galassia di cose da portare a termine. C'è anche l'erba da tagliare. E leggere e smanettare non è sempre così facile. Uffa. Una congiura.

E' una cosa che sopporto sempre meno, il mal di schiena; ma non è l'idea del dolore che mi disturba ma il fatto che mi limiti nei movimenti. Come quando da piccola mia mamma mi ripeteva di stare ferma e quando stavo troppo ferma (le mie sessioni interminabili di lettura, altra mia passione) di uscire: c' è da diventare schizofrenici!

Sono bloccata e non mi rimane che la cucina: sono agli "arrosti domiciliari", insomma. In fin dei conti cucinare è una cosa che si può fare anche da quasi seduti, no?

Maiale, birra artigianale de Il birrificio del Ducato, aromi e spezie: magari sarà un detenzione breve :-) per questa ricettina che si prepara quasi da sola.

Stinco di maiale alla "Chimera"

Ingredienti
3 stinchi di maiale interi, una bottiglia di birra Chimera (alta fermentazione, rifermentata in bottiglia, con sentori di caramello, prughe e marasche), una testa d'aglio, un bouquet di salvia e rosmarino, qualche bacca di ginepro ed una mezza stecca di cannella.

Procedimento
Nel forno acceso a 250° (forno statico) mettere gli stinchi a crudo con una testa d'aglio e lasciar rosolare per circa una mezz'ora.
Abbassare la temperatura a 180°, togliere l'aglio, unire il bouquet, la cannella, il ginepro ed un'intera bottiglia di birra Chimera. Regolare di sale. Lasciar andare per circa 45': la carne all'interno deve rimanere morbida, rosa direi, suppur cotta. Se necessario coprire con un foglio di alluminio.
Togliere gli stinchi dal tegame, filtrare il fondo di cottura, deglassarlo e servirlo con la carne scaloppata. Anzi, visto il mal di schiena...fatevi servire voi!

Lo stinco di maiale e la marinatura: lime, zenzero e miele.

Che ne dire di marina220120101070re la carne di maiale? Beh, una ricetta tradizionale veneziana, la lonza al latte, prevede appunto una marinatura a temperatura ambiente per circa una giornata ed una cottura dolce nel latte.

Gli stinchi che avevo220120101069 acquistato erano morbidi morbidi e l’ispirazione è stata guidata ulteriormente in questo senso: ancora più morbidi e poi golosi e dal gusto insolito.

Quindi una marinatura, va bene, ma in agrodolce, va bene anche questo, si ma con il lime, lo zenzero ed il miele. Che dite, andrà bene?

Il risultato è stato davvero interessante e, soprattutto, apprezzato. Anche perchè in questa famiglia non ti fanno passare nulla, neppure la schiuma del cappuccino un po’ moscia…:-)

Ingredienti

3 stinchi di maiale, 1 lime, 1 limone naturale, un pezzettino di zenzero fresco, 3 cucchiai di miele di corbezzolo, 250 gr di farro, un paio di stecche di cannella, qualche grano di pepe nero, coriandolo, sale.

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Procedimento

Spremere il lime ed il limone e mettere il succo in una ciotola con la scorza grattugiata di entrambi gli agrumi e della radice di zenzero. Unire il miele e la cannella spezzettata con le mani e qualche grano di pepe nero.

In un contenitore di vetro mettere gli stinchi e versare tutta la marinata, amalgamando bene. Coprire con la pellicola e mettere in frigo per 24 ore.

Successivamente togliere dalla marinata, rosolare gli stinchi con un po’ d’olio evo ed un paio di spicchi d’aglio in camicia, aggiungere un po’ di vino bianco secco, farlo evaporare e versare la marinata filtrata, dopo aver tolto l’aglio. Regolare di sale e mettere in forno statico per almeno un’oretta, a 180°.

Ho scaloppato la carne e servita con la salsina ed un po’ di farro lessato con una cipollina steccata e profumato con lo stesso coriandolo tritato con cui ho decorato la carne, oltre a qualche zeste di lime.

La patria di un maiale è dappertutto dove ci sono ghiande. (François Fénelon)