Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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Il corso nella Casetta delle pesche: una domenica tra amiche

Carola, l’autrice de La Casetta delle pesche, ha messo a disposizione di Lucia (domenica 21 febbraio), la sua splendida cucina immersa in un frutteto di pesche. Per cosa? Ma per un accattivante corso “Terrine e Tajine”….e voi sapete quanto mi piacciono le terrine!

Lucia Pantaleoni, trevigiana doc, vive da quasi vent’anni a Parigi dove la sua passione per la cucina l’ha ampiamente premiata, facendo di lei una giornalista ed una rinomata scrittrice gastronomica; inoltre presenta degli ottimi corsi di cucina e collabora con la Facoltà di “Scienze e cultura della gastronomia e della ristorazione” di Padova. Si poteva dire di no all’invito?

Assolutamente no! Ed insieme ad altre appassionate e foodbloggers  abbiamo fatto nostre tante “ idee menù per un pranzo oppure una cena un po’ diversi: tagina di faraona alle mandorle e spezie servita su tartelette di pasta brisée, terrina di formaggio verde all’olio di noce e miele, insalata di quinoa ai peperoni, uvetta, frutta secca, zenzero e raz- el-hanout, terrina di ciccolato.“

Nel frattempo ho recuperato un po’ di ingredienti ed ho fatto qualche prova, sia rispettando scrupolosamente quanto imparato che personalizzando, vuoi nelle verdure, vuoi negli aromi…che posterò nei prossimi giorni!

Grazie ancora a tutte le nuove amiche, alla squisita padrona di casa ed a Chiara, una foodblogger che sa emozionarti con la passione per il suo lavoro tanto quanto i profumi che la cucina di Lucia ha saputo donarci.

Terrina di cappone e foie gras e fine del “carnem levare”

"Semel in anno licet insanire."
Così gli antichi sociologi latini definivano il periodo del Carnevale, considerato come una valvola di sfogo, ossia per "una volta all’anno è consentito esagerare".

Anche se inserito in due periodi molto importanti per la cristianità, l’Avvento, con il Natale, e la Quaresima, con la Pasqua, di “religioso” il Carnevale non ha nulla, anzi nella notte dei tempi (come anche nelle notti dei tempi correnti) ogni occasione andava bene per festeggiare anche in momenti dell’anno in cui si sarebbe dovuti stare un po’ più riflessivi. Perchè? Beh, nell’antica Roma il mese di febbraio – da februare, purificare (ed ecco perchè si levava la carne) – essendo un periodo di passaggio tra una stagione agricola ed un’altra, serviva come espiazione per le anime dei defunti.

A tutto ciò si univano i Lupercali (della Lupa), ovvero i riti legati alla fecondazione; già Ovidio scriveva a proposito di questi riti, quasi iniziatici, che comunque prendevano ispirazione dai Saturnali, dove Dionisio e le Baccanti avevano le idee ben chiare: scherzi e lazzi, carri mascherati e soprattutto tavole imbandite di ogni ben di dio. E nessuno ne veniva escluso nel senso che era considerato un obbligo per ogni singolo componente della comunità partecipare a questi riti propiziatori: ogni singola defezione sarebbe ricaduta su tutti gli altri.
Un modo diverso di “sacrificarsi”: divertiti con noi e tutti godremo della buona sorte!

"Durante il carnevale, gli uomini indossano una maschera in più." Xavier Forneret
Mica male come spunto di riflessione. Magari per l’anno prossimo: il Carnem levare è finito e tireremo fuori dal cassetto riflessioni e maschere ad Halloween, un momento analogo per la natura di profonda trasformazione e di culto per i morti. Ah, queste popolazioni del Nord Europa: pensavano di invadere l’impero romano e sono finite per mangiare frittelle, sul triclinio, alle terme…;-)

Basta parlare! Dai, tutti in cucina per questa terrina (ed anche oggi l’angolo della poesia ci ha allietati).

