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Sempre più rosa i futuri manager del vino


Un terzo degli allievi della terza edizione del corso executive di alta formazione in Gestione delle Aziende Vitivinicole del CUOA è donna. I partecipanti provengo in prevalenza dal Veneto, ma cresce la presenza di allievi del centro-sud.

I futuri manager del vino sono sempre più rosa. La terza edizione del corso executive di alta formazione in Gestione delle Aziende Vitivinicole del CUOA vede, infatti, la presenza di un terzo di allievi donna. Un dato che conferma la tendenza di questi ultimi anni e registrata da Coldiretti in un’indagine del 2012: in Italia un’impresa agricola su tre è guidata da un management al femminile.

Il 78% dei partecipanti al corso CUOA è veneto, ma si segnala l’aumento di allievi provenienti da importanti regioni del centro-sud a vocazione vitivinicola (Lazio e Sicilia). L’età media è di 40 anni, con un 33% tra i 25 e i 35 anni e una formazione universitaria in prevalenza economica. Il 56% dei partecipanti ha meno di 3 anni di esperienza in azienda, a dimostrazione che il corso executive viene ritenuto un importante investimento per la crescita professionale.

Il corso, progettato dalla Fondazione CUOA e dall'Accademia Italiana della Vite e del Vino, con la partnership di Veronafiere e Unione Italiana Vini, è partito il 29 novembre. Da questa edizione diventa formazione base per poter conseguire il diploma di Executive Master in Wine Business Managament, un nuovo progetto formativo del CUOA che offre ai professionisti del settore del vino gli strumenti per interpretare ed operare in uno scenario internazionale.

Il Corso di Alta Formazione in Gestione delle Aziende Vitivinicole affronta temi quali strategia e marketing per il settore vitivinicolo, sistema contabile e controllo di gestione, efficientamento dei processi produttivi, logistica, legislazione vitivinicola, caratteristiche colturali ed enologiche dei principali vitigni italici e internazionali. La durata è di 8 mesi, per un totale di 236 ore di lezione (il venerdì dalle 9.00 alle 17.00 e il sabato dalle 9.00 alle 14.00). Sono previste lezioni d’aula, testimonianze di imprenditori, studio di casi aziendali e visite in azienda, con un approccio didattico che punta ad uno stretto legame fra teoria manageriale e pratica concreta.

La frequenza del corso in Gestione delle Aziende Vitivinicole apre la possibilità agli allievi di conseguire l’Executive Master Wine Business Managament. Sono previsti 4 percorsi a scelta (di 80 ore ciascuno) tra Marketing nel settore vitivinicolo, Internazionalizzazione delle aziende Vitivinicole, Winery E-Commerce, Wine Event Management. Per conseguire il diploma Executive Master Wine Business Managament sono, inoltre, richieste la frequenza di corsi per lo sviluppo di abilità manageriali (40 ore) e la redazione di un Project Work finale. Il programma può essere costruito a scelta da ogni allievo attraverso una diversa combinazione dei percorsi obbligatori nel corso di 3 anni.

L’Executive Master Wine Business Managament del CUOA mira a formare figure professionali qualificate e in grado di operare in un mercato del vino altamente competitivo. Negli ultimi anni, infatti, i tradizionali produttori europei hanno visto l’ingresso di nuovi player quali Australia, Stati Uniti, Cile, Argentina, Sudafrica, Nuova Zelanda, la cui offerta produttiva, meno complessa sotto l’aspetto organolettico, è di più facile riconoscibilità per il consumatore. L’obiettivo è, quindi, offrire a imprenditori, manager e professionisti efficaci strumenti di gestione dell’impresa vitivinicola e di valorizzazione di un prodotto di qualità nel suo legame con il territorio.



"Oggi le gonne diventano sempre più corte e le scollature sempre più profonde: dobbiamo soltanto aspettare che s'incontrino."


C'è una cosa che un analista finanziario non guarderà mai con attenzione ovvero la lunghezza delle gonne che le donne indossano. A meno che non possegga azioni di una specifica casa di moda, ovviamente.
Eppure, negli anni, più di qualcuno si è cimentato in quest'analisi cercando di anticipare flussi ed indici anche se, diciamocelo, "l'economia dipende dagli economisti quanto il tempo dipende dai meteorologi"! In sintesi: quando le cose vanno bene le gonne si accorciano e quando vanno male le gonne si allungano.

Non me lo sono sognato di notte! Desmon Morris, uno zoologo inglese che studia gli uomini come se fossero dei primati, qualche anno fa analizzò nel suo "L'uomo ed i suoi gesti" quanto l'andamento dell'indice della borsa fosse strettamente legato all'andamento dell'orlo delle gonne, fenomeno già conosciuto come “hemline theory” ovvero “teoria dell’orlo”.


Agli inizi del '900 le donne si tolsero busti e bustini, sottogonne e crinoline, si tagliarono i capelli "alla maschietta" ed accorciarono incredibilmente le gonne che iniziarono a far intravedere il ginocchio. Non più tardi di qualche anno prima la moda imponeva che non solo le caviglie femminili ma anche le gambe dei tavoli, così sinuosamente barocche, venissero coperte per non far cadere in tentazione gli uomini. O i mobilieri, a seconda.
Subito dopo la crisi del '29 le gonne iniziarono ad allungarsi e negli anni '40 comparvero per la prima volta le donne in pantaloni, chiamate a sostituire in fabbrica gli uomini occupati al fronte. Da quel momento le gonne tornarono al ginocchio non perché si sguazzasse nell'oro ma perché la seconda guerra mondiale necessitava di cannoni e carri armati, richieste che avevano fatto crescere l'economia bellica, appunto.

