Se l'uomo è ciò che mangia, il cuoco è ciò che cucina?

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"la Cucina in Cantina" e il Cake di cioccolato fondente, nocciole piemontesi e pistacchi siciliani


Non si può non chiudere una lezione di cucina senza dolcezza e noi ce l'abbiamo messa tutta preparando questo cake che, essendo privo di glutine, è indicatissimo anche per chi soffre di celiachia.

"Acquistare un cane può essere l'unica opportunità per un essere umano di scegliersi un parente." Mordecai Siegal


Qualche tempo fa, durante un quarto d'ora di chiacchiere in libertà con l'amica Barbara, partimmo con il ricordo di noi adolescenti e poi ventenni, con tutte le timidezze e le insicurezze tipiche dell'età, per arrivare al quesito "chissà come ci si corteggia nel terzo millennio!". 
"Secondo me il supermercato è ancora il luogo principe per cuccare!" esclamai ad alta voce.
E, come avrete oramai compreso, "mi partì" la sceneggiatura.

Imago mundi. Per le donne che guardano oltre.


Domenica a letto con la febbre e con la tele accesa per uno dei miei "sport" preferiti da malata ovvero guardare, meglio, osservare le pubblicità.

In un bosco, o un parco cittadino, suggestivo nella rappresentazione in bianco e nero, un uomo viene sorpreso da un fortunale: vento impetuoso e distruttivo, pioggia fredda ed intensa. Pericolo. Paura. All'improvviso un approdo sicuro, la banca ovviamente. L'inquietante bianco e nero si trasforma nel caldo colore di un ambiente protetto che accoglie il malcapitato. Due giovani donne vestite come le hostess della Swiss Air gli prendono l'impermeabile bagnato e gli offrono un caffè, conducendolo da chi saprà risolvere i suoi problemi. Un uomo, ovviamente.

Dal ponte delle tette alle fondamenta del buso. E la cremé brulèe al pistacchio.


In Parlamento giace da anni oramai, forse unico paese europeo, una legge contro l'omofobia ovvero la necessità di una nazione che un proprio legislatore codifichi quanto di più logico possa esserci.
La Treccani alla voce omofobia cita: "paura dell'omosessualità, sia come timore ossessivo di essere o scoprirsi omosessuali, sia come avversione all'omosessualità".

La bieca ignoranza di certe persone fa si che questa "paura" si traduca in atti di una violenza inaudita, mai abbastanza condannati, mentre a Venezia, nel '500, il Gran Consiglio optò per soluzioni meno violente, sulla scia della tolleranza e "contaminazione" distintive della città lagunare, ovvero l'apertura alle Cortigiane.

"Caro George, ricorda che nessun uomo è un fallito se ha degli amici"

Biscottini con pistacchi e cardamomo


Nel film di Frank Capra "La vita è una cosa meravigliosa" del 1946, George, un uomo mite che per amore dei familiari ha accantonato progetti e ambizioni, la Vigilia di Natale si ritrova a combattere contro Henry Potter, lo spregiudicato affarista della comunità. Gorge, stremato e a pezzi dopo aver cercato inutilmente di ribellarsi al perfido Henry, tenta di farla finita, ma è salvato dall'angelo custode Clarence, una curiosa creatura celeste priva di ali (quindi di "seconda classe" e bersaglio di mormorii in Paradiso).
Clarence non scaglia anatemi di riprovazione ma gli fa vedere cosa sarebbe stata la vita di tutte le persone che lui ama, e che considera causa della propria insoddisfazione, senza la sua presenza: un disastro su tutta la linea.


Il fagiolo: nella storia e nella torta

Crostata di fagioli del lago e pistacchi


C’era una volta un bambino di nome Giacomino che viveva con la mamma in una fattoria. Erano molto poveri e possedevano solo una mucca che, purtroppo, un giorno smise di fare latte; così, la mamma disse a Giacomino di venderla al mercato.
Giacomino partì per andare a vendere il povero animale, ma, strada facendo, incontrò un omino che gli disse: “Che bella mucca! Dalla a me ed in cambio prendi questi cinque fagioli fortunati!”. Giacomino non fece in tempo a rispondere che si ritrovò in mano i fagioli e la mucca non c’era più!