TERRINA DI CAPPONE E FOIE GRAS (e profumi d’oriente)

Ingredienti

400 gr di carne di cappone lessata, 100 gr di foie gras, 100 gr di lardo di colonnata igp, 1 uovo e 1 tuorlo (possibilmente pastorizzati), 30 cl di panna da cucina, 50 gr di pistacchi tritati finemente, 50 gr di uvetta sultanina, 1 scalogno, 10 cl di Grappa 903 Barrique Maschio-Bonaventura, peperoncino, cardamomo, sale, pepe nero lungo, olio evo.

Procedimento

Lessare la carne di cappone secondo abitudine (mettendo all’interno della pentola, oltre agli aromi abituali) una foglia d’alloro ed un pezzettino di cannella, ricavarne 40o gr di carne e spadellarla con lo scalogno tritato finemente e olio evo. Rinvenire l’uvetta e tritarla finemente.

Frullare la carne con il lardo ed il foie gras, in una ciotola unire alla carne la granella di pistacchio e l’uvetta, l’uovo ed il tuorlo, la panna, la grappa e le spezie. Regolare di sale.

Con l’aiuto di un foglio di carta forno dare forma di salame al composto e riporre in frigo per qualche ora prima di servirla tagliate a fette con fettine di pane integrale (per contrastare la dolcezza della terrina) oppure al latte (al contrario, per accentuarla maggiormente), preferibilmente fatto in casa (ha meno grassi ed è meno morbido anche dopo la tostatura).

P.s.: sono stata duramente redarguita circa l’utilizzo di foie gras (nello specifico Vellutata di fagioli con foie gras d’oca e quenelle di baccalà) frutto di considerazioni che anch’io faccio mie. Ne parlerò, anche qui, a tempo debito, raccontandovi dell’incontro avuto con Carlo Petrini, nella spendida vetrina di “Birra Nostra”. Sarebbe bello parlarne insieme.

Cocotte di filetto di maiale marinato allo zenzero e cipolle di Tropea

Ma perchè i figli crescono così velocemente ed improvvisamente?
Che Edoardo fosse in pieno smottamento ormonale me n'ero accorta, visto che sta facendo anche la muta vocale, ma che dall'oggi al domani potesse diventare tutto piccolo, compreso l'intimo, ecco, questo non mi era ancora capitato.
Ok, shopping, rigorosamente accompagnati da Enrica, maitre à penser di stili e tendenze, soprattutto se queste riguardano l'abbigliamento più cool di Berlino o Londra (e quindi meno portabile dalle parti di Padova). Eh si, ma lei è appena tornata da Barcellona con 38 di febbre e bisogna anche incastrare l'intervento dell'assistenza in quanto i pezzi da 90 (piano cottura e forno) hanno dato forfait, c'è il compleanno della nonna da organizzare e l'imminente Halloween, con il suo contorno di dolcetti da portare a scuola, all'allenamento, a catechismo....
E per fortuna che i pittori hanno finito la scorsa settimana...
Così, dopo 2 giorni vissuti in servizio H24, finalmente qualche ora tutta per me, per scaricare un po' di tensione e per testare qualche "invenzione culinaria".
Ingredienti
un filetto di maiale di circa 600 gr. 6 cipolle di Tropea
1 radice di zenzero fresca
260 gr di riso lungo nero wilde
2 foglie di alloro
vino rosso piuttosto strutturato e vino bianco secco
una spruzzata di Brandy
qualche grano di pepe nero
1 uovo
150 gr di panna
Aceto balsamico 12 travasi (o molto denso)
olio evo, sale e pepe nero lungo macinato al momento.
Procedimento
Mondare le cipolle e tagliarle a fettine sottili, rosolarle in una padella antiaderente con un filo d'olio e cucinarle fino a quando non diventano morbide, aggiungendo un bicchiere di vino rosso. meglio se di struttura. Regolare di sale e mettere da parte.
Tagliare il filetto di maiale, dopo averlo pulito dalle impurità, tagliarlo a tocchetti regolari e metterlo in un contenitore in vetro con la radice di zenzero tagliata a fettine sottili, le foglie di alloro, i grani di pepe nero ed un po' di vino bianco.
Lasciarlo marinare per qualche ora in frigo, sgocciolarlo dalla marinata, rosolarlo con un filo d'olio e fiameggiarlo con una spruzzata di brandy.
Dopo che ha preso un po' di colore toglierlo dal fuoco, lasciarlo raffreddare, metterlo in un frullatore con lo zenzero sgocciolato e poi in una terrina. Unire un paio di cucchiai di cipolle di tropea, l'uovo appena sbattuto, la panna, amalgamare bene il tutto regolando di sale e pepe nero lungo macinato al momento.
Oliare con dello spray staccante, oppure un po' di burro, delle cocotte di porcellana, mettere uno strato di carne macinata, uno di cipolle e terminare con l'ultimo strato di carne. Premere un po' e cucinare a bagno maria per circa un'ora a 180° nel forno statico, avendo l'accortezza di coprirle con carta stagnola.
Portare a bollore dell'acqua salata e cucinare per almeno 50 minuti il riso nero selvaggio.
Mise an place: capovolgere una cocottina sul piatto, guarnire con il riso porzionato con un coppapasta (avendo pochissimo glutine questo riso non è facilissimo da manipolare) e con qualche goccia di aceto balsamico piuttosto denso, oppure con una riduzione di vino rosso.
Bene, per qualche ora regnerà un po' di calma...buona domenica a tutti.

