Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Aveva sguardo delicato e mani intelligenti. Giovanni Soriano. E un'idea da mettere nel cestino da picnic.


Avevo preparato un post un po' spiritoso per oggi, legato al fatto che nella primavera più calda che si ricordi dal 1880 gli unici giorni in cui l'emergenza siccità non farà parlare di sè, con tanto di servizi tra il serio ed il faceto - espressioni di un giornalismo televisivo nel quale sguazzano Tg1, Studio Aperto e Rete4 - sono appunto quelli che caratterizzeranno le vacanze pasquali 2012.
La nuvoletta di Fantozzi, o degli Addams, che sembra seguire le sorti di questo paese da quando i movimenti risorgimentali scaldarono i cuori e le piazze, non ci abbandonerà.

Le ricette dei corsi :Tajine di coniglio agli agrumi e couscous con capperi e olive taggiasche


Nuova serata dedicata ai corsi di cucina e nuova ricetta preparata in un clima di serena armonia. 
Qualche tempo fa venni contattata da Cristina, proprietaria con il marito del negozio Ortofrutta Paganini, a Trevignano, nel trevigiano. Voce allegra e squillante, idee chiare e soprattutto una grandissima passione per la cucina. "Ti seguo da un po' e mi piacerebbe che tu facessi una lezione qui da noi." 
Mi raccontò di un'esperienza vissuta con degli amici che la divertì molto ovvero trascorrere il pomeriggio a cucinare insieme e coinvolgere poi i rispettivi compagni e familiari per condividere quanto cucinato.

Barbera e Champagne. Per uno sconosciuto di nome Patrick.


"Cosa stai preparando?"
"Un piatto un po' particolare...."
"Mmmmm, si festeggia qualcosa?"
"Beh... un po' si.."
"Non cominciare con la donna del mistero come quella volta del baccalà!"
"Tutto e subito! Invece bisogna imparare la bellezza della lentezza..."
"Cos'è, una nuova rubrica? "Lo zen e l'arte della manutenzione delle padelle". Intanto non ho ancora capito cosa intendi festeggiare."
"Una persona preziosa. Un uomo. In effetti sto pensando a lui da un paio di giorni..."
"COME UN UOMO?! Ho bisogno di una sedia. E lo conosco?"
"Non saprei, veramente non lo conosco neppure io."

"Gradisce un coniglio?" "Solo un pizzico..." "Non vuole prima un coniglio?"

Brutta aria, in giro.

Tanti brutti musi, tanti brutti pensieri, tante brutte azioni. Verrebbe voglia di mettersi un cappuccio in testa, un paio di occhiali a specchio e premere per bene le mani in tasca.

Il mondo sembra diviso in due ed io molto spesso finisco nella parte di quelli che girano con i cani e lasciano le loro cacche ovunque. Difficile evitarle tutte.

E nonostante ciò sento che bisogna camminare facendosi baciare il volto dalla brezza, magari dalla pioggia, sicuramente dal sorriso di un bimbo nel suo passeggino o dallo sguardo carico di speranze sotto delle sopracciglia grigie e cispose di un giovanotto d'altri tempi.

A camminare a testa bassa, dunque, rischio di perdermi un mondo che è il sole della quotidianità e proprio per questo tesoro di immenso "calore". Pesterò qualche cacca? Pazienza. Mi consolerò con la buona tavola e la buona compagnia.

Cocotte di coniglio in canevera e funghi porcini

Ingredienti
1 coniglio di circa 1 kg (preferibilmente di allevamento non coatto), 600 gr di funghi porcini puliti, 3 scalogni, 1 spicchio d'aglio, 1, cipolla, 1 foglia d'alloro, una mela granny smith, 1 arancia, una stecca di cannella, 3 grani di pepe nero, 3 grani di ginepro, chiodi di garofano, un pizzico di peperoncino, 2 uova, 1 bicchiere di panna da cucina, 1 rami di timo fresco, sale e pepe macinato al momento, olio evo.

Procedimento
Cucinare il coniglio in canevera (la ricetta la trovate qui) e lasciarlo raffreddare. Ottenerne circa 600 gr di carne che verrà tritata con il coltello.
Pulire con un panno umido di funghi, tagliarli a tocchetti regolari e saltarli con uno spicchio d'aglio per circa 15 minuti. Regolare di sale e tritarli appena un po', della medesima dimensione della carne di coniglio.
Tagliare sottilmente gli scaloghi e farli appassire per qualche minuti con un cucchiaio d'olio evo.
In una ciotola unire il coniglio, i funghi, lo scalogno, le uova sbattute con la panna e le foglioline fresche dei rametti di timo. Un pizzico di peperoncino. Regolare di sale.

Riempire per 2/3 delle cocotte di porcellana e cucinare a bagnomaria per circa 1' a 170°.
Buon ottobre :)