Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Le ricette di HOMI ovvero la "Torta Dispettosa": mele, zeste di limone, rosmarino e un sorriso!

L'esperienza ad Homi per Emile Henry è stata davvero impegnativa, preceduta da qualche giorno ugualmente intenso dedicato a studiare le ricette necessarie per testare i nuovi prodotti della collezione Corolle, come lo stampo a cuore per torte e quello specifico per brioche e budini, della nuovissima linea "1850", specifica per l'induzione ed utilizzabile con tutte le altre forme di calore, e anche il Pizza Stone, il piatto per cuocere la pizza che funziona come una pietra refrattaria.


Quattro giorni a contatto continuo con le persone: spiegare i piatti preparati e le relative tecniche, ascoltare commenti e giudizi, rispondere alle domande più disparate che ti insegnano che non bisogna mai dare nulla per scontato. E sorridere, sempre. Perché in frangenti come questi è il Cliente che ha sempre ragione, anche se alle volte le persone sanno essere davvero molto strane. 

Ecco spiegato quindi il motivo di questa torta: ingredienti di qualità e profumati assemblati al momento per una persona che non ha mai perso l'occasione di sottolineare che le cose che stava assaggiando erano "molto buone, ma io, senza offesa, le cucino davvero meglio." Qualsiasi piatto. Per cui una mattina, mentre stavo impastando un pane speziato, si avvicinò e, dopo aver ascoltato il solito commento all'assaggio dell'ennesima fetta di brioche, le chiesi: "ma quali sono gli ingredienti che proprio non le piacciono?" E risposta fu: "non sopporto le mele, il limone e il rosmarino!".

Capito perché questo dolce di chiama "Torta Dispettosa"? ;)

Torta "Dispettosa" con mele, zeste di limone e rosmarino

Ingredienti
300 g di farina 00, 1/2 bustina di lievito per dolci, 3 mele renette o golden di media grandezza, 200 g di zucchero di canna, 100 g di burro chiarificato molto morbido, 3 uova bio, qualche rametto di rosmarino fresco, 1 limone bio, un pizzico di sale.

Procedimento
Accendere il forno a 200°.
Lavare il rosmarino, tritare gli aghi e metterne da parte 3 cucchiai.
Pelare le mele, togliere il torsolo e tagliarle in spicchi e poi in dadolata, metterle in una ciotola con il succo del limone, le zeste e il rosmarino, mescolando.
In una ciotola (o nella planetaria) montare lo zucchero con le uova fino a renderle spumose, unire la farina setacciata un paio di volte con il lievito e il pizzico di sale, il burro e le mele, effettuando queste operazioni con una spatola e con movimenti delicati dall'alto verso il basso.
Imburrare leggermente una tortiera di 24 cm (ad Homi avevo a disposizione la tortiera "Coeur" della collezione "Corolle") e versare, livellandolo, l'impasto.
Infornare, abbassare a 180° e cucinare nel forno statico per circa 30'-35' o fino alla doratura della superficie. L'impasto dovrà risultare comunque appena umido.
Spolverare con un po' di zucchero a velo e decorare con qualche pezzettino di rametto di rosmarino fresco.


Soufflè di pollo MondoSnello profumato al rosmarino con noci ed asiago stravecchio: un piatto bello e buono che racconta la storia della Gallina Padovana

"Le donne di Padova guardano dietro ai vetri
le donne di Padova non hanno mai segreti 
le donne di Padova non è un luogo comune 
che sotto il vestito nascondono le piume."

Anche i cantautori, tra le rime baciate, sanno che a Padova esiste una gallina, anzi, una Gallina che un re contadino, Casimiro III, considerava davvero preziosa tanto che la faceva scorazzare tranquillamente tra i regali giardini.
Venne portata a Padova da un altro personaggio alquanto eccentrico, Dondi dell'Orologio,     che ebbe qualche difficoltà a rinchiuderla in un pollaio. Del resto, era la Gallina da compagnia di un re!

Nel blog di Allegra questa settimana vi racconterò la sua storia e di come è finita in un profumatissimo soufflè ricco anche di Omega3, grazie alle proprietà nutritive delle noci.

Vi auguro una buona lettura e una buona cottura!