Quando uno nasce tondo non può diventare quadrato. O no?



Una passione comune lega i componenti della mia famiglia: la lettura.
Edoardo preferisce leggere di calcio (tipo i nomi dei giocatori delle squadre che si fronteggiano in Fifa 09) ed Agata preferisce stendersi sul quotidiano aperto sul tavolo o per terra (io adoro leggere il giornale distesa a pancia in giù sul pavimento: un'abitudine innata, da bimba), modello Cleopatra, giusto per farsi notare un po'.... per il resto libri ovunque! Per cui, da qualche giorno a questa parte mi sembra essere Indiana Jones alla ricerca dell'ordine perduto....il mio, per l'esattezza! Eh si, la colpevole questo giro sono io: oramai i miei libri di cucina erano ovunque e con essi fogli volanti, appunti, pagine strappate da riviste di ogni tipo, stampe da internet: insomma, un caotico brodo primordiale!

Ed ecco che mia parte "quadrata" ha nuovamente preso il sopravvento: durante un momento di pausa per un tè ho preparato un salame al cioccolato, una delle merende preferite (www.lacucinadiqb.com/2009/09/sacker-torte-no-salame-al-cioccolato.html) e me lo sono immaginata in parallelepipedo (elementare Watson, è stata l'influenza di libri!).



E quindi l'ho composto in uno stampo da plum cake ricoperto con uno stampino di carta forno.


Ma siccome non sono proprio tutta quadrata ho voluto ammorbidirlo nuovamente e come se non con un "cedimento" alla morbidissima panna Debic? Per me è l'unica tra quelle confezionate ed in questo caso ho scelto la versione zuccherata.

Bene, ho fatto merenda anch'io e torno ai miei amati libri...:-)


L'amore come la golosità, sono piaceri di grande soddisfazione. Italo Calvino

Tutti i funghi sono commestibili. Alcuni una volta sola.

Belli vero? Sono i funghi porcini che la mia amica Paola ha raccolto quest'anno ed ha essicato. Sono anche così profumati....



Così ho pensato di ammorbidirli con un po' di latte e di marinare del pollo che avevo in frigo, nel frattempo ha fatto capolino dalla dispensa la Staub (andate a dare un'occhiata al sito, http://www.staub.fr/, è dovvero troppo intrigante!) e il gioco di squadra ha prodotto...

