Pita di pollo allo zafferano con pere e labna speziata e salsa all'arancio per la #PiadaMundial ispirata all'Algeria
"Tutto nella vita è altrove, e ci si arriva in auto." Elwyn Brooks White
"C’è un solo modo per consolare una vedova. Ma tenete presenti i rischi."




Che cos'è l'uomo, quando ci pensi, se non una macchina complicata e ingegnosa per trasformare, con sapienza infinita, il rosso vino di Shiraz in pipì?
"la Cucina in Cantina" e il Cake di cioccolato fondente, nocciole piemontesi e pistacchi siciliani
Tutto ciò di cui ho bisogno è amore. Ma un po' di cioccolata, ogni tanto, non fa male. #natale2011
Fin da piccola le riunioni tra consanguinei, visto che il cibo ancora non mi interessava, sono state per me motivo di sperimentazione della teoria dell'evoluzione della specie. Guardavo gli zii e li confrontavo con i cugini, cercavo di districarmi tra i frutti delle relazioni allargate (azzardando spericolate somiglianze) e mi immaginavo ragazza, donna e poi più matura, tra i segni del tempo che avrebbero modificato andature e fisionomie.
11 uomini in mutande…ed ho il frigo vuoto!

Fagioli di Lamon e Cozze: la strana coppia.
Vi ricordate il celebre film tratto dalla fortunatissima piece teatrale di Neil Simon? La storia di un divorziato, ordinato ed un po’ paranoico (Jack Lemmon), che vive (quasi felicemente) da solo che ospita un amico, disordinato e casinista (Walter Matthau), ancora dolorante per la sua recente separazione, ma la convivenza si trasforma in una specie di matrimonio di cui ha gli inconvenienti più che i vantaggi!
A prima vista i fagioli e le cozze hanno ben poco da spartire in comune….ma questa settimana votata allo sviolinamento pre San Valentino (perchè i giochi veri si vivranno dalla prossima settimana, tra giovedì grasso, San Valentino e martedì grasso) mi mette addosso tutto un pissipissi-baubau che non vi dico…ma tutto al contrario. Nel senso che mi sta un po’ stretto tutto questo rosso, fiori e cioccolatini, menù intriganti ed intimo sadomaso, cartigli da smottamento cardiaco, sguardi di fuoco ed occhi bistrati per poi scoprire che in Italia la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 48 anni è morte violenta per mano di un congiunto, un parente, un maschio.
Proporrei che una parte delle somme incredibili che verranno spese per onorare l’amore terreno e le gesta di un uomo buono potessero essere investite in educazione sentimentale, perchè l’innamoramento dura circa 18 mesi ma il rispetto dovrebbe essere eterno.
Walter Matthau a Jack Lemmon
Ehi, che ti prende? Non ti avevo visto così arrabbiato da quando mi cadde il sigaro nella tua pasta del pan di Spagna.
Ok, avete ragione, torno in cucina e la smetto.
Vellutata di Fagioli di Lamon al profumo di cozze
Ingredienti
1 kg di cozze, 600 gr di fagioli di Lamon, un pezzettino di radice di zenzero fresca, qualche spicchio d’aglio, una foglia d’alloro, tre cucchiai di passata Mutti, olio evo, un po’ di prezzemolo tritato, pepe nero in grani, pepe nero lungo, semi di coriandolo, sale.
Procedimento
Tenere le cozze in una ciotola capiente con dell’acqua fredda e del sale grosso. Pulire dalle “barbe” i mitili (di solito in vendita si trovano il prodotto già pulito nella parte esterna), in una padella capiente profumare dell’olio evo con un paio di spicchi d’aglio, far saltare le cozze ed aggiungere la passata ed il prezzemolo e regolare di sale. Recuperare i molluschi cotti, avendo l’accortezza di recuperare l’acqua di cottura, e tagliarli in 2 o 4 parti a seconda della dimensione e tenerne qualcuno intero per ogni commensale. Mettere da parte.
Mettere in ammollo i fagioli in acqua fredda per almeno 12 ore, sciacquarli, unirli in una pentola con il doppio dell’acqua, la foglia d’alloro, lo spicchio d’aglio,qualche grano di pepe nero ed il pezzettino di zenzero. Cucinare a fuoco basso per un paio d’ore, avendo l’accortezza di schiumare durante i primi momenti di cottura. Togliere l’alloro ed il pepe nero, frullare con un frullatore ad immersione emulsionando con dell’olio evo e con parte dell’acqua di cottura delle cozze (a seconda della densità desiderata), passare con un colino, regolare di sale e mettere da parte.
Unire i molluschi tagliati alla vellutata e mescolare bene, servire decorando con qualche mitile intero, una macinata di semi di coriandolo ed uno di pepe nero lungo.
Jack Lemmon e Walter Matthau
In altre parole, mi stai cacciando fuori?
Non in altre parole, queste sono le parole esatte.
Ricetta delle Feste: il piatto del buon augurio.
Come non pensare ad un piatto del buon augurio per l’imminente cenone di San Silvestro?
Vorrei ricordarvi una mia ricetta, postata in un altro contesto, ma quanto mai attuale: Crepes di cotechino e lenticchie con fonduta di caprino.
Un modo diverso di proporre un piatto tradizionale ed al quale tradizionalmente, appunto, viene riservato un posto di rilievo, proprio per il suo essere propiziatorio.
Ingredienti
Per le crêpes: latte g 250 - farina g 125 - burro g 50 - 2 uova – sale.
Per il ripieno: 1 cotechino (fresco, se il tempo a disposizione è molto altrimenti va bene anche uno precotto) da 750 gr., Lenticchie di Castelluccio 500 gr, olio extravergine d’olio profumato al rosmarino.
Per la fonduta: caprino 500 gr, latte o panna qb, pepe nero lungo macinato al momento.
Procedimento
Preparate le crespelle e mettete da parte.
Per il ripieno: cucinate il cotechino seguendo le indicazioni del produttore e lasciate raffreddare per la successiva manipolazione.
Lessare le lenticchie in acqua salata e bollente per 20 minuti e scolarle.
In una ciotola mescolare con una forchetta le lenticchie, il cotechino privato della pelle e sbriciolato: regolare di sale, profumare il tutto con qualche goccia d olio al rosmarino ed un po’ di pepe lungo macinato al momento.
Con un coppapasta o uno stampino metallico di 12-14 cm di diametro rifilare le crespelle, farcirle al centro con un cucchiaio di ripieno e legare il sacchettino così ottenuto con dell’erba cipollina o con delle listarelle di foglie di porro sbollentate. Tenere al caldo in forno.
Sciogliere in una casseruolina un po’ di latte o panna ed il caprino.
Lappare il piatto di portata con la fonduta così ottenuta e posizionare la crèpe al centro decorando con una spolveratina di pepe nero lungo macinato al momento e qualche goccia di olio extravergine d’oliva profumato al rosmarino.