Non so se credo nell'amore a prima vista. Di certo fa risparmiare un sacco di tempo (Mae West)


Quiche di ricotta e pistacchi con gelatina di moscato passito


Quando ero piccola il gelato al pistacchio mi lasciava sempre un po' diffidente, come il cibo in generale, del resto. Qualche anno dopo uscì il gusto "puffo" e non mi spiegavo come un dolce prodotto con uova, zucchero, latte e panna poteva, nella somma dei colori, dare come risultato il turchese. Finivo per scegliere sempre cioccolato e fragola (detti nell'ordine perchè la signorina della gelateria avrebbe composto il gelato in modo tale che l'adorato cacao fosse presente fino alla fine del cono).

Il Camouflage

Non volevo parlarvi di un fighissimo piatto francese ricavato da un ricettario del '600 ma di una tecnica che la natura usa da sempre: il camuffamento. Usato dagli animali per trarre in inganno i predatori, usato dagli stilisti per gli accessori proposti per questa primavera-estate, usato per rendere meno visibili i veicoli mlitari, io lo propongo...in cucina!

Esempio
"Cosa si mangia questa sera"?
"Un pasticcio di carciofi"
"Uffa!!! I carciofi!! Che cavolo!"
oppure
"Cosa si mangia questa sera"?
"Un mix di verdurine verdi croccanti con formaggio filante"....
"Va bè, proviamo".

Del resto anche i camaleonti, sulla Terra da qualche milione d'anni, cambiano colore per sopravvivere: cosa volete che siano delle libere interpretazioni sul piatto del giorno? ;-)


Lasagne con carciofi e taleggio

Ingredienti
pasta fresca circa 400 gr. (va bene sia quella ipersottile che si trova normalmente nel banco frigo piuttosto che quella fatta in casa, un po' meno sottile e comunque sbollentata 2-3 minuti prima dell'utilizzo), 500 gr di carciofi mondati, 150 gr di pecorino grattugiato, 200 gr di Taleggio Dop, 500 gr di latte crudo, 30 gr di farina 00, 30 gr di burro chiarificato, le foglioline di due rametti di timo fresco ed una manciata di coriandolo, uno spicchio d'aglio, mezzo bicchiere di vino bianco, sale, pepe macinato al momento, noce moscata, granella di pistacchio, olio evo

Procedimento
Profumare dell'olio evo con lo spicchio d'aglio in una padella per qualche minuto, togliere l'aglio, versare i carciofi mondati e tagliati in spicchi, rosolarli per qualche minuto, unire il vino bianco, lasciar sfumare, regolare di sale e pepe e lasciar andare per 15', unire le foglioline di timo e mettere da parte.

Preparare la besciamella con il burro, la farina, il latte crudo, regolare di sale e di noce moscata. Unire il coriandolo tritato finemente. Tagliare in dadolata il taleggio.
Frullare i carciofi emulsionando con un po' di olio evo e cominciare con la "mille foglie": in una pirofila di porcellana o di vetro partire dalla besciamella e continuare con la pasta, la purea di carciofi, la dadolada di taleggio, il pecorino grattugiato e la granella, fino alla fine degli ingredienti. Terminare con uno strato di pasta coperto di besciamella, granella e pecorino ed infornare per 30' a 160°.

Servire tiepido con una misticanza profumata con una spolveratina di buccia di lime grattugiata con la microplane.

11 uomini in mutande…ed ho il frigo vuoto!


Ma quanto belle sono le ricette del contest Il panino con la coppa? Sto cominciando ad avere delle serie difficoltà: sono davvero tutte molto interessanti ed invitanti! Credo la giuria dovrà faticare non poco per decretare il trio finalista ed il vincente assoluto.
Medesimo compito arduo attende la nostra Nazionale, abituata a partire tra mille polemiche - nel paese in tutti siamo un po' CT - ed indubbie difficoltà: infortuni dell'ultimo minuto, ruoli non ancora assimilati, schemi di gioco non proprio abituali. Di tutto questo poi si parlerà prima, durante e dopo le partite, con repliche il giorno successivo, alla macchinetta del caffè o dal giornalaio.

Eh si, per un mese non si parlerà altro che di 11 uomini in mutande ed intanto nessuno è andato a fare la spesa! E stasera, dopo la finale del torneo che la squadra di Edoardo ha vinto, cosa preparo?

Caprese croccante, in cocotte.

Ingredienti
500 gr di pomodorini datterini confit, due mozzarelle di bufala a temperatura ambiente, qualche foglio di pane carasau, 500 gr di latte crudo, 50 gr di farina 00, 50 gr di burro chiarificato, un ramo di basilico, noce moscata, un po' di pecorino grattugiato, granella di pistacchio, sale, pepe nero lungo.

