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"Venezia Pubblicata", conferenza itinerante sulla passione, sugli orti e sui delitti



Venezia Pubblicata è un'idea nata da tre scrittori veneziani e organizzata da Storic@mente per stimolare la conoscenza di una Venezia lontana dal turismo di massa e più attenta a un turismo culturale. 

Per questo motivo si è pensato di organizzare tre conferenze itineranti basate su tre libri: 
“Emozioni Veneziane” autrice Anna Castelli
“Il quaderno degli orti veneziani. Itinerari verdi di una Venezia nascosta” autrice Elisabetta Tiveron
“Venezia Criminale: misteri e delitti del Settecento” autore Davide Busato

Ogni autore accompagnerà i partecipanti tra i dedali delle calli facendo tappa nei luoghi descritti all’interno del proprio libro, raccontando le curiosità e gli aneddoti che lo hanno spinto a narrare di quel tema.
L'iniziativa, totalmente gratuita e organizzata da Storic@mente, vuole sensibilizzare la lettura e approfondire la conoscenza del territorio. I temi scelti sono la passione, gli orti e i crimini a Venezia.

I partecipanti potranno anche prenotare una cena con un menu tipico veneziano all'Osteria Ruga Rialto (per prenotare chiamare l'osteria allo 041-5211243)

Gli orari sono i seguenti:
Itinerario sulla passione
16:00 partenza da Campo San Polo
17:00 arrivo a Rialto all'Osteria Ruga Rialto 
Itinerario sugli orti
18:00 partenza da Rialto chiesa San Giacometto 
19:00 ritorno a Rialto all'Osteria Ruga Rialto 

Ore 20:00 Cena all'Osteria Ruga Rialto (a pagamento e solo su prenotazione)
Itinerario sui delitti
21:00 partenza da Rialto Osteria Ruga Rialto
22:00 arrivo presso Piazzale Roma
Al termine, su prenotazione, possibilità di spuntino a pagamento (risotto+prosecco) al Casin dei Nobili, Salizada San Pantalon

Per prenotare gli itinerari contattare davide.busato75@gmail.com o telefonare al 3463005698

Insalata liquida di gentile al lime con baccalà e capperi fritti e un giro per gli orti veneziani

"Si narra che il patrizio Nicolò Lion, aggravato da fiera malattia desiderò tanto mangiare della lattuga che vista l'ora tarda arrivò dall'orto dei frati di Santa Maria Gloriosa. In poco tempo guarì grazie a questa singolare medicina e, in segno di gratitudine, fece erigere a fianco dell'orto una chiesa, oltre ad un piccolo monastero, che venne chiamata di "San Nicolò" o di "San Nicoletto della Lattuga".

Quello che non viene subito in mente, quando si passeggia per Venezia, è che dietro al susseguirsi interrotto di facciate di palazzi, di fondamenta, di calli, di ponti, in sintesi, di pietre, è che la città più bella del mondo è piena di alberi, di giardini, di orti. Anche se non si vedono. Infatti è dall'alto che si scopre quanto è verde Venezia, fin dall'arrivo alla stazione di Santa Lucia, dove adiacente al convento dei Carmelitani Scalzi c'è ben mezzo ettaro adibito ad orto e frutteto.


Ogni ordine religioso aveva in laguna orti che servivano per il sostentamento dei fratelli e delle sorelle ma molti possedimenti economicamente importanti erano nella terraferma, oltre agli allevamenti. Da Campalto, per esempio, partivano le "donne del latte" ovvero delle contadine che portavano ogni giorno all'alba, via mare, il latte necessario alla città. Si racconta che in una stanza a piano terra di un'osteria, "l'Antica Adelaide", ci fosse una stanza a loro dedicata nella quale si rifocillavano e riposavano prima di ripartire per la terraferma. La voce del popolo racconta che a fianco a quella stanza ce ne fosse un'altra, dove si rifocillavano e riposavano i prelati dell'isola....

La maggior parte degli ortaggi venivano, ed arrivano tutt'ora, dall'isola di Sant'Erasmo, appena un po' più piccola dell'isola di Venezia, che grazie al microclima della laguna caratterizza i propri ortaggi, come zucchine, melanzane, lattughe e primizie, come le mitiche "castraure" o carciofi violetti di Sant'Erasmo (già presidio Slow Food), con un sapore salmastro, davvero unico e goloso.

Un altro orto veneziano davvero suggestivo è quello nell'isola della Giudecca, dove ora trova dimora il Carcere femminile ricavato dall'ex convento delle Convertite: le detenute si occupano di lavorare i 6000 mq dell'orto medesimo con metodi biologici ed i prodotti vengono venduti all'esterno una volta alla settimana.