"È una pistola quella che hai in tasca o sei solo contento di vedermi?" E uno sformatino di pollo e nocciole che profuma di rosmarino



Scena, interno farmacia. Il farmacista ed un signore. 
"Buongiorno, posso avere del citrato di sildenafil?" chiede il cliente.
"Certo, glielo incarto o lo usa subito?", risponde il farmacista burlone.

Se è vero che nel nostro paese le liberalizzazioni logorano chi non le fa, ovvero l'utente finale, l'introduzione dei farmaci generici ha avuto il merito di metterci un pochino in linea con quanto in tutto il mondo accade da sempre: un buon principio attivo ad un prezzo adeguato.

Dal 22 giugno 2013 questo accadrà anche per il Viagra, dopo quasi 15 anni dalla comparsa della famosa pillolina blu, che ha consentito alla Pfizer di fatturare 73 milioni di euro all'anno. 
In un momento così triste di crisi profonda e recessione imperante non ci resta che consolarci con le gioie dell'alcova, visto che anche in cucina, tra fucking-chef e cibi avvelenati, non è che ci sia tanto da godere. E visto che negli ultimi 10 anni, in Italia, la pillolina dell'amore è stata venduta in 60 milioni di pezzi c'è da ritenere che avere la possibilità di mega prestazioni low-cost possa tentare più di una salama da sugo con il sospetto di taroccamento.


Nel 1998, quando il Viagra fu presentato in Europa, lavoravo per un grossista farmaceutico ed era normale offrire la sala conferenze dell'azienda alle diverse case per presentare a medici e farmacisti le novità: si organizzava un pomeriggio o una serata divulgativa che finiva con un buffet. Ma quanto avvenne per la pillolina dell'amore, in Italia, non si replicò in nessuna parte del mondo!
La consegna delle confezioni da 50 mg. (le prime ad essere prodotte e commercializzate) avvenne a sorpresa in modo da non dare la possibilità a nessun malandrino di dirottare la merce verso altri mercati, le confezioni vennero conservate fin da subito all'interno dell'area sorvegliata assieme a stupefacenti e benzodiazepine e, solo per l'Italia, la Pfizer fece uscire la confezione con un ologramma a prova di falsificazione, mentre il personale veniva controllato dopo la fine di ogni turno: i dirigenti della multinazionale si sentivano in una botte di ferro. 
Nessuno sarebbe riuscito a falsificare il prodotto prima della sua presentazione ufficiale! Ma non fecero i conti con l'italica intraprendenza: qualche giorno prima della serata divulgativa (che aveva registrato il tutto esaurito fra le centinaia di clienti) ricevetti una telefonata da un farmacista partenopeo: 
"Signorina, volevo dirle che qui stanno già a vendere le confezioni da 75 e da 100 mg." 
"Ma non è possibile! Non sono ancora state prodotte!" risposi
"Non le ha prodotte la Pfizer, ma qui non si sta mai con le mani in mano" chiuse sorridendo il professionista.

Ah, se il mondo ci lasciasse lavorare: siamo dei maestri a far sollevare il Pil ;)


In attesa del 22 giugno che ne dite di un delicato e profumato sformatino-soufflè?


Sformatino di pollo marinato al rosmarino e nocciole


Ingredienti (per 4 persone)
250 gr di petto di pollo, 4 uova bio, ½ litro di latte, 50 gr di burro, 50 gr di farina, 50 gr di parmigiano grattugiato, rosmarino fresco, 1 limone bio, 1 cucchiaio scarso di nocciole tonde tritate finemente con il coltello, sale e pepe del Madagascar macinato al momento, burro e farina per gli stampini.

Procedimento
Mettere il petto di pollo in un contenitore di vetro con un po' di olio evo, qualche ago di rosmarino, il succo di limone ed le metà spremute del limone medesimo, qualche bacca di pepe nero. Lasciar marinare una mezz'ora (ma se avete più tempo a disposizione è meglio, la carne risulterà più profumata).
Accendere il forno a 210°.
Pulire la carne dalla marinata e tritarla finemente. Mettere da parte in frigo in un contenitore pulito.
Ungere ed infarinare le cocotte e mettere in frigo.
Preparare la besciamella con il burro, unendo la farina setacciata e successivamente il latte caldo: cucinare per 3’.
Lontano dal fuoco unire il pollo, il formaggio, i tuorli, il rosmarino e le nocciole tritate finemente e mescolare bene.
Unire gli albumi montati a neve.
Versare il composto nelle cocotte, pulire il bordo (altrimenti lo sformatino non crescerà) e cucinare nel forno statico caldo per 16-18’. Servire subito, ma subito-subito :)