Procedimento
Preparare i datterini confit (mettere i pomodorini in una teglia, sale, pepe, olio ed un po' di zucchero di canna e lasciarli appassire in forno a 100° per almeno 4 ore: vi consiglio di tenerne sempre un po' a disposizione in quanto si preparano praticamente da soli e risolvono tante situazioni!).
Tagliare la mozzarella in dadolada.
Preparare la besciamella lasciando un rametto di basilico ricco di foglie integre durante la cottura che verrà tolto solo alla fine (profumerà tantissimo!).
Mettere sul fondo della cocotte un po' di salsa, coprire con del pane carasau, coprirlo con i pomodorini e la bufala, versare un po' di besciamella, un po' di granella di pistacchio ed alla fine il pecorino grattugiato e così fino alla fine degli ingredienti. Decorare la superficie con un paio di pomodorini e mettere in forno per 30' a 160°.

E vinca il migliore!

Il cucchiaino nella coppa ;-)

Sistemando le ricette del contest "Il panino con la coppa" mi sono resa conto che non ne avevo postata neppure una e soprattutto mancavano i dolci. Ma i dolci sono fondamentali per assistere le competizioni sportive! Danno la giusta energia per esultare in caso di vittoria e soprattutto sanno essere dolci carezze all’ego in caso di sconfitta.

Per cui, sabato sera, con gli amici a casa per assistere alla finale della Coppa dei Campioni e soprattutto dopo aver trascorso il pomeriggio ad assistere alla semifinale - del campionato provinciale – che ha visto la Vigontina vincere per 5-0 sull’Abano (QUINDI SABATO PROSSIMO EDOARDO GIOCHERA’ LA FINALE CONTRO IL NOVENTA CALCIO, PRATICAMENTE UN DERBY!) mi sono sentita ispirata nel produrre questi cucchiaini e bicchierini. Oltre a rinvigorire piuttosto che consolare consentono di essere gustati in un attimo e di non rischiare di finire sui divani bianchi tra un assist ed un traversone in area!

Cucchiaini dolci per intense emozioni!

Mascarpone, uova e zucchero zefiro aromatizzato alla vaniglia(1 tuorlo per 100 gr di mascarpone per 25 gr di zucchero), qualche tazza di caffè espresso, un po’ di polvere di caffè, un po’ di cacao amaro in polvere, qualche savoiardo sbriciolato, un po’ di granella di pistacchio e di mandorle.

Montare i tuorli con lo zucchero per circa 15’, fino a renderli spumosi, aggiungere il mascarpone ed infine gli albumi montati a neve ferma ed inserire questa crema golosa in un sac a poche (meglio quelli usa e getta).

A questo punto si lavora a catena di montaggio: posizionare direttamente nel vassoio i mini contenitori e personalizzarli con un po’ di savoiardo sbriciolato e qualche goccia di caffè, crema e cacao, oppure crema e granella, oppure granella, crema e polvere di caffè..insomma come meglio vi sentite ispirati.

E vinca il migliore!

 

p.s.: in questo periodo dell’anno, a maggior ragione visto le temperature, sarebbe meglio usare tuorli ed albumi pastorizzati nella produzione di creme o dolci a freddo. Non si sa mai. :-)

Ho sciupato il tempo e ora il tempo sciupa me. William Shakespeare


Il 1^ maggio è stato, come di consueto, un giorno di lavoro. Silenzioso ed un po' più lento del solito perchè avevo bisogno di riflettere sulla frase dello scrittore inglese.
No, non mi sono guardata allo specchio sconsolata, tutt'altro, mi piacciono le mie rughe. Sono mie, dicono che sono io.

Stavo semplicemente riflettendo sulla mia endemica, cronica, fagocitante mancanza di tempo; sempre a rincorrere, sempre a farmi rincorrere..e poi? E poi si girano le pagine del calendario, si spostano gli abiti da una parte all'altra dell'armadio, si formano pile di libri che ci si promette di leggere, mentre il tempo passa e le cose accadono troppo velocemente.

Così Roberto mi ha preso un'amaca da mettere tra gli alberi, abbastanza larga da accogliere due bimbi oppure un adulto con libri e giornali e magari una copertina perchè potrebbe essere utilizzata al mattino presto, per salutare il nuovo giorno, con l'erba ancora umida di rugiada oppure alla sera tardi, quando dalle case le luci morbide sembrano salutare il giorno che sta passando, accompagnando al riposto notturno chi vive all'interno, come fa la mamma che bacia i piccoli e rimbocca loro le coperte.