Gli uomini tornarono dal fronte e le donne vennero ricacciate in casa  con le gonne e le sottogonne (anche se il pantalone sarà un capo che verrà sempre più indossato) e dalle macerie di un'Europa distrutta si ricominciò, faticosamente, a ricostruire. 
Sono i prodromi della "boom economy".


Negli anni '60 le gonne iniziano ad accorciarsi e Mary Quant a colpi di forbice crea modelli che, abbinati con stivali in vernice ed i primi collant, ogni donna inizia ad indossare. Tanto che gli stilisti inglesi cercarono a più riprese di allungare l'orlo delle gonne (e di dare un'impulso all'industria tessile), senza esito. La gonna corta non era solo un capo di abbigliamento ma anche il simbolo di una rivoluzione silenziosa: dall'orlo corto al reggiseno bruciato durante le manifestazioni per la rivendicazioni dei propri diritti il passo breve.
Ma agli uomini la pace evidentemente fa venire l'orticaria per cui con la guerra del Vietnam e la successiva grave crisi energetica ed economica le gonne tornarono ad allungarsi così tanto da coprire interamente le gambe.
Con gli anni '80 e l'ubriacatura della finanza che ci ha fatto vivere tutti al di sopra delle proprie possibilità le gonne si sono accorciate ed allungate più per far diventare fuori moda quanto traboccava nei nostri armadi che per effettive aderenze scientifiche.

E dopo quattro anni di crisi profonda? Beh, siamo in mutande: da due anni a questa parte la moda impone short sia in estate che in inverno che vengono indossati stratificando tshirt all'ombelico anni '90 e maglioni oversize anni '70 non perchè sia in atto una sorta di anarchia dell'eleganza (e delle analisi economiche) ma perchè si sono fatte le pulizie di primavera in armadi, cassetti, bauli e scatoloni per scoprire le decine e decine di capi ancora in buono stato che qualche guru aveva definito fuori moda. 

In tempi di crisi, dunque, indossare quello che ci piace, che ci diverte, che ci fa sentire bene, mescolando e contaminando tessuti, stili, colori non è "essere fuori moda" ma "essere vintage".
Ma questa è un'altra storia :)


Una zuppa che in tempi di crisi diventa vintage e piatto unico con l'apporto proteico delle lenticchie e anche un po' contaminata con il profumo ed il colore del curry.


Vellutata al curry con carote e lenticchie

Ingredienti
500 gr di carote, 200 gr lenticchie, 2 scalogni, 1 costa di sedano, brodo vegetale, 1 cucchiaio di curry, olio evo, panna acida se gradita, sale, pepe nero macinato al momento.


Procedimento
Le lenticchie, legume che bisognerebbe imparare a sdoganare dal ruolo di co-primario sulle nostre tavole durante la notte di San Silvestro, solitamente non ha bisogno dell'ammollo preventivo per essere consumato e ciò consente di poter preparare questa vellutata anche all'ultimo momento (qui il link di un presidio di lenticchia abruzzese, di Santo Stefano di Sessanio, davvero notevole)

Tagliare sottilmente lo scalogno, farlo appassire con un filo d'olio evo in un tegame di rame, unire il sedano in dadolada e dopo qualche minuto le carote mondate e tagliate a tocchetti. Rosolare qualche minuto per far insaporire, coprire con il brodo vegetale e cucinare per circa 30'. 
Con il mixer frullare le carote, unire le lenticchie e il curry, regolare di sale e di brodo vegetale e continuare la cottura per altri 20'.
Servire con un po' di panna acida (o panna acidulata con qualche goccia di succo di limone), una macinata di pepe nero e un po' di pane toscano (quindi poco sapido) precedentemente tostato.

°Se Dio avesse voluto che ragionassimo con l'utero, perché ci ha dato il cervello?" Clare Boothe Luce


Abbastanza sgamati nei confronti della commerciale "Festa della Donna" e sufficientemente lontani dalla commercialissima "Festa della Mamma" si può parlare della "condizione femminile" senza cadere nel trito e ritrito del già detto e nel vetero post femminismo. Con un sorriso, anche se un po' amaro.

Spaghetti, pollo, farfalline e una tazzina di caffè...


E anche perchésanremoèsanremo è finito.
Non l'ho visto, c'è gente che lavora anche la sera alla faccia della tiritera sull'articolo 18, e mi sono limitata a seguirlo attraverso i twitt, le conferenze stampa postate nei siti di varie testate giornalistiche, gli articoli di cronaca e i commenti degli addetti ai lavori.
Celentano che sermona provando a scrivere un nuovo - e milionario - vangelo apocrifo, farfalle che pur di vivere un giorno in più si alleano con le passere, turpiloquio inserito in un contesto comico triste e stanco.
E giù fiumi di inchiostro su questi fatti che stranamente diventa invisibile nella settimana in cui un ex -fortunamente - ministro della Repubblica ha dichiarato che due donne che si baciano sono schifose, che una ragazza è stata violentata in una maniera brutale ed abbandonata come un pallore sgonfio, che siamo tecnicamente in recessione, che una donna su due non lavora.
Per fortuna che il podio del festival della canzone italiana era tutto rosa! 
The show must go on.