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Sformatino di Stracchino alle erbe aromatiche e salsa di pere senapate. Per continuare a stra-biliare con Formaggi in Villa



La ricetta di oggi è dedicata al formaggio, ad uno stracchino dalla qualità indubbiamente superiore a molti altri che ho provato, e che si trovano in commercio, caratterizzato da una delicatezza e da una dolcezza tali da consentire una declinazione anche in versione dolce, come in questa ricetta.

A Formaggi in Villa, con il Caseificio Castellan, è stato organizzato un piccolo evento dove al pubblico presente sono stati fatti assaggiare in purezza alcuni dei prodotti del caseificio abbinati alle birre del "Birrone" altro produttore veneto pluripremiato nel corso degli ultimi anni. Il pubblico in sala ha assistito ad un incontro di saperi e sapori del territorio, di esperienze e passioni locali, di nicchie.
Si tratta infatti di prodotti che poco hanno a che fare con il frullatore mediatico nel quale si inseriscono alcuni prodotti, dalla quantomeno nebulosa reputazione, e ne riescono con immagini sfocate in tonalità  beige, caratteri dal font poco aggressivo, sorrisi paffuti e manine birichine, offerti da mamme sempre giovani e sempre dedite alla famiglia.

Nel caso di questi due produttori, invece, si ha a che fare con delle famiglie, delle persone che mettono la faccia in ogni singolo prodotto, che sono alla perenne ricerca della qualità senza rincorrere i grandi numeri (che comunque arrivano da soli perché quando uno è bravo c'è poco da fare), che amano sperimentare e sorridere, anche di sè stessi.

Tre sono state le birre che Annamaria Miotti, giovane e preparata sommelier Ais, ha proposto in abbinamento con tre dei formaggi Castellan: Heaven, una bianca speziata per il Biancone, Cibus (meravigliosa) con un formaggio di capra, un esperimento a km zero grazie al latte incredibilmente aromatico che un allevatore vicino ottiene grazie all'orzo inserito nell'alimentazione delle caprette e Punto G, una brock ambrata abbinata allo stracchino e, nello specifico, al dessert.
Un appagamento a tutto tondo, quindi, per palati diversi ed esigenti.

La ricetta proposta oggi, quindi, vede il famoso proverbio "Al contadino non far sapere quanto buono è il formaggio con le pere" declinato in un piatto elegante e delicato, che saprà piacevolmente stupirvi grazie al tocco gentile delle spezie.


Sformatino di Stracchino alle erbe aromatiche con salsa di pere senapate

Ingredienti (per 6 sformatini)
250 g di stracchino Castellan
250 g di panna fresca
3 albumi bio
timo, finocchietto, santoreggia, maggiorana
1 cucchiaino di liquirizia in polvere
2 pere Abate
1 scalogno
20 g di burro
2 cucchiai di vino passito
1 cucchiaio di senape
sale
pepe nero lungo

Preparazione
Lavare e pulire le erbe aromatiche, tritarle finemente trattenendo qualche fogliolina di timo o di finocchiertto per la decorazione.
In una terrina lavorare lo stracchino con una frusta, unire la panna, gli albumi, il trito aromatico, la liquirizia in polvere fino ad ottenere una crema morbida e senza grumi.
Versare il composto in tre stampini da budino o cocotte leggermente oliati all’interno, coprire la superficie con un foglio di carta forno leggermente oliato e del diametro della cocotte e cucinare il tutto a vapore per circa 30’ o fino a quando il composto si sarà rappreso.
Far raffreddare.
Tritare lo scalogno, farlo appassire in una casseruola con il burro, unire le pere tagliate in dadolata, far cuocere a fuoco medio per qualche minuto, unire il vino, sfumare e terminare la cottura. Unire la senape, frullare il tutto e passare al colino.
Impiattare usando un piatto a cappello di prete: versare un po’ di salsa a specchio, adagiare il budino, decorare con le foglioline aromatiche messe da parte, una macinata di pepe nero lungo e una cialdina di pane al pistacchio o una sfoglia di pane carasau.

