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Cake Pop al prosciutto crudo Snello con nocciole e origano e maionese di albumi e curcuma: perché il bello della dieta mediterranea è la contaminazione


Ultima ricetta per MondoSnello Rovagnati che era rimasta in archivio e che, con la giornata di oggi, potrebbe profumare e colorare la nuova settimana che si apre.

All'interno dei post sviluppati per Allegra nel blog di Snello si è chiacchierato amabilmente di storia della cucina e degli ingredienti e in questo incontro si è affrontato il tema della cucina mediterranea, divenuta così importante tanto da essere considerata patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, ed una riflessione si impone ovvero senza le contaminazioni gastronomiche che si sono avute nel corso di quasi duemila anni ora sarebbero tempi duri per Alberto da Giussano: il suo menù? Una minestrina di cereali ed erbette spontanee, carne di selvaggina (sperando sia fresca) e del vino torbido. Perchè senza gli scambi ed i commerci non potremmo godere di mais e caffè, di pomodori e cacao e di spezie profumate.



Nel frattempo noi ci divertiamo con questi cake pop un po’ birichini: “travestiti” da dolcetti al primo morso i vostri ospiti scopriranno l’improvvisa sapidità del prosciutto e del parmigiano grattugiato, la croccantezza delle nocciole ed il profumo dell’origano. E la curcuma? Fa bene, grazie ;)


Cake Pop al prosciutto crudo Snello con nocciole e origano e maionese di albumi e curcuma

Ingredienti
130 g di farina, 80 g olio evo, 80 g  di prosciutto crudo, 40 g parmigiano reggiano, 1 uovo, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 80 g di latte, 80 gr di nocciole, pepe nero macinato al momento, 1 cucchiaio di origano secco.

Per la maionese “light”: 2 albumi, 250 ml di olio di semi di soia, 1 limone bio, 1 cucchiaino di senape (se gradito), 1 pizzico di sale, pepe nero macinato al momento, 1 cucchiaino di curcuma.

Procedimento
Accendere il forno a 170°.
Tritare finemente il prosciutto e grattugiare il parmigiano. Tritare le nocciole precedentemente tostate in una padella antiaderente.
In una ciotola unire latte, l’uovo e l’olio, sbattendo bene.
In un’altra ciotola unire la farina setacciata con il lievito, il grana, le nocciole tritate e il prosciutto.
Versare gli ingredienti secchi nella ciotola di quelli umidi, mescolare velocemente e riempire lo stampo in silicone da cale pop.
Infornare e cucinare per 20’ o fino al rigonfiamento di ogni singolo cake all’interno dello dello stampino.
Sfornare, lasciar raffreddare, introdurre in ogni cake pop un bastoncino, adagiarli in piccoli pirottini e servirli con la maionese light.

Ingredienti e procedimento per la maionese light: 2 albumi, 250 g di olio di semi di soia, ½ limone bio, 1 cucchiaino di curcuma, 1 cucchiaino di senape, 1 pizzico di sale ed uno di pepe nero.
In un contenitore cilindrico inserire gli albumi, il succo di limone, la curcuma, la senape, il pizzico di sale e di pepe e con un frullatore ad immersione montare il tutto unendo a filo l’olio. Decorare con le zeste del limone.


"La pizza me la tagli in quattro fette, non penso di riuscire a mangiarne otto": il piatto più buono del mondo diventa light con la bresaola Snello

Carlo Petrini, durante una recente presentazione del suo ultimo libro "Cibo e Libertà" affermò, con veemenza, "che in cucina ci sono troppi uomini". E come non dargli ragione visto che sono le donne che se ne sono sempre occupate ed hanno trasformato un atto di mera sopravvivenza in un atto d'amore?

E questo vale anche per la pizza! Perché mentre gli uomini partivano in gruppi più o meno numerosi a caccia di mammut e tigri del bengala le donne si occupavano di cose serie ovvero del sostentamento dei componenti della comunità, che non erano in grado di farlo direttamente, come i bimbi e le persone più anziane. La necessità era di avere cibo facilmente accessibile e questo si poteva ottenere solo grazie alla coltivazione e all'allevamento; la conclusione è ovvia: se non ci fossero state le donne a scoprire le incredibili qualità nutrizionali dei cereali ora non saremo qui a godere di uno dei piatti più buoni del mondo, la pizza appunto.

Questa settimana quindi si parla di cereali, della loro storia e di quanto furono importanti per l'accrescimento della popolazione, dal 10.000 a.C. in poi, e della loro successiva conservazione, come fecero gli antichi romani con la rivoluzionaria tecnica di stoccaggio e distribuzione chiamata "Annona". Non meno rivoluzionaria fu la capacità, ovviamente tutta femminile, di trasformare i chicchi in cibo e bevanda (come la birra, per esempio) e quindi, da una massaia etrusca al cibo di strada il passo è stato davvero breve.


