Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO

GENTE DEL FUD E DISSAPORE IN VIDEO
20foodblogger, 20prodotti, una passione: Pomodorino di Torre Guaceto o Cipolla di Acquaviva? ;)

la cucina di qb è anche app

la cucina di qb è anche app
per telefoni Nokia

La Cucina Italiana

La Cucina Italiana
Special Ambassador

Lettori fissi

Visualizzazione post con etichetta lemon gras. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lemon gras. Mostra tutti i post

44 anni in fila per 3 con il resto di 2..ed 1 premio.

Eh si, sono proprio 44 oppure…..IL NONO ANNIVERSARIO DEI 35…. suona meglio, che ne dite?

Un numero così importante necessita una certa concentrazione, magari con la Smorfia al contrario, ossia partendo dal numero per trovare un significato.

Il numero 44 è veramente di buon auspicio: la somma è 8 (foriero di sorrisi e di qualcos'altro!). Se poi si approfondisce si scopre che 44 vuol dire, tra le altre cose, acqua, aereo e primavera: acqua per navigare lontano, aereo per salire in alto e primavera per togliersi la canottiera di lana!

E dopo queste dotte elucubrazioni una ricetta, che mi ricorda tanto la mia città di nascita e di morte, perchè è nella Laguna che mi piacerebbe venissero sparse le mie ceneri, così da finire dentro un "caparossolo" :-). Anche perchè parlare della propria morte allunga la vita, un dono da condividere con chi ami, come un allegro e gioioso buffet…di compleanno!

Bicchierino di riso Venere, verdure allo zenzero e gamberoni

Ingredienti per una ventina di bicchierini

300 gr di riso venere, 1 kg di gamberoni, 6 zucchine senza imperfezioni esterne, 1 lemon gras, qualche grano di pepe nero, 1 foglia d’alloro, 1 scalogno, una macinata di pepe nero lungo, coriandolo, sale, olio evo, vino bianco secco, brandy.

Procedimento

Pulire i gamberoni privandoli dei carapaci e del budello interiore, sciacquarli, asciugarli con carta casa e metterli da parte. Versare gli scarti in una pentola con qualche grano di pepe nero ed una foglia d’alloro, riempire d’acqua fredda ed ottenerne un profumato fumetto con il quale lessare il riso. Scolarlo e mescolarlo con un po’ d’olio evo.

Tagliare le zucchine in 4 parti secondo la lunghezza, privarle della parte bianca e tagliarle a cubetti; rosolare lo scalogno, unire il lemon gras tritato finemente, aggiungere le zucchine ed un paio di cucchiai di vino bianco, regolare di sale, aggiungere il pepe nero. Cucinare per pochi minuti e mettere da parte.

In una padella scaldare dell’olio evo e far saltare i gamberoni per pochi minuti. Profumare con il coriandolo, una spruzzata di brandy e regolare di sale.

Comporre i bicchierini partendo dal riso venere, seguire con le zucchine e completare con i gamberoni.

Rossen-_prix_cami___JPG_premio_de_Nadjibella[1] Il bello del compleanno è ricevere i regali, confessiamocelo! Ed eccone uno bellissimo da parte di Max, che ricevo con tanto piacere e giro alle amiche ed agli amici che mi fanno l’onore di condividere le emozioni che ispirano questo blob. Grazie mille Max!

La vera felicità è la pace con se stessi. E per averla non bisogna tradire la propria natura. Mario Monicelli

Ma di che cosa sa la carne Simmenthal? Di coda di manzo!

“Zia Nianna, che cosa è la carne in questa scatola e di che cosa sa?"

“Di valle svizzera!”

Attimo di panico di, nell’ordine, Alessandro, Edoardo, la signorina che stava allestendo lo scaffale, la signorina (un po’ attempata) che stava guardando con disappunto il deserto dei tartari che il duo nipote-figlio erano riusciti a creare tra i clienti.

La domanda dei giovani gourmand mi aveva acceso una lampadina nella testa: la carne in scatola non è altro che carne lessata in gelatina, inventata nel 1881 da un ristoratore milanese, Pietro Sada, mentre suo figlio nel 1923 ne iniziò la produzione industriale e trae nome proprio dalle valle svizzera dove si allevava il bovino.

E perchè non farla insieme a loro? Non a Pietro Sada, insieme ai ragazzi! Utilizzeremo il medesimo procedimento (più o meno), aromi ad ispirazione del momento, niente gelidificanti che non sia la gelatina prodotta dalla cottura stessa….ed un taglio di carne “povera”: coda di manzo.

mucca simmental

tratto da Virtual Museum Vallèe

Carne Simmenthal hand made

Ingredienti

1 kg di coda di manzo, 1 foglia di alloro, qualche bacca di ginepro e qualche grano di pepe nero, una cipolla steccata con chiodi di garofano, flor de sal, una macinata di sale affumicato, due carote, due gambe di sedano bianco, un cipollotto, uno scalogno, un lemon gras, mezzo biccherino di Cardenal Mendoza.