TERRINA DI POLLO MARINATO AL LIMONE E FUNGHI PORCINI
2 petti di pollo interi
un piatto di porcini essicati (ma se ne avessi avuti due non ci sarebbero stati problemi di sorta!)
2 limoni di Amalfi
2 foglie di alloro, una stecca di cannella, qualche chiodo di garofano, qualche grano di pepe nero
1 scalogno
2 uova
mezzo bicchiere di panna o latte intero
una spruzzatina di Brandy
sale

Mettere in ammollo i funghi utilizzando un acqua calda ed appena un po' d latte.
Mondare i petti di pollo, tagliarli in una dadolata regolare di circa 2 cm per lato e metterli in un contenitore di porcellata con il succo filtrato dei limoni, l'alloro, le spezie ed una spruzzatina di brandy: mescolare bene il tutto, coprire con pellicola e riporre in frigo per almeno tre ore.
Mettere in ammollo i funghi utilizzando acqua tiepida ed un po' di latte il tempo necessario alla loro ridratazione, scolarli bene, lasciarli asciugare in carta casa e tritarli con un coltello.
Affettare finemente lo scalogno, farlo rosolare in una padella con dell'olio extravergine e far saltare il trito di funghi per qualche minuto. Mettere da parte.
Passate le tre ore eliminare le spezie e l'alloro, tritare finemente la carne in punta di coltello, aggiungere i funghi raffreddati, le uova sbattute con il latte o la panna, regolare di sale e versare il tutto nella terrina, premendo l'impasto affinchè non ci siano vuoti all'interno e la cottura possa avvenire in mopo omogeneo.
Accendere il forno a 180°, calore statico superiore ed inferiore, placca a metà forno per circa due ore, togliendo il coperchio durante gli ultimi 15/20 minuti di cottura o finchè tutto il liquido che si viene a formare si riassorbe, facendo attenzione a non far seccare troppo l'impasto.
Togliere dal forno e lasciar raffreddare nella terrina coperta. Per la mise an place potete utilizzare dei funghi porcini sott'olio, delle patate al forno o dei pomodorini datterini conditi con olio, sale e pepe e cotti in forno per quasi due ore a 150°.







Bon appetit!

Terrina tipo Tarte Tatin

E' tornato il gas...non sono ancora finiti i lavori di ripristino ma almeno il collegamento è tornato...e siccome mi ero messa in testa di preparare delle terrine, quindi niente piano di cottura ma solo cotture in forno, ho studiato. Anche in un bellissimo libro di Stephane Reynaud acquistato a Londra e che mi costringe a libere interpretazioni tra cup, pint, grammi....



Ed ecco una libera traduzione di una sua ricetta, priva di zenzero (me l'hanno sequestrato) e con l'aggiunta di mandorle che ho tritato con il mortaio. Splendide mandorle regalatami da un'amica di Acireale, in visita al "nod" (nord).




TERRINA DI TARTE TATIN
Ingredienti

10 mele tipo granny smith (ed io ho mescolato le qualità che avevo a casa)
150 gr di burro chiarificato
150 gr di zucchero di canna
100 gr di mandorle non spellate e grattuggiate
cannella

Preparazione
Pelare le mele con il pelapatate e togliere il torsolo con l'apposito strumento, tagliarle a metà e tagliarle a fettine sottili
Nel frattempo far sciogliere lo zucchero, unito alla cannella, nel burro (in questo caso a microonde) e procedere come segue: spennellare la terrina di burro, mettere uno strato di mele, uno di mandorle e lappare con la salsina di burro, fino ad esaurimento degli ingredienti.
Cucinare a bagno maria per 2 ore a 180°.


Ho messo la terrina nell'adattatore e l'ho servita tagliata a fette molto fredde, lappando il piatto con un pò di zucchero di canna ed un po' di mandorle e....aggiungendo una pallina di gelato allo zenzero che avevo preparato il giorno precedente! Ma questa preparazione l'ho fatta solo per me.
Essendo priva di farina può essere indicata per gli intolleranti al glutine.