E dopo un po' di tempo trascorso a guardare l'alba che diventa mattina bisognava continuare le carezze all'ego con una bella colazione, anche questa lenta, sia perchè gustata con lentezza sia perchè composta da ingredienti che hanno avuto bisogno di tempo per divenire ciò che ora sono.

Confettura di fragole con zucchero di canna, cardamomo e pistacchi e Pane di lievito madre e farina integrale.

Ingredienti
1 kg di fragole bio, 500 gr di zucchero mascavo (zucchero di canna coltivato dai contadini dello Stato del Paranà-Brasile e distribuito da www.yabasta.it), un cucchiaio di cardamomo, tre cucchiai di granella di pistacchio

In una pentola di rame unire le fragole mondate e lavate allo zucchero di canna, una volta sciolto lo zucchero aggiungere il cardamomo. Dopo circa 40' si dovrebbe già essere formata la confettura, della giusta consistenza. Spegnere e lasciar riposare per una giornata. Il giorno successivo rimettere, sul fuoco, aggiungere la granella di pistacchio, portare a bollore e cucinare per 5' e riempire dei vasetti Bormioli già sterilizzati, chiudere il coperchio, rovesciarli e lasciar reaffreddare.
Andrebbero lasciati tranquilli per almeno un mesetto al buio ma...che volete farci..sono così golosa! :-)

Pane di pasta madre e farina integrale

In verità gli ingredienti di questo pane sono davvero tutti "ad occhio": ai circa 300 gr di pasta madre ho aggiunto almeno altrettanta farina integrale bio, un cucchiaino di miele ed uno e mezzo di sale integrale. Mentre il gancio della planetaria lavorava con impegno ho aggiunto un po' alla volta dell'acqua a temperatura ambiente che tengo sempre in una caraffa, a decantare.
Quando si è ben incordato ho messo l'impasto in una ciotola e l'ho lasciato riposare direi tre orette e poi l'ho messo a cucinare nella macchina del pane, impostando solo la funzione cottura (circa un'oretta).

Raffreddato il pane, tagliato a fette di circa un centimetro e tostato in forno si ottengono delle fette integrali davvero "slow" da arricchire con la confettura equa e solidale!

Buona giornata a tutti. ;-)


I gà igà i gai ai pai pai poi

Ovvero “hanno legato i galli ai pali per i polli”, detto trevigiano, filastrocca o scioglilingua che dir si voglia, che mi ha sempre fatto ridere un sacco, da piccola. In realtà erano le galline chiocce che, nelle aie delle corti venete, venivano legate ai pali in modo da non razzolare troppo in giro, così da non esporre a pericoli inutili i pulcini. Mi ha sempre affascinato l’aia, esempio di integrazione perfetta: in uno spazio relativamente ampio vivevano senza tanti clamori gli abitanti del pollaio dove le galline, con i loro 200 vocaboli e movimenti rituali risultano avere un cervello molto più interessante rispetto a qualche tronista, qualche coniglio, l’immancabile cane, il gatto che di solito aveva anche l’onore di potersi scaldare vicino alla cucina economica o al camino. Un po’ distante il maiale, che allo stato brado sarebbe un animale agile e pulitissimo, qualche mucca nella stalla e magari anche un vitellino, il bue, per l’aratro, il cavallo ed una capretta per fargli compagnia. I più fortunati avevano anche il toro, i cui fans club erano sparsi nel giro di qualche decina di chilometri. E magari l’orto, qualche filare di vite, qualche albero da frutto, i salami appesi, i formaggi nella credenza assieme alle marmellate prodotte in estate, la cesta delle uova e d’invero il frigorifero ad impatto ambientale nullo: ovvero lo spazio esistente tra la finestra ed il balcone!

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Questa immagine mi ricorda la casa di mio nonno materno ed i tuffi che facevo d’estate nel cumulo di fieno, lanciandomi dal granaio e puntualmente raggiunta dal gallo, un tipo un po’ selvatico che inseguiva tutti coloro che considerava estranei: ossia tutti gli essere viventi a parte le galline. Oche, anatre, faraone ed anche il pavone subivano il medesimo trattamento, oltre a me, naturalmente.

Così, ripensando ai bei tempi andati, ne ho messo uno in pentola ;-) , preparando due terrine: una calda, nel senso di cucinata ed una fredda, resa un po’ intrigante nel gusto grazie alla grappa ed al foie gras, ispirata da una memorabile visita alla distilleria Maschio Bonaventura, ma ve ne parlerò fra qualche giorno.

Terrina di gallo: croccante e piccante.