Mangiare erba non significa brucare: "qb on air" e le erbe aromatiche (dalla Menta al Tarassaco)


Visto quanto è accaduto durante l'ultima settimana ci vorrebbe una tisana a base di un'intero Orto Botanico per riuscire a digerire gli incredibili accadimenti. L'alternativa è fumarselo, l'intero Orto Botanico: "ad impossibile nemo tenetur".

Invece, assieme a Gil l'amico musicista gastrocurioso, cerchiamo di trovare un po' di pace in un mondo profumato e misterioso, quello della botanica e nello specifico dell'uso delle "erbette" in cucina. La scorsa settimana il nostro alfabeto partiva dalla A ed oggi si chiuderà con la T.




La Malva, un'erba bellissima dal colore rosa-lilla, che predilige l'esposizione in pieno sole ed è molto vigorosa. I fiori andrebbero raccolti al mattino presto dopo la prima rugiada e le foglie, profumatissime, possono essere utilizzate per arricchire fresche insalate. Le sue qualità: emolliente, antinfiammatorie contro la tosse, lassative, oftlmiche. Ottimi gli impacchi per gli occhi arrossati e per contrastare l'acne.

La Melissa, è un'altra erbetta molto tosta che assomiglia alla Menta. E' un insieme di piccoli arbusti dalle foglie carnose: Le foglie di Melissa danno un gradevole profumo di limone alle insalate, ai dolci ed alle tisane. Un decotto preparato con un litro d'acqua e 100 gr di foglie, bevuto nell'arco della giornata, è un ottimo rimedio contro il logorio della vita moderna (stress, nevrosi, insonnia e depressioni varie). Le foglie strofinate sulla nuca alleviano la cefalea.


Con la Menta si apre la stagione del Mojito: una specie dalle molteplice varianti ed infestante. Le sue qualità: tonica, digestiva, analgesica e antidepressiva. Nel terrazzo di casa la Menta cresce benissimo a patto di usare del terreno acido. Ah, se avete voglia di  deliziarvi con il cocktail tanto amato da Hemingway ricordatevi che la menta da usare non è né la piperita né la marocchina ma quella artica.

L'Origano, un'erbacea perenne ed arbustiva nella maturità è spesso confuso con la Maggiorana. Essiccato mantiene in modo prorompente le proprie qualità aromatiche e medicamentose. L'origano, in cucina, va sempre aggiunto a fine cottura, pena il decadimento di aroma e profumo.


Dopo pizza e mojito che ne dite di un buon risotto all'Ortica? Cresce spontanea in luoghi incolti e la si può trovare fino a 2500 mt di altitudine. Si raccoglie dalla primavera all'autunno e va' lasciata essiccare in mazzi appesi a testa in giù in luoghi ombrosi ed aerati e si conserva in sacchi di juta o di carta. Per non scontrarsi con le sue qualità urticanti è importante avere l'accortezza di usare sempre i guanti, per raccoglierla e maneggiarla, e di prediligere le foglie più giovani. Una volta sbollentata è ottima in zuppe, timballi e risotti. E' un ottimo ricostituente!

Il Prezzemolo è una pianta biennale e ama un terreno fertile ed umido. Le foglie si raccolgono tutto l'anno soprattutto per non far germogliare la pianta che perderebbe le sue proprietà nutrizionali: è infatti ricca di vitamine A, B, C, sali minerali e ferro. Il prezzemolo strofinato sulla pelle dopo una puntura d'ape allevia il fastidio!

Il Rafano, o Cren o Barbaforte, è un'erbacea orientale dalle foglie oblunghe e dalle radici che raggiungono la maturazione dopo due anni. Una volta raccolte le radici vanno utilizzate immediatamente e crude per aromatizzare i piatti più disparati. Inoltre con le radici fresche sminuzzate si possono preparare degli efficaci impacchi contro nevralgie e dolori intercostali ed anticamente era il rimedio d'eccellenza contro gli attacchi di gotta. E' ottimo come caudiuvante della digestione e combatte la flautolenza. Ma non và mai assunto durante la gravidanza.