Mai sedersi a tavola in 13 di venerdì 17!

Non bisogna MAI sedersi in 13 a tavola, porta malissimo (ma qui c’è l’antidoto, basta mettere una 14esima posata).
Soprattutto, non far mai cadere né olio né sale che, finito sulla tavola, dovrà essere preso con la punta del coltello nella mano sinistra e gettato dietro alla spalla sinistra (così da accecare il diavolo); inoltre non bisogna mai mettere il pane rovesciato, perché ricorda come veniva messo in forno quello destinato al boia.
Solo se cade il vino è presagio di buona fortuna, ma
vorrei vedere chiunque ritenersi fortunato a smacchiare una tovaglia di fiandra
bianca colpita da un bicchiere di Refosco dal Peduncolo Rosso!
E come ci si comporta a tavola? Anche l'antico galateo rivela delle sfaccettature inattese: fino al '600 la mano sinistra era vietata a tavola, non la si poteva usare per nessun uso, tanto che la forchetta (che si maneggia appunto con la sinistra), venne introdotta solo nel '600 e per prima in assoluto dalla Repubblica di Venezia. Questo perchè la mano destra (ritenuto il lato di Dio), era destinata al cibo, mentre quella sinistra (ritenuto il lato del Diavolo), era riservata all'igiene intima. Un fatto importante, vista la assoluta scarsità d'igiene dei tempi antichi. Il diavolo quindi stava non solo sopra la tavola ma anche dentro le mutande!

Ma se ci si ritrova a tavola in 13 di venerdì 17 cosa si può mangiare o, meglio ancora, preparare?
Per chi non è scaramantico propongo la classica caprese: il pomodoro, a differenza di quasi tutti i cibi, essendo arrivato in Europa con Cristoforo Colombo , sembra non essere vittima di alcuna superstizione ed accompagnato ad una succulenta burrata non può che portare bene.
Per il resto il pane ed il sale portano benissimo in quanto sono gli unici cibi che non sono presenti nelle tavole imbandite delle streghe impegnate per i Sabba (per chi fosse interessato i prossimi sono previsti per il 31 luglio su 1 agosto - Il Raccolto - Festa del raccolto e il - 15 agosto - Mezzestate – Ferragosto)

Il cibo in generale porta fortuna: nella cultura contadina, che ha fatto propri i riti pagani, non c’è momento, dalla trebbiatura alla nascita al matrimonio, che non sia l’occasione buona per mangiare qualcosa in compagnia.
Non solo, l’avanzare il cibo era uno status symbol: infatti fino alla metà del secolo scorso, la domenica mattina, in occasione delle feste locali, le famiglie contadine ponevano gusci d'uovo, ossa e altri avanzi sulla finestra delle case, come ostentazione di una ipotetica cena abbondante che testimoniasse la salute e la ricchezza della famiglia che la abitava; in verità si trattava degli stessi avanzi di cibo, messi da parte per molti mesi, che ogni domenica facevano avanti e indietro sul davanzale della finestra, per costruire un'immagine solo apparente, destinata ai vicini di casa.

Quindi come amuleti sarà meglio sdoganare il latte, le uova, i frutti rossi e tutti quelli contenuti all’interno di gusci coriacei (noci, nocciole, mandorle), cipolla ed aglio, lenticchie e chicchi d’uva. E tanto, tanto peperoncino! Praticamente fa bene tutto….basta che sia buono!
E come recitava il fortunatissimo film del 1983, OCCHIO MALOCCHIO PREZZEMOLO E FINOCCHIO ecco tre ricette antisfiga e veloci veloci, nel senso che ci si mette di più a spiegarle che a prepararle:


insalata di lenticchie, salmone e finocchio
sformatino profumato di pesce
torta caprese