Ingredienti

un gallo (scovato in una fattoria vicina) dal quale ottenere 800 gr di polpa, 200 gr di pancetta steccata, 50 gr di granella di pistacchio, 50 gr di mandorle a lamelle, 50 gr di uva del sultano (sultanina!), 10 gr di panna fresca, 3 scalogni, un bicchierino di vino passito, peperoncino, sale, una cipolla steccata con dei chiodi di garofano, una carota ed una gamba di sedano, una stecca di cannella, dei grani di pepe nero ed una foglia di alloro.

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Procedimento

In una pentola capiente mettere il gallo con la cipolla steccata, le verdure, la cannella, i grani di pepe nero e la foglia di alloro, riempire d’acqua fredda, portare ad ebollizione, schiumare bene, abbassare il fuoco, coprire e lasciar andare per almeno un paio d’ore.

Mettere l’uvetta in ammollo con il vino passito, lasciar raffreddare e spolpate il gallo avendo l’accortezza di mettere da parte le parti compatte di grasso (eventualmente sostituibile con dell’olio evo), rosolare gli scalogni dolcemente, aggiungere la carne e la pancetta tritata e lasciar andare per qualche minuto. Versare nel frullatore con le mandorle: frullare il tutto emulsionando con la panna ed il vino passito usato per l’uvetta. In una ciotola unire alla carne frullata la granella, l’uvetta ed il peperoncino, amalgamando bene il tutto con una spatola. Regolare di sale ed eventualmente di peperoncino.

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Cucinare a bagno maria nel forno statico a 180° per un’ora e mezza; lasciar raffreddare e servire, tagliata a fette, con delle verdure calde, come spinacini morbidi spadellati con un cucchiaio d’olio evo ed un po’ di burro chiarificato o con morbidissime patate al cartoccio.

Non di solo pane vive l'uomo...ma anche di qualche grissino!

Anno nuovo...pc vecchio! ...ma so che esiste, è nella sua scatola e mi sta aspettando! :-) Si tratta solo di recuperare un po' di sano, vecchio sw e poi sarà...da ridere! Meno per il mio piccolo che si deve sorbire le incursioni della sua mamma nel suo web..spazio.
Per farmi perdonare gli ho promesso gli amaretti morbidi e fra qualche giorno li posteremo insieme.

Oggi invece un paio di belle ricette "ideate" per un centrotavola piuttosto easy: pane e grissini, ricorosamente biologici: Bocconcini integrali e grissini in sfoglia ai tanti gusti.

Ingredienti per i panini
500 gr di farina integrale biologica "Molino Rosso"
125 gr di farina di riso biologica
250 gr di latte intero
un cucchiaio colmo di sale ed uno raso di glucosio
3 cucchiai d'olio evo
12 gr di lievito di birra
Preparazione
Nella planetaria, con la frusta a gancio, mescolare tutto insieme fino ad ottenere un impasto morbido (eventualmente aggiungere qualche cucchiaio d'acqua) e lasciarlo riposare, coperto, in un luogo tiepido fino al raddoppio del volume.
Nella spianatoia infarinata dividere l'impasto in tanti panetti simili, allungarli in rotolini del diametro di circa un paio di dita e tagliare tanti piccoli pezzettini di circa 3/4 cm di lunghezza. Posizionarli distanziati in più placche coperta da carta forno (2 da 90 cm) e lasciarli ancora lievitare per un paio d'ore coperti. Infornarli a 180° fino alla doratura (eventualmente inserire nel forno una tazza di acqua). Una volta raffreddati si possono congelare e conservare per circa 3 mesi.

Ingredienti per i grissini (base moltiplicabile)

200 gr di farina 0 biologica (o integrale per grissini solo integrali)
50 gr di olio evo
100 gr di acqua, sale, un paio di cucchiai di glucosio (così da rendere il gusto un po'...insolito: un po' dolce ma anche un po' salato).

In un momento successivo: granella di semi di pistacchio, di pinoli, di mandorle, semi di sesamo bianchi e neri, semi di papavero, purea di zucca.

Mescolare gli ingredienti nella planetaria e lasciar riposare per circa un'ora.

Mettere l'impasto nella spianatoria, dividerlo in otto panetti uguali e personalizzare con i semi o con la purea e regolare di sale.

Con il matarello stendere delle sfoglie sottili e ricavarne delle striscie di un paio di cm di larghezza, posizionarle in una placca ricoperta di carta da forno e cuocerle a circa 200° da qualche minuto ad una decina ( a seconda dello spessore della sfoglia).

E voilà, un bel centrotavola che con del culatello e qualche pezzettino di grana ... diventerà anche buono! ;-)