Ovidio era un grande estimatore della "rugiada del mare" il Ros Marinus i cui arbusti sono caratteristici della macchia mediterranea e dei nostri giardini. I fusti sono ascendenti o ricurvi e le foglie sono resinose. E' importante potarlo ogni anno dopo la fioritura evitando di eliminare le parti più vecchie mentre in cucina vanno sempre usate le parti apicali, per consentire un rinnovo continuo. Il suo estratto è ottimo come tonico per la pelle e antidolorifico per eccellenza contro il mal di denti. I rametti di rosmarino nel guardaroba allontanano le tarme e nel barbeque allontanano gli insetti!

La Santolina è una pianta rustica con arbusti sempre verdi: le foglie fresche possono essere utilizzate in insalate e per aromatizzare i nostri piatti come farebbe il rosmarino. I rami e le foglie secchi invece hanno un'ottima funzione insetticida in quanto tengono lontano le zanzare e le tarme.

La Salvia si declina in 900 specie diverse tra biennali, annuali e perenni. Ha bisogno di un  clima asciutto ed ottima, usata in cucina, per digerire le carni grasse. Le sue qualità officinali conosciute sono quelle di essere un naturale secretore di succhi gastrici e protettore del fegato. Le foglie essiccate e polverizzate sono un ottimo dentificio e sbiancante.

Il Tarassaco, o Dente di Leone o Cicoria Matta o Piscialetto, un'infestante grazioso le cui foglie all'inzio della primavera diventano ottime insalate. Una volta germogliato il fiore giallo diventa un soffione che disperde nell'aria i semi, autoriproducendosi. I boccioli dei fiori, quando ancora conservano qualche filamento viola, si possono conservare in salamoia ed utilizzare come capperi.

Di Timo, in natura ne esistono 350 specie diverse, e si può utilizzare, fresco o essicato, per aromatizzare qualsiasi piatto in cucina. Antisettico, antibatterico, espettorante e, insieme alla Salvia, è l'antesignano del dentifricio.

E la playlist della puntata di questa settimana? Eccola, per una puntata tutta da ascoltare e da gustare! 

Fred Buscaglione - Eri Piccola Così
Billy Eckstine - Felicidade
Joaquin Sabina - 19 dias y 500 noches
Sade - Paradise
Burton, Corea, Metheny, Haynes, Holl - Straight Up and Down

Un talk show gastronomico sempre in movimento: 

RADIO SHERWOOD lunedì alle 15.00, mercoledì alle 18.30, venerdì alle 14.30. Sul web, in streaming e in PODCAST!  

HIBRIDO WEB RADIO mercoledì alle 12.00 e, in replica, domenica alle 14.00 sul web e in streaming.

RADIO BASE: L'ALTRA RADIO PER L'ALTRA GENTE domenica alle 12.45 e, in replica, alle 22.37, in FM 97,300 e sul web. 

RADIO TANDEM martedì alle 10.55 in FM 98.400 a Bolzano/Alto Adige, su web e in streaming.

Pane di albumi con mandorle e rosmarino per due appuntamenti da non perdere



E' inutile. Non basta scrivere gli impegni a matita per ben benino nella Moleskine fino a quando le giornate resteranno di 24 ore.
Ecco, in questo periodo di sfrantumante campagna elettorale (avete notato come i problemi che fino ad un mese fa ci hanno fatto andare per traverso cappone e panettone sembrano essere incredibilmente svaniti?) c'è gente che mette le mani in pasta per davvero, letteralmente, in un fine settimana all'insegna del buono, pulito e giusto.


Sabato 2 febbraio con Rossana della scuola di cucina "Primi e Secondi" di Piombino Dese, abbiamo organizzato una mattinata all'insegna del lievito madre ed infatti sono due settimane che mi sembra di essere tornata indietro nel tempo, quando i miei figli mangiavano ogni tre ore! Rinfreschi, bagnetti purificatori e lievitazioni notturne così da far sentire alle amiche, che hanno deciso di festeggiare con noi il secondo "Pasta Madre Day", diversi profumi e sapori. Ovviamente la produzione così intensa è necessaria anche per lo "spaccio" che durante quel giorno avverrà gratuitamente con chi desidera iniziare una nuova avventura con il lievito madre.