insalata di lenticchie, salmone e finocchio


Ingredienti
lenticchie piccole in scatola g 250 - salmone affumicato g 100 - un finocchio - un vasetto di yogurt magro - limone - aneto - sale
Preparazione
Tagliare il finocchio, spuntato e mondato, a fette sottilissime (l'ideale è usare l'affettatrice). Fare a striscioline il salmone, poi sciacquate e sgocciolare bene le lenticchie. Riunire questi due ingredienti in un'insalatiera e mescolatli. Preparare la salsina per il condimento: versate in una ciotolina lo yogurt e il succo di mezzo limone. Amalgamarli e salarli. Completare con foglioline di aneto. Sopra una base di finocchio, appoggiare salmone, le lenticchie e servire subito l'insalata con la salsina
Accompagnare l’insalata con del vino bianco, di medio corpo, morbido e profumato: Gambellara, Greco di Tufo, Colli Orientale del Friuli Pinot Bianco.

Sformatino profumato di pesce


Ingredienti
600 gr di pesce a carne bianca (nasello, merluzzo…), 3 scalogni, 2 spicchi d’aglio, 4 uova, 20 cl di panna, 3 pomodori, 1 cucchiaio di ketchup, 1 mazzetto d basilico ed uno di prezzemolo, olio extravergine, sale, pepe macinati al momento.
Preparazione
Eliminate le lische del pesce con una pinzetta e tagliare la il pesce a cubi abbastanza grandi. Incidere la parte superiore dei pomodori e tagliare il picciolo, tuffarli 5 secondi in acqua bollenti così da poterli spellare con facilità. Mondare aglio e scalogno e tritarli finemente e farli appassire nell’extravergine senza farli dorare. Tagliare la polpa dei pomodori a cubetti dopo aver eliminando i semi ed il liquido. Tritare basilico e prezzemolo, quindi frullare il pesce, le uova, la panna, salare e pepare. Aggiungere il ketchup, gli scalogni e l’aglio appassiti, il basilico, il prezzemolo e la dadolada di pomodoro.
Foderare una terrina rettangolare con un po’ di pellicola lasciando che sporga dai bordi e riempire con il composto di pesce. Richiudere tutto e cucinare in forno a bagnomaria a 180° per 40 minuti.
Servire tiepido o freddo accompagnandolo con il vino che è stato servito per l’insalata.

Torta Caprese


Mitica torta che non prevede l’uso di farina (quindi va bene anche per i celiaci) e che la tradizione vuole essere nata, attorno agli anni ’20, per un involontario errore di un cuoco che si dimenticò di mettere la farina in una torta di mandorle, messo in agitazione dal fatto che in sala stava cenando un feroce e famoso boss locale.
La ricetta della tradizione prevede: montare 200 g di burro con 200 g di zucchero, incorpora 6 tuorli, leggermente sbattuti. Quando il composto sarà omogeneo, aggiungiungere 300 g di mandorle con la buccia finemente tritate e 200 g di cioccolato fondente, tritato finissimo o sciolto a bagnomaria o in un polsonetto, un cucchiaino di lievito ed i semini di mezza stecca di vaniglia. Unire molto delicatamente, con un movimento dal basso verso l’alto, gli albumi montati a neve ferma con un pizzico di sale. Imburrare uno stampo rotondo (diametro di 27 cm), foderarlo con carta da forno e versare l’impasto. Far cuocere per per 50 minuti a 180 gradi. Una volta sfornata, la torta va capovolta sopra una gratella per dolci e lasciata intiepidire. Spolverare di zucchero a velo prima di servirla così, semplicemente, oppure accompagnata ad un paio di cucchiai di crema inglese.


Un buon vino passito, magari un Aleatico, esalterà maggiormente la bontà della torta.

Attenti a quei due: filetto di maiale in crosta e terrina di pollo e zucchine.



Soffro di cefalea e quindi compenso il dolore con la cucina: il filetto di maiale al forno è una ricetta della tradizione dell'alta padovana mentre la terrina di pollo con zucchine è della tradizione del mio mal di testa!