Il Khorasan di Altamura: fettuccine Santa Candida con piccola caponata, cioccolato criollo e cristalli di sale rosa


Mi sono sempre domandata da dove potesse nascere il fascino del "Kamut", nome di fantasia e marchio registrato di una specie di grano proveniente dall'Anatolia, il Khorasan (Triticum turgidum subsp. turanicum), da sempre coltivato nel bacino del Mediterraneo e in Italia, assieme al Sagarolla ed al Senatore Cappelli. Fino agli anni '60.

Da quel momento i nostri grani alti come corazzieri e superbi nella loro bellezza, nei loro fusti ricchissimi di spighe prorompenti, nei loro chicchi grossi e dorati hanno ceduto il passo al Creso, una qualità di origine messicana, abbondantemente selezionata e "bombardata" al fine di ottenere una spiga gestibile meccanicamente. Intervento umano che ne ha modificato il dna: credo che si possa serenamente affermare che da 50 anni ci stiamo nutrendo di grano geneticamente modificato e l'incredibile aumento di casi di intolleranze più o meno gravi al glutine sia direttamente riconducibile al fatto che una qualità di grano ha cannibalizzato tutte le altre, impedendoci di sviluppare le personalissime difese da sempre messe in atto dal nostro metabolismo.

Da oltre 10 anni ho imparato a conoscere ed amare i "grani antichi", grazie a Salvatore, un amico barese ricercatore del CNR, ovvero quelle produzioni che facevano del nostro Sud, e nello specifico della Puglia, il granaio d'Europa fin dai tempi dei Romani e che ora, grazie a Slow Food ed a qualche produttore illuminato, tornano sul mercato e soprattutto sulle nostre tavole. Per "grani antichi", ovviamente, non intendo quelli che riuscitissime campagne di marketing sono riuscite a trasformare un prodotto coltivato in Canada in una causale scoperta fatta in una soffitta di un vecchio archeologo appassionato di tombe egizie. Come se la germinalità di un seme resistesse migliaia d'anni.

Durante "Formaggi in Villa 2013" ho conosciuto il Khorasan Italiano, prodotto ad Altamura, in quanto associata appunto al produttore Santa Candida per il terzo ed ultimo piatto del cooking show.
Ho provato le fettuccine prima e successivamente altri formati indubbiamente più insoliti, prodotti grazie alla collaborazione con un pastificio che ha recuperato antiche trafile in bronzo appartenenti alla propria famiglia.

Dopo il cooking show ho potuto chiacchierare amabilmente con Tommaso Carone, ingegnere, che una decina di anni fa ha deciso di prendere in mano le redini dell'attività di famiglia, nella quale sono coinvolti ora i figli nel frattempo cresciuti, facendo gruppo ovvero coinvolgendo un certo numero di agricoltori pugliesi, lucani calabresi ed irpini e dando vita così ad un società che produce pasta di grano duro 100% italiano. 

Tommaso mi ha parlato del suo prodotto con gli occhi illuminati di un innamorato: mi ha fatto vedere i chicchi gelosamente conservati ed apprezzare l'esuberanza delle spighe. Mi ha raccontato le diatribe legali con le aziende (potenti multinazionali) che dall'altra parte del mondo coltivavano un grano da sempre coltivato sulle sue terre, nel paese di Santa Candida appunto, e il desiderio di far conoscere le indubbie qualità organolettiche di quanto lui e i suoi collaboratori fanno crescere con amore e rispetto.

"Ci sta dando tante soddisfazioni" mi ha confidato e non posso che prenderne atto perché ne ha date tante anche a me durante le varie prove: un'ottima tenuta di cottura e la capacità di valorizzare ogni singolo ingrediente dal semplice olio evo ad un condimento più gourmet. Alla fine ho proposto un piatto "mediterraneo" con i colori ed i profumi dell'orto primaverile ed estivo, reso un po' più insolito grazie all'aroma unico del cacao criollo. 