Non si farà in tempo a riporre farine e spianatoie che si ricomincerà a parlare di cibo e nello specifico di vino, il passito. Il ciclo "Sapori degni di Nota", un calendario di serate gastromusicali (partito ad ottobre e che finirà a maggio) per un modo diverso di parlare di cibo, grazie alla voce di Paola e alla chitarra di Gil del duo acustico "Origami", è arrivato alla serata dedicata al vino e con Marcello Vaona dell'azienda vinicola Novaia trascorreremo insieme una serata chiacchierando su storia e mitologia del vino, sulla produzione biologica che sta diventando sempre più importante nei colli della Valpolicella e sugli abbinamenti: assaggeremo quindi cibi dolci e salati da abbinare a vini profumati e "buoni".
Dove? Al circolo Arci "La Mela di Newton" a Padova, in via della Paglia 2. Dalle 21.00 in poi di domenica 3 febbraio.



Nel frattempo vi lascio una ricettina di pane davvero molto sperimentale: senza lievito (proprio perché sabato useremo solo quello!) e con un interessante mix di aromi che si degusterà domenica unitamente al Monte Veronese, un formaggio dop ed igp che ben si sposa al passito.




Pane di albumi con mandorle e rosmarino
Ingredienti
3 albumi, 100 gr di zucchero, 100 gr di mandorle sgusciate e pelate, 100 gr di farina Petra 9, 1/2 cucchiaino di lievito, un cucchiaio di aghi di rosmarino tritati.

Procedimento
Accendere il forno a 180°.
Setacciare la farina insieme con il lievito. Montare nella planetaria gli albumi (o con delle fruste elettriche) e continuando a montare unire lo zucchero un cucchiaio alla volta ottenendo una meringa lucida e soda. Con una spatola e con movimenti dall'alto in basso unire delicatamente le mandorle, la farina e il trito di rosmarino.
Rivestire uno stampo da plumcake di 22 cm oppure 6 piccoli stampini e cucinare nel forno statico già caldo per circa 40'. Sfornare il pane o i panini dolci, lasciarli raffreddare completamente sopra una gratella e servirli affettati sottilmente con marmellate di agrumi o con formaggi "importanti".

"Mettere un serpente in Paradiso è da incauti, ma aggiungervi pure una donna è da veri incoscienti"


L'azione sconsiderata di quell'inadeguato di Adamo è stata di tale portata che ne stiamo ancora pagando le conseguenze. Esagerata? Ditemi in tre secondi quando, nel corso del tempo, ci è stato "abbuonato" qualcosa, qualsiasi cosa. Non vi è venuto in mente niente, vero? Neppure a me.
A cominciare dal responso del "deux ex machina" che, appena capito che Adamo aveva assaggiato il frutto dell'albero della conoscenza, punì Eva: "partorirai con dolore". Tanto per gradire. Per carità, ad Adamo è stato riservato il "lavorare con sudore" ma, sinceramente, a parte qualche ammirevole categoria, dove li vedete gli uomini che lavorano con il sudore della fronte?
E, da quel momento, non ci è stato perdonato più nulla.


L'altra sera, mentre sgomenta leggevo la cronaca dell'ennesimo omicidio di una donna avvenuto in maniera truce e cruenta (a pochi chilometri da casa mia), quasi a voler sottolineare che qualsiasi onta, vera o presunta, debba essere necessariamente lavata con il sangue, ho subito pensato alla profezia dei Maya ed al suo significato. La fine del mondo o, molto più interessante, un cambiamento radicale dell'umanità.
Una trasformazione in senso spirituale sarebbe come rinnegare quanto di "maschile" è stato portato avanti dal Neolitico in avanti. Anche Gesù, ad un certo punto, ha iniziato a ragionare rivoluzionando il mondo dell'epoca, auspicando un cambiamento radicale in senso spirituale: no ai sepolcri imbiancati, no alle differenze di razza e di censo, no allo sfruttamento dei bambini e soprattutto si alla donna. 
Madre, sorella, amica, compagna. La figura della donna, nel messaggio rivoluzionario di Cristo, è una figura centrale, è il cardine su cui si basa la società anzi la "bontà" della società, il buon funzionamento, il benessere comune.
Sarebbe stato bello che qualcuno gli avesse dato retta all'epoca, e lungo tutte le epoche, ma tant'è. Alla donna è stato solo consentito di guadagnarsi qualsiasi cosa con il sudore della fronte, anche il partorire con dolore.

