"la Cucina in Cantina" e il Cake di cioccolato fondente, nocciole piemontesi e pistacchi siciliani
"Acquistare un cane può essere l'unica opportunità per un essere umano di scegliersi un parente." Mordecai Siegal
Imago mundi. Per le donne che guardano oltre.
Dal ponte delle tette alle fondamenta del buso. E la cremé brulèe al pistacchio.
"Caro George, ricorda che nessun uomo è un fallito se ha degli amici"
Il fagiolo: nella storia e nella torta
Non so se credo nell'amore a prima vista. Di certo fa risparmiare un sacco di tempo (Mae West)
Il Camouflage

11 uomini in mutande…ed ho il frigo vuoto!

Il cucchiaino nella coppa ;-)
Sistemando le ricette del contest "Il panino con la coppa" mi sono resa conto che non ne avevo postata neppure una e soprattutto mancavano i dolci. Ma i dolci sono fondamentali per assistere le competizioni sportive! Danno la giusta energia per esultare in caso di vittoria e soprattutto sanno essere dolci carezze all’ego in caso di sconfitta.
Per cui, sabato sera, con gli amici a casa per assistere alla finale della Coppa dei Campioni e soprattutto dopo aver trascorso il pomeriggio ad assistere alla semifinale - del campionato provinciale – che ha visto la Vigontina vincere per 5-0 sull’Abano (QUINDI SABATO PROSSIMO EDOARDO GIOCHERA’ LA FINALE CONTRO IL NOVENTA CALCIO, PRATICAMENTE UN DERBY!) mi sono sentita ispirata nel produrre questi cucchiaini e bicchierini. Oltre a rinvigorire piuttosto che consolare consentono di essere gustati in un attimo e di non rischiare di finire sui divani bianchi tra un assist ed un traversone in area!
Cucchiaini dolci per intense emozioni!
Mascarpone, uova e zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia(1 tuorlo per 100 gr di mascarpone per 25 gr di zucchero), qualche tazza di caffè espresso, un po’ di polvere di caffè, un po’ di cacao amaro in polvere, qualche savoiardo sbriciolato, un po’ di granella di pistacchio e di mandorle.
Montare i tuorli con lo zucchero per circa 15’, fino a renderli spumosi, aggiungere il mascarpone ed infine gli albumi montati a neve ferma ed inserire questa crema golosa in un sac a poche (meglio quelli usa e getta).
A questo punto si lavora a catena di montaggio: posizionare direttamente nel vassoio i mini contenitori e personalizzarli con un po’ di savoiardo sbriciolato e qualche goccia di caffè, crema e cacao, oppure crema e granella, oppure granella, crema e polvere di caffè..insomma come meglio vi sentite ispirati.
E vinca il migliore!
p.s.: in questo periodo dell’anno, a maggior ragione visto le temperature, sarebbe meglio usare tuorli ed albumi pastorizzati nella produzione di creme o dolci a freddo. Non si sa mai. :-)
Ho sciupato il tempo e ora il tempo sciupa me. William Shakespeare