Nel blog di Allegra quindi non perdetevi un po' di storia dei cerali (e della pizza) e naturalmente la ricetta, che vede la bresaola Snello diventare l'ingrediente principe per una pizza croccante e profumata con limone e pepe nero macinato al momento.

Buona lettura e buon appetito!

Insalata di radicchio tardivo con julienne di prosciuttino Snello e tapenade agli agrumi. E un po' di storia della "Rosa d'inverno"

Giuseppe Maffioli, gastronomo appassionato di origine padovana ma trasferitosi fin da bimbo nel trevigiano, affermava che il radicchio tardivo, un'indivia belga creata dal botanico Van den Borre e successivamente incrociata con alcune specie di radicchi veneti, era l'espressione "dell'antica anima veneta, dalle ancestrali osservanze religiose, dal profondo rigore morale, dalle speranze rivolte ai cieli, sino alla delicata contemplazione della natura ed al gusto di aderirvi serenamente con una semplicità assoluta che diviene raffinato uso delle gioia che essa propone saggiamente ed onestamente ai sensi. Punta verso l'alto ma si nutre dei succhi più profondi e completi".


Il radicchio tardivo che "fiorisce" sulle nostre tavole in inverno risale a poco più di un secolo fa quando Francesco Van der Borre fece conoscere ai contadini trevigiani la tecnica dell'imbianchimento, un rituale che, grazie alla mano dell'uomo, alla terra, al buio e all'acqua pura di sorgente (e il territorio trevigiano è ricco di corsi d'acqua), trasforma un anatroccolo in un cigno. Se volete conoscere le tecniche dell'imbianchimento, leggete qui.

Oggi ve lo presento in una ricetta light, giusta giusta per l'inizio del nuovo anno con gusto e per decantare gli inevitabili eccessi gastronomici delle recenti festività, un'insalata di radicchio tardivo con julienne di prosciuttino Snello e tapenade agli agrumi.


Buona lettura!

Cucina pop o rock? No, rap! Con i cavatelli Senatore Cappelli e la dadolata di Prosciutto Mondosnello, radicchio Tardivo di Treviso e le noci salvacuore

Oggi la ricetta ve la voglio raccontare con un rap napoletano, Mondosnello e il mangiare sano.
Metti i cavatelli del senatore Cappelli, yo!! Non ci sono solo quelli, ma puoi dire che almeno son  buoni e in pentola cucinati, per la ricetta di Rovagnati.
Omega 3, Omegame, Omega quanti ce n’è?
Metti le noci, il radicchio di Treviso, è poi c’è l’acqua che viene dal Monviso, cuoci la pasta, condiscila e qualcosa manca!
Certo la pasta vuole la sua sapidità e allora Mondosnello cottoAcubetti, mettimetti a volontà.
Si avvicina il Natale, lui fa rap da tanti anni, altro che febbre “man”, se l’ascolti caccia i malanni.
Clementino suona come un buon vino, un mandarino, nu cotechino, un prosciutto col panino!! 
Buon appetito, sulla guancia come un disco gira è il dito perché il piatto "fra" è troppo squisito !!!
Leggi la ricetta e stai a sentì la la lalala lacucinadi di di lacucinadiqb!!


Niente da fare, quest'anno la musica che mi suona nella mente è tutt'altro che natalizia per cui lascio la parola anzi, le note, alle mie ricette e con esse ascolterete i crescendo che sapranno dare i cavatelli di Mangiare Matera, il tardivo di Treviso, le noci della Fondazione Veronesi, tutti uniti nella direzione dalla dadolata del prosciuttino Mondosnello.



Ma se volete ascoltare un bel rap non dovreste perdervi Clementino!
Buon appetito (qui la ricetta) e buon ascolto ;)

"Porci con le ali" ovvero la storia lieve sul maiale e dei grissini di pasta phillo profumata alla senape con prosciutto crudo Mondosnello

Continua il viaggio nel mondo delle verità e delle credenze legate alla figura del maiale, da sempre presenza importante nell'economia e nella vita dei contadini e non solo.
Per il blog di Allegra di Mondosnello, questa settimana, il racconto si tinge di avventura e suspance!


Dovete sapere che la Serenissima, inventrice del turismo religioso, considerava di assoluta importanza che le spoglie del suo santo più importante, San Marco appunto, ritornassero in Laguna ed il Gran Consiglio incaricò due mercanti, Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, di portare a termine la missione. Questi ultimi avevano saputo dal monaco Staurazio e dal prete Teodoro che il Santuario dedicato al Santo, presente ad Alessandria e della quale era protettore, sarebbe andato presto distrutto: il governatore arabo di quella città, infatti, aveva bisogno dei pregiati marmi per costruire il suo palazzo.