Il "femminicidio" che sta rendendo il nostro paese un luogo pericoloso dove viverci sembra quasi il colpo di coda di un animale ferito a morte, che non vuole mollare il potere, o l'idea di esso, che ha perseguito per millenni. 
La finanza ha portato l'economia ad un punto di non ritorno, la ricerca spasmodica del profitto ha portato la Terra ad ammalarsi mortalmente, la mancanza di etica ha mortificato ulteriormente i nobili sentimenti che dimorano in ogni essere umano: questa è la dote del predominio maschile, quello che ha associato alla parola donna la parola dolore.
E' tempo di sostituire la parola dolore con la parola amore. Partorire con amore un mondo nuovo.


Di paradiso in paradiso e di mela in mela, per queste mele cotogne in agrodolce, com'è la vita di ognuno di noi.


Mele cotogne in agrodolce


Ingredienti
1 kg di mele cotogne, 200 gr di aceto di vino bianco, 300 gr di vino bianco aromatico, 500 gr di acqua, 1 kg di zucchero semolato, 1 limone bio, 6-8 bacche di ginepro, 6-8 chiodi di garofano, olio evo non troppo prepotente nel gusto, qualche rametto di rosmarino fresco.

Procedimento
Lavare le mele, togliere il torsolo con l’apposito attrezzo e tagliarle in fettine di ½ cm nel senso della larghezza.
Unire in una casseruola in rame l’acqua, il vino, l’aceto e lo zucchero, portare il tutto a bollore ed unire le fettine di mele e le spezie. Abbassare il fuoco e cucinare per una decina di minuti. Scolare le fettine, recuperare le spezie ed invasare (in vasetti di vetro sterilizzati per 15’ immergendoli in acqua bollente e lasciati asciugare sopra un canovaccio pulito) alternando le fette di mela con le spezie e con pezzettini di rametto di rosmarino fresco. Ricoprire con olio evo, chiudere con un coperchio pulito e lasciar riposare per 15-20 giorni prima di consumarle accompagnandole a del filetto di maiale al forno oppure a del formaggio stagionato come un asiago stravecchio o un pecorino sardo.



P.S.: lo sfondo usato per queste foto è il "Paradiso Terrestre di Adamo ed Eva", un'opera  ideata da Antonio Possenti ed eseguito con la collaborazione delle ditte "Terre" di Lucca (per i burattini) e "Vissam" di Muggiò (per la grafica) e le strutture di legno. L'artista ha disegnato due sfondi: quello in cui il cielo, nero e ferito da saette, rappresenta l'ira divina e questo che di gran lunga preferisco: un luogo dove alla fine tutti si mano e si rispettano. Dio e Serpente compresi

"L'amore è eterno finchè dura". Consoliamoci con una millefoglie di sgombro e grenny smith al cardamomo


I tempi dilatati della vacanza, e una certa informalità tipica del campeggio, mi permettono di rilassarmi con uno dei miei passatempi preferiti, ovvero essere la mia "voce narrante" di una quotidianità semplice. Soprattutto durante questa estate così strana, quella della profezia dei Maya prima di Natale, del caldo oltre ogni immaginazione, dei pochi soldi in tasca e del recupero delle rive dei fiumi come luoghi di balneazione, come ci raccontavano i genitori o i nonni.

Di solito amo ascoltare gli anziani, soprattutto al mercato, dove tra due zucchine troppo care e un pesciolino "per il gatto", sono pronti ad aprirti il cuore colmo di ricordi e di qualche dolore che, condiviso con un estraneo, diventa improvvisamente più leggero da sopportare.


Sono invece i giovani che andrebbero ascoltati un po' di più, anche per capire dove sbagliano. E dove abbiamo sbagliato noi.

Al bar l'altro giorno attorno ad un tavolo e ad un caffè (il resto è uscito dagli zainetti) sei ragazzi appena ventenni discutevano di amore, coppia, progetti, sogni.