I gà igà i gai ai pai pai poi
Ovvero “hanno legato i galli ai pali per i polli”, detto trevigiano, filastrocca o scioglilingua che dir si voglia, che mi ha sempre fatto ridere un sacco, da piccola. In realtà erano le galline chiocce che, nelle aie delle corti venete, venivano legate ai pali in modo da non razzolare troppo in giro, così da non esporre a pericoli inutili i pulcini. Mi ha sempre affascinato l’aia, esempio di integrazione perfetta: in uno spazio relativamente ampio vivevano senza tanti clamori gli abitanti del pollaio dove le galline, con i loro 200 vocaboli e movimenti rituali risultano avere un cervello molto più interessante rispetto a qualche tronista, qualche coniglio, l’immancabile cane, il gatto che di solito aveva anche l’onore di potersi scaldare vicino alla cucina economica o al camino. Un po’ distante il maiale, che allo stato brado sarebbe un animale agile e pulitissimo, qualche mucca nella stalla e magari anche un vitellino, il bue, per l’aratro, il cavallo ed una capretta per fargli compagnia. I più fortunati avevano anche il toro, i cui fans club erano sparsi nel giro di qualche decina di chilometri. E magari l’orto, qualche filare di vite, qualche albero da frutto, i salami appesi, i formaggi nella credenza assieme alle marmellate prodotte in estate, la cesta delle uova e d’invero il frigorifero ad impatto ambientale nullo: ovvero lo spazio esistente tra la finestra ed il balcone!
Questa immagine mi ricorda la casa di mio nonno materno ed i tuffi che facevo d’estate nel cumulo di fieno, lanciandomi dal granaio e puntualmente raggiunta dal gallo, un tipo un po’ selvatico che inseguiva tutti coloro che considerava estranei: ossia tutti gli essere viventi a parte le galline. Oche, anatre, faraone ed anche il pavone subivano il medesimo trattamento, oltre a me, naturalmente.
Così, ripensando ai bei tempi andati, ne ho messo uno in pentola ;-) , preparando due terrine: una calda, nel senso di cucinata ed una fredda, resa un po’ intrigante nel gusto grazie alla grappa ed al foie gras, ispirata da una memorabile visita alla distilleria Maschio Bonaventura, ma ve ne parlerò fra qualche giorno.
Terrina di gallo: croccante e piccante.
Ingredienti
un gallo (scovato in una fattoria vicina) dal quale ottenere 800 gr di polpa, 200 gr di pancetta steccata, 50 gr di granella di pistacchio, 50 gr di mandorle a lamelle, 50 gr di uva del sultano (sultanina!), 10 gr di panna fresca, 3 scalogni, un bicchierino di vino passito, peperoncino, sale, una cipolla steccata con dei chiodi di garofano, una carota ed una gamba di sedano, una stecca di cannella, dei grani di pepe nero ed una foglia di alloro.
Procedimento
In una pentola capiente mettere il gallo con la cipolla steccata, le verdure, la cannella, i grani di pepe nero e la foglia di alloro, riempire d’acqua fredda, portare ad ebollizione, schiumare bene, abbassare il fuoco, coprire e lasciar andare per almeno un paio d’ore.
Mettere l’uvetta in ammollo con il vino passito, lasciar raffreddare e spolpate il gallo avendo l’accortezza di mettere da parte le parti compatte di grasso (eventualmente sostituibile con dell’olio evo), rosolare gli scalogni dolcemente, aggiungere la carne e la pancetta tritata e lasciar andare per qualche minuto. Versare nel frullatore con le mandorle: frullare il tutto emulsionando con la panna ed il vino passito usato per l’uvetta. In una ciotola unire alla carne frullata la granella, l’uvetta ed il peperoncino, amalgamando bene il tutto con una spatola. Regolare di sale ed eventualmente di peperoncino.
Cucinare a bagno maria nel forno statico a 180° per un’ora e mezza; lasciar raffreddare e servire, tagliata a fette, con delle verdure calde, come spinacini morbidi spadellati con un cucchiaio d’olio evo ed un po’ di burro chiarificato o con morbidissime patate al cartoccio.
Non di solo pane vive l'uomo...ma anche di qualche grissino!
Oggi invece un paio di belle ricette "ideate" per un centrotavola piuttosto easy: pane e grissini, ricorosamente biologici: Bocconcini integrali e grissini in sfoglia ai tanti gusti.
Preparazione
Ingredienti per i grissini (base moltiplicabile)
200 gr di farina 0 biologica (o integrale per grissini solo integrali)
50 gr di olio evo
100 gr di acqua, sale, un paio di cucchiai di glucosio (così da rendere il gusto un po'...insolito: un po' dolce ma anche un po' salato).
In un momento successivo: granella di semi di pistacchio, di pinoli, di mandorle, semi di sesamo bianchi e neri, semi di papavero, purea di zucca.
Mescolare gli ingredienti nella planetaria e lasciar riposare per circa un'ora.
Mettere l'impasto nella spianatoria, dividerlo in otto panetti uguali e personalizzare con i semi o con la purea e regolare di sale.
Con il matarello stendere delle sfoglie sottili e ricavarne delle striscie di un paio di cm di larghezza, posizionarle in una placca ricoperta di carta da forno e cuocerle a circa 200° da qualche minuto ad una decina ( a seconda dello spessore della sfoglia).
E voilà, un bel centrotavola che con del culatello e qualche pezzettino di grana ... diventerà anche buono! ;-)