Prima di ingolosirvi con questa insalata "liquida", come la città di Venezia, vi tento ulteriormente con l'idea di una visita agli orti veneziani seguendo una guida d'eccezione, ovvero il "Quaderno degli Orti Veneziani" scritto da una mia carissima amica veneziana doc, Elisabetta Tiveron, con la quale abbiamo già organizzato delle visite meno "verdi" ma ugualmente golose ovvero quelle dei giri per bacari e cicheti (e ombre, of course :)



Insalata liquida di gentile al lime con baccalà e capperi fritti

Ingredienti (per 4 persone)
1 cespo di insalata gentile, 200 gr di baccalà ammollato, ½ litro di latte, 1 foglia di alloro, 2 bacche di ginepro, 1 lime, 1 scalogno, 1 cucchiaio di gherigli di noci o 1 cucchiaio di noci tonde, 2 cucchiaio di capperi sotto sale, 1 rametto di timo fresco, sale in fiocchi e pepe monk.

Procedimento
Cucinare il baccalà ammollato nel latte con ½ foglia di alloro e il ginepro per circa 20’. Scolare, abbattere e spezzettarlo grossolanamente con le mani. Condirlo con un filo di olio evo e le foglioline di timo, regolare di sale. Mettere da parte.
Lavare i capperi dal sale di conservazione e friggerli in un po’ di olio evo. Asciugare in carta casa e mettere da parte.
Lavare l’insalata e sbollentarla per 1 minuto in acqua salata, raffreddarla immediatamente in poca acqua fredda gelata acidulata con il succo del lime, strizzarla e frullarla con un po’ dell’acqua usata per raffreddarla. Emulsionare con un filo di olio evo e regolare di sale.

Comporre il piatto versando all’interno di una ciotola o di un piatto (meglio sarebbe a cappello di prete) mezzo mestolo di zuppa di insalata e posizionare al centro del piatto il baccalà, qualche cappero e qualche petalo colorato di fiori eduli. Potete renderla appena più croccante con un po' di semi tritati (appunto noci o nocciole) che potere preferire gustando la vostra insalata liquida: se dovesse essere un po' amara puntate sulle nocciole viceversa sulle noci.
Terminare con una macinata di pepe monk.


Ehm, forse sono andata un po' fuori tema rispetto al tema proposto da Leo per l'Mtchallenge del mese di giugno. Può bastare sapere che a Venezia c'è un bellissimo hotel a tre stelle che si chiama "Belle Epoque"? ;)

Prove di Burek per la Cena Balcanica di Elisabetta


Nelle ultime settimane la mia cucina è stata piuttosto nomade. Ieri addirittura accompagnata da un fantastico duo acustico, colonna sonora per una golosa chiacchierata sul cioccolato e la sua curiosa storia.

Bisogna prendere fiato, per riordinare gli appunti e le idee, definire progetti, materializzare sogni. Così, stamattina, con Elisabetta ci siamo prese il tempo di imparare (io!) e di cucinare (lei!) un piatto che viene da molto lontano: il Burek.

Blogger di Natale per il Corriere del Veneto

























Bello sfogliare il Corriere della Sera e, nella sezione centrale dedicata al Veneto, trovarsi in "buona" compagnia di amiche blogger per raccontare un menù 2.0 dedicato ad un Natale all'insegna dei colori e della fantasia.

Chiara Bertazzolo, ispirata da una web-intuizione, quest'anno ha deciso di entrare nelle nostre cucine "virtuali" e con golosa curiosità racconta alcuni dei piatti che abbiamo proposto da condividere con i nostri cari, nella giornata dedicata per eccellenza alla famiglia.

Il Saor di finocchi e radicchio di Treviso di Elisabetta, Bucce di patate insaporite con la crosta di grana grattugiata e un tocco di paprika per Barbara, Tartare di capesante ai frutti della passione e zenzero proposta da Lucia, i Biscotti di meringa al nero di seppia e baccalà di Patricia e lo Zabaione al Barolo Chinato di Valentina.
E le mie ricette? Beh, le sono piaciute molto la ricetta della Crostata di Zucca Speziata con noci e datteri e le Crepe di lenticchie e cotechino con fonduta di caprino, che sono piaciute anche all'Accademia della Cucina Italiana!

E voi? Cosa cucinerete per il vostro Natale 2.0? ;)

Una domenica tra i profumi del Medioriente

Non solo tra i profumi ma anche tra i colori, i sapori, le risate, i sorrisi, le chiacchiere, le battute, un po' di gossip "culinario" e tanta, tanta allegria.

Grazie di cuore alla sempre squisita ospitalità di Carola ed alla simpatia di Elisabetta, che ci ha preparato, insegnandoci passo passo, i piatti che raccontano dell'amore di altre donne. Amore per la cucina, amore per i propri cari, amore per la propria terra perché cucinare è un atto d'amore, anche verso sé stessi.

E durante la domenica appena trascorsa mi sono voluta davvero tanto bene, tra la pita, il tabbouleh, l'hummus di ceci, il labna (un formaggio di yogurt strepitoso, già messo in opera e che sta riposando in frigo), il soomsoom (golosissimo croccante di sesamo e miele) ed un profumatissimo riso al latte.

Grazie ancora a tutte voi, care amiche, ed al prossimo gineceo culinario!