"Non capisco tutta questa storia attorno alle coppie di fatto" chiosa il fratello pettinato di Caparezza "se uno vuole si sposa, altrimenti non si sposa. E poi, a chi serve sapere se io convivo o meno con la mia ragazza?"
"Esatto, magari stiamo insieme così. Se volessimo fare le cose serie ci sposeremo, no?" gli fa eco un altro ragazzo
"E poi per sposarsi ci vuole una ragazza che ci crede alla famiglia, che si prende cura dei figli, della casa. Altrimenti chi lo fa? Per forza poi i ragazzini crescono sbandati!" incalza un biondo con la maglia del Che.

.....aspettavo che da un momento all'altro uscisse dai loro corpi Sant'Agostino, il dottore della Chiesa convinto del fatto che le donne nascevano senz'anima e che la recuperavano nei 40 giorni successivi, come ad un tagliando.....

"Se la mia ragazza mi chiedesse la separazione dei beni so già che non vuole fare le cose seriamente. Perché, scusa, vuoi dividere i beni? Vuol dire che non ti fidi di me? E allora, secondo te, io cosa devo pensare? Che sei giusta per il matrimonio?! Allora resta da dove sei venuta!" riprende il capellone pettinato.
"Mah, non la farei così grave. Magari lei viene da una famiglia dove c'è qualcosa e la vogliono tutelare. Che ne so, una casa, una fabbrica..." analizza il commercialista del gruppo.
"Non mi andrebbe di sposarmi una che guadagni più di me. Poi vorrebbe delle robe, che ne so, magari di decidere lei su tutto" chiude la discussione quello che chissà per quale motivo, forse un affarone al mercatino dell'usato, indossa la maglia del Che.

.....no, non è uscito Sant'Agostino, ma sicuramente i membri della Commissione che stanno stravolgendo la Costituzione in Tunisia, altro che primavera araba.....



Improvvisamente l'oggetto della conversazione cambia e si passa alla cerimonia d'inaugurazione delle Olimpiadi 2012 e sulla fugace apparizione della Rowling, la mamma di Harry Potter.

"Belli i suoi libri! Ho davvero sognato ad occhi aperti ad ogni pagina e poi era come crescere con Potter. Figo!" esclama il commercialista del gruppo che evidentemente ha un'anima.
"Ma lo sapete che è la donna più ricca di Inghilterra? Cavolo, a scrivere libri!" gli fa eco un tipo occhialuto e fino ad allora silenzioso.
"Pensa te, passi a pulire scale e fare altri lavori per mantenere i tuoi figli e scrivi di notte. Hai successo e improvvisamente quello stronzo del tuo ex vuole metà del patrimonio!" esclama il capellone che evidentemente ha accesso a Novella 2000 della mamma.
"E infatti non si è più risposata e vive in solitudine." chiude l'occhialuto mentre mi verrebbe spontaneo rispondere "Ecco un esempio di cosa serve la separazione dei beni, tesorini cari."

Si alzano e se ne vanno e le loro parole mi lasciano più amaro in bocca del terribile caffè che in questo bar si ostinano a servire.

L'amore, sentimento che avrebbe dovuto far palpitare cuore e frattaglie di questi ragazzi che si stanno affacciando alla vita, è ridotto alla sottoscrizione di un pezzo di carta che consente alla parte maschile di una copia eterosessuale (visto i presupposti non oso pensare ad altro) di considerare quella femminile alla stregua di una colf-babysitter-badante priva di alcun potere "contrattuale", essendo priva di mezzi propri. E se per caso ha la forza di volontà e la capacità di ottenerli finirà come le eroine cattive dei romanzi di fine '800 "sole e lontane dal mondo". Tiè, zitella fin nel DNA. E pure un po' cozza.

"C'è del marcio in Danimarca" affermava l'Amleto.
Qui c'è solo del vuoto.


La tristezza si scaccia ai fornelli! Magari con una ricetta (appena un pò modificata, lo confesso) che ha presentato lo chef Andrea Alfieri durante una trasmissione televisiva del canale Vero Tv, alla quale ero presente in veste di "ospite scrittrice e cuciniera" (ok, foodblogger :)

Millefoglie di mele e sgombro al cardamomo con salsa allo yogurt

Ingredienti (per 4 persone)
2 mele granny smith, 2 sgombri piccoli, 40 gr di yogurt magro bianco, cardamomo in polvere, farina 00, olio evo, sale, pepe nero lungo macinato al momento, ½ cucchiaio di trito aromatico fresco con rosmarino e santoreggia.