Fettuccine di grano duro con caponata al cioccolato fondente e cristalli di sale
Ingredienti
Pasta fillo, 2 scalogni, 1 peperone giallo, 1 rosso, 1 verde, 1 melanzana, 1, zucchina, 1 cucchiaio di pinoli, 1 cucchiaio di uvetta sultanina, 10 gr di cioccolato fondente possibilmente un criollo "Domori Chuao", vino bianco secco, olio evo, sale rosa in cristalli, pepe nero lungo macinato al momento, 20 datterini confit, qualche rametto di timo fresco.

Preparazione
Tostare i pinoli in una padella antiaderente e mettere in ammollo l’uvetta per pochi minuti in acqua calda dopo averla preventivamente protetta e chiusa in un sacchetto sottovuoto. Tagliare il cioccolato in trucioli.

Mondare le verdure, tagliare sottilmente lo scalogno e in piccola dadolata le altre verdure e saltarle con un filo d’olio in una capace padella. Sbrasarle con un po’ di vino bianco e cucinare per 15’ a pentola scoperta unendo qualche foglia di timo fresco. Regolare di sale e pepe e togliere dal fuoco.
Lasciar raffreddare. Unire i pinoli e l’uvetta e mescolare bene.

Lessare le fettuccine in abbondante acqua bollente. Scolarle al dente e spadellarle per 1' con la caponatina; comporre il piatto mettendo una forchettata di pasta nel coppapasta, un po’ di cioccolato fondente, qualche cristallo di sale e decorarlo con un po’ di dadolata di caponata, due o tre datterini confit e un piccolo rametto di timo fresco.


"Formaggi in Villa 2013": a marzo il mondo caseario italiano si ritrova a Villa Braida




Dal 2 al 4 marzo 2013 il mondo caseario si da appuntamento a Mogliano Veneto per mettere in mostra, e soprattutto in degustazione, il meglio dei formaggi italiani: “Formaggio in Villa”, alla 3° edizione, anche quest’anno promossa da Alberto Marcomini con la regia organizzativa della società Guru del Gusto. 



 “Il formaggio italiano al 100%  protagonista in cucina” è lo slogan della manifestazione che si propone di valorizzare i formaggi italiani, prodotti con solo latte e caglio italiano, grazie all’uso in cucina per realizzare gustosi piatti.  

Tante le novità di quest’anno: il nutrito programma di laboratori con i produttori di formaggio, dove sarà possibile degustare il formaggio al naturale e successivamente assistere al cooking show, ovvero al suo utilizzo in cucina. Gli showcooking saranno tenuti da chef del territorio e di fama nazionale che realizzeranno dal vivo, squisiti piatti con i formaggi appena degustati dal pubblico. L’altra novità è l’area pizza dove i migliori pizzaioli italiani realizzeranno squisite pizze con i formaggi  che saranno messe in assaggio per il pubblico. Sono lontani i tempi in cui il formaggio è consumato soltanto a fine pasto: oggi invece è sempre più protagonista  della cucina italiana!

Inoltre durante i tre giorni sarà possibile, direttamente ai banchi con i produttori, assaggiare liberamente i formaggi con la possibilità di acquistarli e, repetita juvant, partecipare ai numerosissimi laboratori dove si imparerò ad abbinare formaggi diversi con vini e birra diversi grazie anche alla presenza di la rappresentanza di 150 aziende casearie, 60 banchi d’assaggio di formaggi da tutta Italia, 40 laboratori con cooking show e abbinamenti a vini e birre e 30 aziende partner e sponsor.   
  
Il programma aggiornato e in divenire della manifestazione è sul sito www.formaggioinvilla.it . 

Anche le formiche, nel loro piccolo, s'ingozzano


La primavera è una stagione bellissima.

E' come viaggiare per mesi e mesi in una navicella spaziale, tra galassie non ancora scoperte e pianeti senza nome, zigzagando tra supernove in evoluzione e nane bianche all'ultimo respiro.
Si arriva all'improvviso nell'atmosfera di un satellite invitante, si atterra (o si satellita?) e come una musica leggera, una fresca brezza, una luce brillante la nuova stagione ci colpisce all'improvviso.
Profumi ritrovati, colori rinnovati, germogli rispuntati....formiche ricomparse.