Procedimento

Mettere in una capiente pentola la coda, la cipolla steccata, la foglia di alloro, il pepe e le bacche di ginepro. Riempirla d’acqua fredda, portarla al bollore, schiumare e lasciar andare per almeno 3 ore, fino a quando la carne si stacca dall’osso.

Spegnere e lasciar raffreddare. Tagliare in piccola dadolata la carota ed il sedano e sottilmente il cipollotto, lo scalogno ed il lemon gras, mondato dal ciuffo verde.

Filtrare un po’ di brodo, più o meno un litro, e lasciarlo ridurre ad un terzo, aggiungere il brandy e lasciar andare per qualche altro minuto.

Mettere la carne in una ciotola con gli aromi, regolare con di due tipi di sale e riempire una terrina, versare sopra il brodo profumato e cucinare a bagnomaria, a 180°, per un’oretta. lasciar raffreddare, porre in frigo per almeno 24 ore e servire, fredda, con delle calde fette di pane in cassetta.

Due giorni dopo:

“Mamma, per favore mi scaldi altre due fette di pane?”"

“Vuoi dell’altra carne in scatola fatta in terrina?”

“No grazie, vorrei della Nutella.”

….che avrà voluto dire….:-\

Ravioli di semola con biancoperla, baccalà ed asiago stravecchio: Slow Food nel piatto con un profumo d’Oriente

A chi non piace ricevere regali?

La classica frase “ma daai, non dovevi!” e’ appunto di rito ma quasi mai corrisponde a ciò che si sta provando realmente. E le persone che ti vogliono bene o che semplicemente ti conoscono imparano i tuoi gusti, le tue passioni, le tue malinconie…come dire, non regalatemi le ciabatte tanto cammino scalza e neppure le canottiere di lana perchè pizzicano e con la lana ci avvolgo i vasetti di yogurt. E comunque con me si fa davvero presto: qualcosa che abbia anche fare con la cucina è un successo gaarantito! Libro, ingrediente, attrezzatura, dritta per un locale, corso….beh, anche i gioielli antichi, ma questa è un’altra storia!

E così, dinnanzi a dei recenti “pensieri”, mi è venuta fame e voglia di di qualcosa di diverso, come questi ravioli, di pasta di semola, che si potrebbero anche provare a friggere (poi vi dirò come è andata), e che profumano d’oriente grazie al lemon gras (la citronella, per intenderci) che in Thailandia sovente viene utilizzata per profumare le zuppe di pesce.

Ingredienti

200 gr di baccalà dissalato, 200 gr di asiago stravecchio, 200 gr di mais biancoperla, 5 tuorli, 200 gr di semola di grano duro, 30 gr di burro chiarificato, 30 gr di farina 00, 300 gr di latte crudo, 2 patate lessate, un lemon gras, sale, semi di papavero, olio evo, una foglia d’alloro ed uno spicchio d’aglio, un pizzico di noce moscata.

Procedimento

Preparare la sfoglia come di consueto: con la classica fontanella di farina ed unendo, uno alla volta, i tuorli ed un pizzico di sale (oppure tutto nella planetaria), formare una palla e far riposare in un luogo fresco, avvolta nella pellicola, per una mezz’ora.

Lessare le patate con la buccia; scaldare un po’ d’olio evo e rosolare per una decina di minuti il baccalà tagliato e pezzettini unitamente da una foglia d’alloro ed a qualche grano di pepe nero, con il mais biancoperla preparare una polentina morbida, regolare di sale e mettere da parte. Tagliare il formaggio a dadini e tritare la parte inferiore del lemon gras.

Strofinare una ciotola con uno spicchio d’aglio, versare il baccalà, formaggio ed il lemon gras passati al mixer, unire la polentina morbida e mescolare bene il tutto. Stendere la sfoglia e preparare dei ravioli con questa bianca farcia e sigillare bene il bordo.

Preparare un roux con la farina ed il burro, unire il latte crudo e preparare una besciamella profumata con la noce moscata ed un po’ liquida, unire le patate lessate e passate con lo schiacciapatate e mescolare vigorosamente in modo che non siano grumi.

Impiattare versando la vellutata di patate sul piatto, adagiare qualche raviolo lessato, un filo d’olio e qualche semino di papavero ma anche con qualche fogliolina della parte superiore del lemon gras, se lo desiderate.

….perchè, in effetti, cucinare i fiori è un po’ più complicato…vero?