Procedimento 
Condire con sale, pepe e olio lo yogurt. Unire il trito aromatico e mettere da parte. Setacciare un paio di cucchiai di farina con ½ cucchiaio di cardamomo in polvere.
Tagliare con un coltello Santoku Zwilling lo sgombro in fettine rettangolari, infarinarle e rosolarle velocemente in poco olio evo.
Tagliare le mele a fette di 1/2 cm.
Alternare le fette di mela con lo sgombro formando una millefoglie, condendo ogni strato con un po' di salsa e decorare con qualche ago di rosmarino fresco.


Tortino alle fragole speziate con gelato al rosmarino

Mai come di domenica la frase "tengo famiglia" si esplica in tutto il suo...moltiplicarsi dei componenti!

Di solito rientra Enrica, con il corollario di coccole da parte di Lucky ed i successivi strusciamenti di Agata. Ed è un puntuale aggiornarsi sulle vicende accadute negli ultimi giorni, perdendosi inesorabilmente tra le mille finestre che vengono aperte durante la chiacchierata. Con le conseguenti espressioni perplesse di Roberto e le risatine sotto l'apparecchio di Edoardo.

Ma quando arrivano anche i miei genitori e mia sorella con i gemelli la procedura si fa un po' più complicata: si parte dalla proposta (venite a mangiare un boccone domenica?), alla successiva messa a punto dei particolari (ma l'hai detto alla mamma? Si, papà. E cosa vuoi che portiamo? Niente, è un invito a pranzo. Va bene, dico a tua mamma di portare qualcosa. E a che ora dobbiamo venire? Direi verso l'una. Va bene, siamo lì per le 12.30, che dopo per i gemelli è troppo tardi). Di solito alle 12.15 ha già suonato il campanello.

Poi c'è il menù. (Non fare come il tuo solito che prepari un sacco di cose, lo sai che siamo tutti in dieta. Si, mamma. Vuoi che porti un arrosto? No, grazie. E' un invito a pranzo. Va bene, porto il contorno).

E siamo solo al lunedì.....vi assicuro che arrivare alla domenica è dura.

Sorellina, fai il salame al cioccolato per gli Unni? E ricordati che non mangiano niente.

Una volta si sono fatti fuori il risotto con il radicchio tardivo e l'insalata di gallina padovana con tanto di pinoli ed uvetta (si, un paio se li sono tirati dietro e poi Agata ci ha giocato a calcio, ma tant'è).

E così, per riuscire a sorridere sempre e comunque, diventa necessario un dolcettino che possa suscitare qualche perplessità nell'accostamento, così da sottolineare, perchè qualche volta ci vuole, che comunque sono io che comando in cucina!

Tortino di fragole speziate e gelato al rosmarino

Ingredienti, per i tortini

250 gr di farina 00 autolievitante, 200 gr di zucchero zefiro, 3 uova medie, 1 dl di olio di semi di soia, 1 cucchiaio complessivo di cardamomo, cannella e cumino in polvere,150 gr di fragole pulite,2 gr di bicarbonato di ammonio.

per il gelato al rosmarino

3 rametti di rosmarino,400 litro di latte crudo, 200 gr di panna, 150 gr di zucchero zefiro, 50 gr di glucosio.

Procedimento per i tortini

Pulire le fragole, tagliarle in dadolata (1x1 cm) e lasciarle marinare in una ciotola di vetro con le spezie in polvere.

Sbianchire le uova con lo zucchero e successivamente aggiungere gli altri ingredienti, un po' alla volta, concludendo con le fragole.

Riempire i pirottini con il composto (dipende dalla dimensione: ne ho ottenuti da 14 a 20) e cucinarli nel forno statico a 200° per 12'-14'.

Far raffreddare in una gratella.

Procedimento per il gelato

Portare a bollore il latte con la panna, aggiungere lo zucchero ed il glucosio e riportare nuovamente a bollore.

Togliere dal fuoco, aggiungere il rosmarino e lasciar riposare per almeno un'ora o fino al raffreddamento.

Passarlo un paio di volte al colino cinese, mettere il composto nella gelatiera e far mantecare.

Servire i tortini freddi con una pallina di gelato e spolverati di zucchero a velo. E godersi un attimo di rispettoso silenzio ;-)