I due mercanti vinsero le ritrosie dei religiosi, che temevano per la loro vita, e sostituirono le spoglie di un’altra santa martire, Santa Claudia, con quelle dell’evangelista, celando quest’ultimo in cesti di vimini carichi di foglie di verza e di carne di maiale (ingredienti di una famosa ricetta veneziana).
I soldati a guardia della dogana, nauseati alla vista e all’odore delle carni suine, fecero transitare il prezioso carico senza controllarlo e nel marzo dell’828 le spoglie del Santo vennero accolte a Rialto dal Doge Giustiniano Particiaco. 
Le reliquie in seguito furono collocate nella bellissima Basilica che milioni di turisti visitano ogni anno.


Il piatto di oggi, quindi, è un piatto “celato” ed ispirato al Burek, una sorta di torta salata di pasta phillo, farcita ed arrotolata su sé stessa, tipica dei paesi balcanici: all’interno sottili fette di prosciutto crudo Snello profumato con senape e miele, per dei grissini gustosi e leggeri.


Buona lettura e buona ricetta!

Panino "Mondosnello" con pollo al forno, pane di Matera Igp, Asiago Dop e cime di rapa

"I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca." Epicuro, Lettera a Meneceo, IV-III sec. a.e.c.

Quando si fa riferimento alla saggezza degli antichi ci si dimentica, il più delle volte, che questa spesso è la capacità di eliminare dalla propria quotidianità tutte le infrastrutture che spostano il mirino dalle cosiddette "semplici" ma nella cui semplicità vive l'essenzialità. Come il pane. Quello buono, intendo.


Oggi, nel blog di Allegra si parlerà proprio di questo ovvero di Matera e del suo Pane unico ed inimitabile che, già protagonista  di suo, sa divenire un'ottima spalla per  un saporito e leggero Pollo al forno Mondosnello, così da trasformare il panino in un'esperienza goumet, grazie anche alla presenza delle cime di rapa e dell'Asiago dop.


Buona lettura e buon appetito!

Seadas di Prosciutto cotto Mondosnello al cumino con salsa piccante alle arachidi: perché il maiale vale tanto oro quanto pesa


Nelle campagne venete la macellazione a domicilio del maiale diventava rito rurale, momento di gran lavoro e di festa, di lacrime versate per l’amico che curato ed allevato per mesi diventava poi ingrediente principale di moltissimi piatti. Come ben racconta l’emozionate e drammatico film di Ermanno Olmi, “L’albero degli zoccoli” nei tempi andati in cui i tabarri (gli ampi mantelli che proteggettevano  dal freddo) fendevano le nebbie di una campagna trascurata e tradita per l’illusione di un benessere a portata di tutti, figlia di un effimero boom economico.

Il maiale, o mas-cio nelle campagne venete, veniva macellato in un arco temporale ben definito, tra la seconda settimana di dicembre e il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, detto anche Sant’Antonio del porco: si trattava di una data fondamentale per il sostentamento familiare in quanto si potevano iniziare a consumare gli insaccati nuovi, visto che di quelli preparati l’anno precedente non rimaneva che il ricordo.


Nel blog di Allegra continua il racconto dedicato ad un rito antico e di fondamentale importanza per l'economia di tanti territori mentre qui troverete anche una nuova ricetta, ispirata alla cucina sarda e resa ancora più intesa da una salsina soprendentemente golosa quanto facile da preparare.

Buona lettura :)

Soufflè di pollo MondoSnello profumato al rosmarino con noci ed asiago stravecchio: un piatto bello e buono che racconta la storia della Gallina Padovana

"Le donne di Padova guardano dietro ai vetri
le donne di Padova non hanno mai segreti 
le donne di Padova non è un luogo comune 
che sotto il vestito nascondono le piume."

Anche i cantautori, tra le rime baciate, sanno che a Padova esiste una gallina, anzi, una Gallina che un re contadino, Casimiro III, considerava davvero preziosa tanto che la faceva scorazzare tranquillamente tra i regali giardini.
Venne portata a Padova da un altro personaggio alquanto eccentrico, Dondi dell'Orologio,     che ebbe qualche difficoltà a rinchiuderla in un pollaio. Del resto, era la Gallina da compagnia di un re!

Nel blog di Allegra questa settimana vi racconterò la sua storia e di come è finita in un profumatissimo soufflè ricco anche di Omega3, grazie alle proprietà nutritive delle noci.

Vi auguro una buona lettura e una buona cottura!