TERRINA DI POLLO MARINATO E ZUCCHINE CON CROSTINI DI COMPOSTA DI PRUGNE E SENAPE

800 gr di petto di pollo, 4 zucchine, 300 gr di panna, 2 uova, 1 limone, sale, pepe, coriandolo, 1 filone di pane di grano duro, 1/2 vasetto di composta di prugne ed un paio di cucchiai di senape a semi grossi.

Tagliate a dadini la carne di pollo e mettetela a marinare in una ciotola con il succo del limone, i semi di coriandolo pestati con un matarello, un po' di pepe macinato al momento e riponete in frigo, coperto con pellicola.
In un'altra ciotola sbattete le uova con un po' di sale ed aggiungete, mescolando con un frustino, la panna.
Mondate e tagliate a julienne le zucchine e fatele saltare per qualche minuto in una padella antiaderente con il trito di uno scalogno. Mettetele da parte.
Togliete dal frigo il pollo e fatene una tartare "in punta di coltello", mescolate il trito con la miscela di panna e uova, regolate di sale, pepe e coriandolo macinato al momento.
Foderate uno stampo da plumcake con della carta antiaderente e formate degli strati di carne e zucchine fino all'esaurimento degli ingredienti.
Riponete lo stampo in una teglia riempito di 3/4 di acqua bollente e cucinate a bagno maria in forno a 180° per almeno 90 minuti.
Lasciate raffreddare, sfornate, affettate e servite con delle fettine di pane tostato in una padella antiaderente, sulla quale avrete adagiato un cucchiaino di composta di prugne, scaldata in un pentolino con della senape.


FILETTO DI MAIALE IN CROSTA CON RIDUZIONE DI REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO

Un filetto di maiale mondato dalle impurità, un rotolo di pasta sfoglia, un po' di foglie di spinaci, qualche fetta di speck, 200 gr. di refosco dal peduncolo rosso, un uovo, uno scalogno, un paio di spicchi d'aglio ed un mazzetto di erbe aromatiche.
Rosolare il filetto di maiale con dell'olio extravergine, un paio di spicchi d'aglio schiacciati, il mazzetto aromatico. Mettere da parte e lasciare raffreddare.
Nela medesima padella saltare per qualche minuto gli spinaci. Mettere da parte e lasciare raffreddare.
In un pendolino in rame o dal fondo pesante far ridurre il vino, aggiungendo uno scalogno intero per rendere il gusto un po' più morbido.
Srotolare la pasta sfoglia, adagiare le foglie di spinaci su metà della superficie, metterci sopra le fettine di speck, posizionare il filetto ed arrotolare il tutto, spennellando la superficie del rotolo con dell'uovo sbattuto.
Mettere in forno fa 180° fino a doratura della superficie della pasta. Sfornare e lasciar raffreddare.
Servire tagliato a fettine, con un po' di spinacine spadellate e con la riduzione del vino.

Aggiungi un posto a tavola.

Mi piace cucinare per gli amici e mi piace durante la bella stagione stare tutti insieme in giardino: una birretta o un tè ed una chiacchiera, i bimbi che giocano (sempre e solo a calcio!), gli animali di casa che si ritagliano angoli di tranquillità..

Doveva essere così anche questo sabato ma....piove da 2 gg e che si fa? Beh, qualcosa da fare dentro casa si trova sempre! Bene, ma che si prepara la posto della grigliata?


Ho fatto un giro di sms e l'indice di gradimento è risultato essere il seguente: cous cous vegetale e terrina di pollo e verdure per i grandi, canederli (visto il clima) e mini hamburger per i piccoli, muffin alle carote e mandorle per tutti!
E poi ci sarà il dolce di Paola ed il gelato di Bepi, un gelataio mitico, il primo al mondo che induce in tentazione con il gelato al clinton (un vino locale), alla grappa, al sedano....

Buona giornata a tutti!